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Elezioni Spagna, socialisti primi ma senza maggioranza. Ultradestra Vox terzo partito

IL QUARTO VOTO IN QUATTRO ANNI

4' di lettura

I socialisti di Sanchez sono primi ma lontani dai numeri necessari per formare un governo. Vox ha ottenuto più del doppio dei seggi rispetto alla scorsa tornata. Affluenza in calo. Nel Paese, al voto per la quarta volta in quattro anni, è ancora stallo

È ancora stallo in Spagna. Nel quarto voto in 4 anni il Paese esce dalle urne (FOTO) ancora senza una maggioranza chiara in Parlamento (COSA SUCCEDE ORA). I socialisti di Pedro Sanchez ottengono più deputati di tutti, 120 (in lieve calo rispetto ai 123 uscenti) ma tutt'altro che sufficienti per governare da soli, mentre i popolari recuperano dal tonfo storico della primavera scorsa passando da 66 a 87. Ma è l'ultradestra di Vox a segnare il boom, più che raddoppiando i seggi, dai 24 ottenuti con il voto del 28 aprile a 52. Dato che fa esultare il leader Santiago Abascal: "Siamo la terza forza politica!".
La formazione di sinistra Podemos è ridimensionata, passando da 43 deputati a 35, e Ciudadanos crolla, da 57 seggi a 10, al sesto posto, cedendo il passo anche a Esquerra Republicana che si assesta al quinto posto con 13 seggi. Per la maggioranza ne occorrono 176. Il Psoe pur essendo in testa non avrebbe quindi i numeri necessari per un governo.  

Sanchez: "Tutti i partiti lavorino con generosità" 

"Il partito socialista ha vinto per la terza volta quest'anno le elezioni" sono le prime parole di Sanchez. E aggiunge: "Voglio fare un appello a tutti i partiti politici, perché bisogna lavorare con generosità e responsabilità per sbloccare la situazione politica". 

Abascal: "Consolidata alternativa patriottica"

"Siamo la terza forza politica, con 52 deputati" esulta Santiago Abascal, leader di Vox, rivolgendosi alla folla di sostenitori presso la sede del partito a Madrid. "Siete stati protagonisti dell'impresa più rapida e folgorante della politica spagnola", ha scandito. "Siamo riusciti ad aprire tutti i dibattiti proibiti", ha continuato. "Oggi - ha detto - si consolida una alternativa patriottica e sociale che chiede l'unità della Spagna". La folla intanto risponde con cori di "Espana unida jamas sarà vencida".

Casado: "Sanchez ha perso il suo referendum"

"Oggi il Pp ha ottenuto un buon risultato elettorale, ma il paese non ha ottenuto un buon risultato". Il leader del Partido Popular Pablo Casado non può che rallegrarsi per gli 87 seggi ottenuti in questa tornata elettorale rispetto ai 66 del tonfo storico di aprile. E, forte della ripresa, lancia la sua sfida a Sanchez che, dice "ha perso il suo referendum". "La palla è adesso nella sua metà del campo", incalza Casado, "Deve decidere cosa vuole fare. Perché' la spagna non può più aspettare". Il Pp intanto, afferma, "intende esercitare la sua responsabilità".

Lo stallo

E allora a Madrid il rebus per formare il governo si presenta pressoché identico a quello prodotto dalle elezioni del 28 aprile. Poco cambia nei numeri, ma tutto potrebbe cambiare nelle prossime ore. La strada di Sanchez per restare alla Moncloa con una maggioranza chiara appare in salita, ma ormai l'obiettivo - a detta di tutti - è sbloccare l'impasse che dura da troppo tempo.
Non è certo un trionfo per i socialisti, anzi. Con l'affluenza in calo e il peso dell'esasperante instabilità degli ultimi sei mesi, la vittoria del Psoe è la conferma di cui Sanchez aveva bisogno per provare in qualche modo ad andare avanti. Tutto intorno il vero cambiamento, soprattutto con l'avanzata di Vox, che con una formidabile rapidità è riuscito a far abbandonare remore e pudori ad un elettorato che era evidentemente rimasto orfano di una voce chiara inneggiante senza ambiguità alla 'Spagna Unita' di fronte alla sfida dell'indipendentismo catalano, acuitasi dopo le condanne emesse il 14 ottobre dal Tribunale supremo contro i leader di Barcellona. E' stato lo slogan di Santiago Abascal, che ha fatto presa e realizzato quanto fino a pochi anni fa era inimmaginabile da queste parti.

L'affluenza

Alle 18 l'affluenza è stata del 56,8%, quattro punti percentuali in meno rispetto alla precedente tornata elettorale, quando alla stessa ora aveva votato il 60,74%. Alle 14 aveva votato il 37,83%, 3,6% in meno rispetto ad aprile.

 

Data ultima modifica 10 novembre 2019 ore 22:09

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