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Attentato neonazista ad Halle, il killer aveva pianificato attacco da almeno una settimana

5' di lettura

Stephan Balliet, il 27enne tedesco che ha ucciso 2 persone, aveva pubblicato il suo manifesto antisemita in siti di estrema destra. Procura: voleva fare strage, aveva 4 chili di esplosivo. Padre: “Dava sempre colpa ad altri”. Presidente Steinmeier: giorno della vergogna

Stephan Balliet, il 27enne neonazista tedesco che ieri ha ucciso due persone (una donna di 40 anni e un uomo di 20) ferendone altre due in un attacco in diretta web contro la sinagoga di Halle, in Germania, aveva pianificato l’attentato almeno una settimana fa. Lo testimonierebbe - scrive il centro di monitoraggio del terrorismo internazionale Site su Twitter - il documento pdf con il suo manifesto antisemita pubblicato in Rete su alcuni siti di estrema destra (IL VIDEO DEGLI SPARI - LE FOTO). Intanto, il procuratore generale tedesco Peter Frank ha confermato che l'obiettivo del 27enne era fare una strage: con sé, ha detto, aveva ordigni per un totale di quattro chili di esplosivo.

Procura tedesca: "L'obiettivo era compiere un massacro"

"Secondo le nostre conoscenze, Stephan B. si era posto come obbiettivo quello di compiere un massacro (...) nella sinagoga di Halle", ha spiegato Frank. L'attentatore, "connotato da un pauroso antisemitismo, xenofobia, razzismo, si era armato in maniera pesante, con diverse armi, apparentemente di costruzione artigianale, e con una grande quantità di esplosivo: solo nell'auto sono stati rinvenuti circa quattro chili di esplosivo", ha aggiunto il magistrato. Ha poi ribadito che il 27enne "voleva andare nella sinagoga per uccidervi un grande numero persone" e che "voleva ottenere un effetto a livello mondiale attraverso la ripresa dal vivo della sua azione, attraverso i suoi commenti", il suo "manifesto e il suo piano che aveva caricato prima su internet". "Voleva istigare o indurre altri a simili azioni", ha detto ancora Frank. La procura federale tedesca sta indagando anche su quali attività l'attentatore abbia potuto aver sul "darknet", su "come si è radicalizzato", come si è "procurato" e "fabbricato da solo" armi e ordigni, se ci siano stati "fiancheggiatori".

"Nel pdf immagini delle armi e delle munizioni usate"

Tornando al manifesto di Balliet, Rita Katz di Site ha scritto che "il documento mostra le immagini delle armi e delle munizioni che ha usato e fa riferimento al suo live streaming e afferma che 'hanno l'obiettivo di uccidere il maggior numero possibile di anti-bianchi, meglio se ebrei'. Questo documento, che sembra essere stato creato una settimana fa, il 1° ottobre, fornisce ancora più indicazioni sulla pianificazione e preparazione che Stephan Balliet ha messo in campo per il suo attacco" (L'OMAGGIO ALLE VITTIME).

La dinamica della fuga

Intanto il quotidiano tedesco Bild ha ricostruito la dinamica della fuga dell’attentatore. Dopo l'attacco - avvenuto nel giorno della festività ebraica dello Yom Kippur, verso le 12 del 9 ottobre - Balliet sarebbe fuggito in direzione sud-est con un'auto a noleggio con la quale era arrivato a Wiedersdorf, ha ferito un dipendente di un'officina, ha rubato un taxi ed è fuggito in direzione dell'autostrada A9. Su questa arteria ci sono stati "spari e un intervento della polizia", ma è solo dopo uno svincolo che immette nella strada B91 a nord di Zeltz che Balliet va a sbattere contro un camion presso un cantiere di lavori stradali e "dopo viene arrestato". Circa la sequenza dell'attacco, si conferma che il giovane ha provato ad irrompere nelle sinagoga, ha lanciato un ordigno al cimitero ebraico e poi ha ucciso una passante. In seguito ha attaccato il fast food di kebab uccidendo un uomo all’interno. Balliet avrebbe tentato il suicidio prima di venire arrestato: quando è stato arrestato, infatti, "aveva una ferita di arma da fuoco al collo". Il killer ha filmato la propria azione per 35 minuti e nel video, postato su un sito di videogame, lo si sente urlare prima di aprire il fuoco che "la radice di tutti i problemi sono gli ebrei" (L'omaggio alle vittime. "Non c'è spazio per l'antisemitismo". FOTO).

Il padre: "Dava sempre la colpa agli altri"

Dava sempre la colpa agli altri, non aveva amici, stava spesso davanti al computer, era chiuso anche con i parenti più stretti e aveva avuto problemi di salute: così il padre descrive in un’intervista a Bild il figlio Balliet. "Non era mai in pace né con sé né col mondo, dava sempre la colpa agli altri", ha raccontato, per poi aggiungere: ”Il ragazzo era sempre online", rievocando che "si litigava sempre, la mia opinione non contava. Non riuscivo più a entrare in contatto con lui". Balliet è nato ad Eisleben, sempre in Sassonia-Anhalt, e abitava con sua madre a Helbra, a soli 14 chilometri da Halle, riferisce ancora Bild. I genitori si erano separati e il giovane si era diplomato, aveva studiato chimica per due semestri ma poi aveva dovuto interrompere per "una grave operazione allo stomaco”.

Il presidente tedesco Steinmeier in visita alla sinagoga

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier è andato in visita alla sinagoga attaccata: questo "è un giorno di vergogna e infamia", ha detto. "Dobbiamo permanentemente essere uniti contro la violenza che abbiamo vissuto ieri. Dobbiamo proteggere la vita ebraica", ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa congiunta con il capo della Comunità ebraica tedesca, Josef Schuster. Steinmeier ieri, con implicito riferimento al nazismo e all'olocausto, aveva definito "inconcepibile" un simile attacco "in un Paese con questa storia" e aveva esortato a "mostrare solidarietà alle persone ebraiche di questo Paese".

Data ultima modifica 10 ottobre 2019 ore 16:50

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