Conferenza sulla Libia a Palermo, Conte: “Premesse importanti”

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Il premier, alla chiusura dei lavori nel capoluogo siciliano, nutre "un sentimento di fiducia", per aver dato "una prospettiva di stabilizzazione" al territorio libico. E sull'assenza della Turchia assicura: "Non altera il clima positivo"

Il premier italiano Giuseppe Conte parte da Palermo con “un sentimento di fiducia”, per aver dato "una prospettiva di stabilizzazione" alla Libia. Ma, dopo la Conferenza organizzata per rilanciare il processo politico libico, avverte: sono state fatte premesse importanti, ma “non dobbiamo illuderci”. Molti gli obiettivi stabiliti nel capoluogo siciliano sul futuro della Libia, tra cui le elezioni nella primavera del 2019, sicurezza e disarmo delle milizie e unificazione delle strutture economico-finanziarie. Simbolo della due giorni e degli accordi resta la stretta di mano fra gli storici nemici: il presidente del governo nazionale libico Fayez al Sarraj e il generale Khalifa Haftar. Per l'inviato Onu per la Libia, Ghassam Salamdi, quanto stabilito in Sicilia è un "successo", con Palermo che resta "una pietra miliare" del processo politico libico (UN PAESE SPACCATO DAL 2011).

Conte: "Abbandono Ankara non altera clima positivo"

Il premier italiano, nella conferenza stampa a conclusione dell’incontro siciliana, ha voluto sottolineare come questo vertice non sia stato pensato per essere una "vetrina internazionale" dell'esecutivo giallo-verde. Ed è tornato anche sulla posizione della Turchia che ha deciso di abbandonare il summit perché esclusa dall'incontro informale tra Sarraj e Haftar. “Mi è dispiaciuto che si sia allontanata”, ha detto Conte, precisando però che Ankara "non ce l'ha affatto con l’Italia, e questo non altera il clima positivo registrato nell’incontro". Fiducioso anche Ghassam Salamè che sul vertice ha voluto sottolineare che "c’è stato un impegno serio da parte dei libici presenti. Mi sento più tranquillo". 

"Su Libia nessun secondo fine economico"

Conte è poi tornato sulla presenza del generale libico Khalifa Haftar, in dubbio fino all’ultimo. Il militare è arrivato a Palermo, ma non ha partecipato al summit. Ha infatti presenziato solo al vertice con Sarraj e altri leader politici, tra cui anche il presidente egiziano Al Sisi. “Mi aveva dato la sua parola d’onore che sarebbe venuto”, ha ricordato il premier sul caso. Mentre sull'impegno italiano, Conte ha precisato che in Libia l'Italia "non intende rivendicare alcuna leadership sul piano economico, politico o altro, significherebbe avere secondi fini". "Siamo disponibili a valutare tutte le forme di aiuto e cooperazione che si potranno sviluppare in futuro, anche economica", ma è "prematuro ragionare su strumenti di cooperazione specifica per i nostri imprenditori". Dopo l’impegno a Palermo, il premier sarà a Roma, per discutere della manovra: "Delibereremo in Consiglio dei ministri la risposta da inviare all'Ue e confidiamo di inviarla nei termini”, ha spiegato.

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