Tutte le gaffe di Elon Musk, dal pesce d'aprile alla marijuana

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La pressione su Tesla si è fatta sentire anche sul suo fondatore, che negli ultimi mesi ha inanellato una serie di scivoloni. Non sempre graditi dagli investitori

Elon Musk ha definito il suo ultimo anno "atroce". Se SpaceX gli ha riservato soprattutto soddisfazioni, la pressione su Tesla è cresciuta e il suo fondatore non ne è stato immune al punto da essere stato protagonista di una lunga serie di gaffe.

Screzi con le autorità Usa

A marzo, il proprietario di una Model X ha perso la vita in un incidente stradale. Finisce sotto accusa il sistema di guida assistita della vettura. Le indagini vengono affidate alla National Trasportazione Safety Board (Ntsb), agenzia del Governo che monitora incidenti di auto, treni e aerei. I tempi sono però piuttosto lunghi (1-2 anni) durante i quali la Ntsb preferisce che la casa automobilistica non divulghi in autonomia i dati raccolti. E invece è proprio quello che fa Elon Musk sul blog della società. Risultato: si rompe l'accordo di collaborazione firmato tra l'agenzia e la società per far luce sull'incidente, con la prima che dice di averlo revocato e la seconda di averlo sciolto di propria iniziativa.

Pesce d'aprile

Per Tesla è un momento complicato. Musk preferisce derubricare le crepe della compagnia a Cassandre. E non rinuncia al suo pesce d'aprile, scherzando proprio sulle difficoltà dell'azienda. In una serie di tweet scrive che Tesla "è fallita". In una foto si fa ritrarre con barba incolta e capelli arruffati. È seduto sull'asfalto, appoggiato a una Model 3 ed è circondato da bottiglie di "Teslaquilla". Tiene in mano un cartello con scritto "bancarotta". In quei giorni il titolo Tesla perde il 17% in quattro sedute.

I dubbi sulla Model 3? "Noiosi"

A maggio, nella consueta conferenza post-trimestrale, Musk deve rispondere (come ogni Ceo di una società quotata) alle domande degli analisti. Deve farlo anche perché i conti di Tesla non decollano. E balbetta anche la produzione della Model 3, in ritardo. Quando però gli analisti gliene chiedono conto, Musk non risponde e sbotta: "Queste domande sono così piatte e noiose. Mi stanno uccidendo". E si trincera dietro un silenzio che il mercato percepisce come un segnale negativo. Per la casa automobilistica è un'altra giornata nera in Borsa. Più per il gran rifiuto di Musk che per il conto economico.

La Pravda per i giornalisti

Musk gode spesso di buona stampa. E mal sopporta le critiche. Alla fine di maggio, sempre via Twitter, avanza una proposta che fa discutere: una sorta di TripAdvisor per mass media e giornalisti. Una provocazione, come spesso succede. Come conferma il nome: "Lo chiamerei Pravda", scrive, come il giornale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.

L'eroe della grotta “pedofilo”

A luglio, il mondo ha gli occhi puntati su una grotta della Thailandia, dov'è intrappolata una squadra giovanile di calcio. Musk decide di partecipare e invia un mini-sommergibile che avrebbe dovuto collaborare al salvataggio. Peccato che lo slancio non produca risultati. Vern Unsworth, uno dei sommozzatori che hanno organizzato il recupero (andato a buon fine) dichiara che l'arrivo dell’imprenditore al campo base dei soccorsi e la sua insistenza nel proporre l'uso di un mini-sommergibile fossero stati inutili. Musk la prende male e dà a Unsworth del "pedofilo". Non una gran mossa. Sia perché le accuse sono false, sia perché si rivolgono a un sommozzatore che, in quei giorni, viene indicato come un eroe. Poco dopo arriveranno le scuse.

Tesla fuori dalla borsa. Anzi no

Ad agosto Musk sgancia la bomba finanziaria e annuncia su Twitter di voler ritirare Tesla da Wall Street. Snocciola il prezzo dell'operazione e sostiene che i fondi necessari sono "garantiti". L'obiettivo è avere mani più libere e mettere la società al riparo dalla speculazione. Il titolo apprezza. Si tratta di una mossa quantomeno inconsueta: essendo quotata, le comunicazioni di Tesla dovrebbero passare da procedure più trasparenti. Tanto più che, pochi giorni dopo, Musk fa marcia indietro. Tesla resterà in borsa. La Sec (la Consob americana) ha iniziato a indagare per capire se il tweet abbia manipolato il mercato. E gli operatori che scommettono sul ribasso del titolo (i cosiddetti short-seller) si muovono per fare causa all'imprenditore.

Sonniferi e marijuana  

Il 16 agosto, in un'intervista al New York Times, Musk ammette le difficoltà dell'ultimo anno. Lo definisce "il più difficile della carriera". E confessa di fare uso di Ambien, un farmaco contro l'insonnia: "A volte - spiega - è l'unica alternativa". L'ultimo scivolone si consuma in diretta web. Durante un'intervista con il commentatore americano Joe Rogan, beve whiskey e fuma marijuana. Niente di illegale, visto che Musk si trova in California. Ma è pur sempre un comportamento singolare per il Ceo di una società. L'imprenditore ha spiegato di non essere "un consumatore abituale", perché crede che "non sia positivo per la produttività”. Gli effetti - racconta - sono "come una tazza di caffè al contrario".

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