Euobserver: spesi 200mila euro per portare migranti Aquarius in Spagna

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Secondo le stime del sito d'informazione, il nostro Paese avrebbe speso almeno 200mila euro per una delle due navi che hanno accompagnato l'Aquarius a Valencia. Circa il 90% dei costi del viaggio sarebbero stati coperti con i fondi allocati dall'esecutivo comunitario

Secondo le stime del sito d'informazione Euobserver, l’Italia avrebbe speso almeno 200mila euro di fondi dell'Unione Europea, destinati a sostenere le operazioni di ricerca e soccorso in mare, per scortare la nave Aquarius a Valencia in Spagna, dopo aver rifiutato di far sbarcare 630 migranti in un porto italiano. I fatti risalgono all'11 giugno, giorno che segue il lancio su Twitter da parte del ministro Salvini dell'hashtag #chiudiamoiporti. 

Le stime sui fondi allocati dalla Commissione 

L’analisi dei costi, fatta dal portale che si occupa principalmente di politica legata all'Unione europea, fa riferimento a quelli sostenuti per la nave Dattilo della Guardia costiera, che, insieme alla "Orione", dopo aver trasferito diverse centinaia di migranti a bordo, ha accompagnato l'Aquarius nella città spagnola (LO SPECIALE). 

Le stime permettono di quantificare quanto sia costata, nel breve termine, la decisione dell’esecutivo guidato da Lega e M5s. Secondo Euobserver, nello specifico, circa il 90% dei costi del viaggio sarebbero stati coperti con i fondi allocati dalla Commissione europea per i salvataggi in mare. In una dichiarazione citata dal sito, la Guardia costiera avrebbe anche indicato che "solo il 10% di queste spese è direttamente sostenuto dal bilancio dello Stato (italiano), mentre il resto è cofinanziato dall'Unione Europea". Il sito ricorda anche come la Guardia Costiera italiana e la Commissione abbiano firmato a marzo e novembre del 2017 due accordi per un valore totale di 14,8 milioni.

Il caso Aquarius e le spese sostenute per la nave Dattilo

Il caso Aquarius (VIDEO) è scoppiato nella prima metà di giugno, quando la nave è rimasta tre giorni in mare con 630 migranti a bordo, in attesa che si trovasse un porto europeo disposto ad accoglierla. La situazione si è sbloccata l’11 giugno, quando il governo spagnolo di Pedro Sanchez ha dichiarato che Valencia era disponibile a far attraccare la nave (GLI OBBLIGHI SUI SALVATAGGI IN MARE). Il governo italiano ha quindi messo a disposizione un'imbarcazione della Marina italiana, la Orione, e una della Guardia costiera, la Dattilo, che hanno preso a bordo alcuni migranti per portali in Spagna, fino all’arrivo a nel porto di Valencia, il 17 giugno. Euobserver sostiene che, secondo le informazioni rilasciate dalla Guardia costiera italiana, la sola Dattilo, quando operativa, abbia un costo di "740.15  euro per ogni ora di navigazione". Il viaggio per arrivare a Valencia e tornare indietro avrebbe richiesto 290 ore, e per questo le stime parlano di 215mila euro. Inoltre, aggiunge il sito web, "la guardia costiera ha pagato i membri dell’equipaggio della Dattilo per un totale di 5.500 euro al giorno di straordinari. L’intera operazione è durata 14 giorni, aggiungendo altri 77mila euro al conto".

Circa 292 mila euro per Dattilo. Mancano dati su costi Orione

Il totale quindi, considerando solo i costi sostenuti per la Dattilo, è stimato intorno ai 292 mila euro. Euobserver precisa però di aver inoltrato una richiesta prevista dalla legge sul Freedom of information Act per avere anche i dati sui costi della nave Orione, che ancora mancano. Senza quelli, una stima totale dei costi del caso Aquarius non può essere ancora calcolata.

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