Thailandia, ossigeno in calo nella grotta. Morto un soccorritore

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(Ansa)

L'uomo ha perso conoscenza sulla via del ritorno. Per compiere il tragitto di andata e ritorno tra l'entrata della grotta e il punto dove i calciatori e il loro allenatore sono bloccati servono circa undici ore. Individuato nuovo varco a 200 metri dal gruppo 

Situazione sempre più critica nella grotta in Thailandia dove 12 ragazzi e il loro allenatore sono intrappolati: l'ossigeno è in calo per la presenza di centinaia di soccorritori nei cunicoli e uno dei Navy Seals thailandesi impegnato nei soccorsi è morto per mancanza di aria. L'uomo, che aveva 38 anni, ha perso conoscenza sulla via del ritorno, e i tentativi di farlo rianimare sono falliti. Una nuova speranza potrebbe però arrivare da un cunicolo largo circa un metro, individuato dai soccorritori e che condurrebbe a circa 150-200 metri dal punto dove si trovano i giovani calciatori e il loro allenatore. 

Il soccorritore deceduto

L’ex Navy Seal morto nella grotta ha perso conoscenza tornando verso l’uscita, e i tentativi di rianimazione sono falliti. “Un ex Seal che si era offerto volontario per aiutare è morto la scorsa notte intorno alle 2 - ha detto Passakorn Boonyaluck, vicegovernatore di Chiang Rai, citato dalla Bbc - Il suo compito era quello di portare ossigeno, e non ne è rimasto abbastanza per lui per il ritorno”. L'uomo ha perso conoscenza per la mancanza di ossigeno sulla via del ritorno alla caverna che fa da base intermedia prima del tratto finale per raggiungere i ragazzi, lungo 1,7 chilometri. Per tale distanza, ogni soccorritore deve utilizzare tre bombole di ossigeno.

Il calo dell’ossigeno

È fattore di grande preoccupazione il livello di ossigeno nella grotta, che è sceso al 15%, ben al di sotto del valore normale del 21%: la soglia critica letale è fissata all’8%. Il calo, dovuto alla presenza di centinaia di soccorritori nei cunicoli, è stato annunciato dai responsabili delle operazioni di soccorso, che non hanno però specificato quanta autonomia di respirazione abbia il gruppo intrappolato circa quattro chilometri all'interno. Le autorità thailandesi hanno detto chiaramente, anche a causa delle piogge monsoniche, che ormai c'è una "limitata" finestra di tempo per trarre in salvo i ragazzi. "Non possiamo più aspettare oltre (perché si realizzino tutte le condizioni) visto che le circostanze sono cambiate. All'inizio pensavamo che i ragazzi potessero rimanere all'interno della grotta per un po' di tempo ma le circostanze sono cambiate. Ora abbiamo un tempo che è limitato". Per affrontare il problema, i soccorritori hanno posato un tubo lungo cinque chilometri che immette ossigeno nella cavità dove il gruppo è bloccato. Parallelo a questo, anche un cavo telefonico per comunicare con l'esterno, nella speranza che i ragazzi posaano parlare con i loro genitori.

I rischi della carenza di ossigeno

Anche se la soglia letale per la percentuale di ossigeno nell'aria è l'8%, già al 15% ci sono i primi effetti per l'organismo, soprattutto stanchezza e alterazione dell'attenzione, che potrebbero pregiudicare le operazioni di salvataggio. A spiegarlo è afferma Andrea Scapigliati dell'Istituto di Anestesia e Rianimazione dell'Università Cattolica di Roma: "La possibilità di sopportare carenze di ossigeno dipende da una serie di fattori, dall'altitudine alla quantità di vapore acqueo. In parte anche lo stato nutrizionale conta, perché può influenzare la quantità di emoglobina, la proteina che trasporta l'ossigeno, nel sangue". "Classicamente - spiega - fino al 19% chi sta bene non ha effetti collaterali, dal 15% al 19% può esserci già una alterazione dell'attenzione e un aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, con una riduzione della capacità di fare sforzi. Tra il 12% e il 15% la capacità si riduce ulteriormente, e aumenta il senso di fatica. Tra il 10 e il 12% è un livello già critico, l'attenzione si riduce drasticamente e ci possono essere danni permanenti, e compaiono nausea e vomito. Sotto il 10% non ci si riesce a muovere, mentre intorno all'8% otto minuti sono quasi sempre fatali. Con il 6% invece si muore in pochi secondi". Tuttavia, aggiunge, i polmoni dei bambini sopportano meglio le carenze perché sono "molto più efficienti".

I ragazzi invitati ai Mondiali e l’arrivo degli ingegneri Tesla

Intanto la Federazione mondiale del calcio ha invitato alla finale della Coppa del mondo in Russia i 12 ragazzi, augurandosi che vengano riportati in superficie in tempo. Mentre dagli Stati Uniti arriva anche l’aiuto di Elon Musk, imprenditore proprietario della società di esplorazione spaziale Space X. "Gli ingegneri di Space X e Boring Company sono diretti in Thailandia domani per capire se possiamo essere d'aiuto al governo. Ci sono probabilmente molte complessità che sono difficili da valutare senza essere lì in persona", ha scritto Musk su Twitter. La Boring Company è una società di Musk che scava tunnel per sistemi di trasporto avanzati. L'idea ventilata è quella di inserire nella grotta un tubo speciale di nylon che consenta il passaggio dei ragazzi e dei soccorritori senza bisogno di immersioni, aggirando così il problema del livello dell'acqua che non è ancora sceso abbastanza.

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