Weinstein incriminato per stupro a New York. Il Legale: “Si difenderà”

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Il produttore cinematografico - che si era consegnato venerdì - viene portato “un passo più avanti nel confronto con le sue responsabilità”, ha detto il procuratore distrettuale di Manhattan. L’avvocato annuncia battaglia: le accuse “non sono supportate dai fatti”

Harvey Weinstein è stato incriminato per stupro e abusi sessuali da un grand giury a New York. Lo ha annunciato il procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus Vance Jr. Il produttore cinematografico viene portato “un passo più avanti nel confronto con le sue responsabilità”, ha detto. Il legale di Weinstein, Benjamin Brafman, ha subito annunciato battaglia, sostenendo che le accuse “non sono supportate dai fatti”. Il suo assistito, ha aggiunto Brafman, “si difenderà con vigore” e intende ricorrere in tribunale contro l'incriminazione.

Weinstein non ha testimoniato davanti al grand jury

L'incriminazione è arrivata qualche ora dopo che gli avvocati di Weinstein avevano comunicato la decisione del produttore di non testimoniare davanti al grand jury. La motivazione dei legali: il loro assistito non aveva avuto tempo sufficiente per prepararsi, in quanto aveva appreso i dettagli delle specifiche soltanto dopo essersi consegnato alle autorità lo scorso venerdì. Gli avvocati, inoltre, avevano sottolineato che la “pressione politica” ha reso l'incriminazione inevitabile: “A prescindere da quanto convincente la testimonianza possa essere, una incriminazione era inevitabile a causa dell'ingiusta pressione politica esercitata su Vance (il procuratore distrettuale di Manhattan, ndr) per garantire una condanna”.

Le accuse contro Weinstein

Weinstein si è consegnato alle autorità venerdì scorso, arrestato in seguito ad accuse pesantissime di stupro, di molestie aggravate e abusi sessuali. Ad accusarlo, solo nella sua New York, due donne: una lo ha denunciato per una violenza carnale subita nel 2013, l'altra di averla costretta ad avere con lui un rapporto di sesso orale negli uffici della Miramax a Manhattan nel 2004. Ma sono molte di più le donne che in questi mesi hanno puntato il dito contro Weinstein, compresa l'attrice italiana Asia Argento. L'ex potentissimo produttore 66enne è già indagato anche a Los Angeles e a Londra. Venerdì stesso è stato liberato, dopo il pagamento di una cauzione di un milione di dollari in contanti. Weinstein, anche se a piede libero, deve indossare un braccialetto elettronico per essere sempre localizzabile e non può allontanarsi dagli stati di New York e del Connecticut. Gli è stato anche ritirato il passaporto per evitare fughe all'estero.

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