Liegi, killer aveva già ucciso la sera prima. Isis rivendica

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Per il titolare del dicastero belga, prima di assassinare due poliziotte e un passante, Herman aveva ucciso un 30enne il 28 maggio. Procura conferma: durante assalto l'uomo ha urlato "Allah Akbar". La donna presa in ostaggio: io risparmiata perché musulmana

L'Isis ha rivendicato l'attacco terroristico di martedì nel centro di Liegi, in Belgio, costato la vita a quattro persone, tra cui due poliziotte. Il gruppo jihadista ha fatto sapere che Benjamin Herman, il 36enne ex detenuto che è stato poi ucciso dalla Polizia, "è un soldato dello Stato islamico". La rivendicazione è arrivata attraverso l'agenzia Amaq. Secondo gli inquirenti, Herman si sarebbe radicalizzato in carcere.

Un omicidio la sera prima

Benjamin Herman, il 36enne aveva già ucciso un altro uomo di 30 anni, la sera prima della strage (IL RICORDO DELLE VITTIME). Lo ha confermato il ministro dell'Interno belga, Jan Jambon, alla radio Bel Rtl. Il corpo dell’uomo ucciso era stato scoperto in un'abitazione di Marche-en-Famenne, a 50 km da Liegi. La vittima, scrivono i media locali, era un ex detenuto, una persona che Herman conosceva. Secondo la tv pubblica Rtbf, l’uomo sarebbe stato ucciso a colpi di martello e l'arma sarebbe poi stata ritrovata nell'auto di Herman a Liegi. Ma nelle ultime ore continuano ad emergere altri dettagli dell'aggressione, come quello sulla donna presa in ostaggio nella scuola. Secondo la testimonianza della donna, infatti, il killer l'avrebbe risparmiata perché musulmana.

"Sei musulmana? Fai il ramadan?"

La donna delle pulizie della scuola anziché scappare ha chiuso le porte della scuola trovandosi faccia a faccia con Herman. "Ti faccio due domande: sei musulmana? Fai il ramadan?", sembra le abbia chiesto il killer. L'inserviente scolastica avrebbe risposto di sì. E lui avrebbe così garantito: "Non ti farò niente, voglio solo far cuocere un po' quelli là fuori", indicando la polizia.

Procura federale: "Ha urlato 'Allah Akbar'"

La procura federale, intanto, ha confermato che il killer di Liegi ha urlato più volte 'Allah Akbar' durante l'assalto: la prima volta in strada, dopo aver aggredito e ucciso le due agenti, e la seconda uscendo dal recinto della scuola dove aveva preso in ostaggio la donna. Ma ancora si indaga sulla possibilità che in carcere sia entrato in contatto con persone radicalizzate, così come si cercano eventuali complici.

Il ministro: presto per parlare di terrorismo

In mattinata, lo stesso ministro Jambon, ha invitato alla prudenza. "Ci sono elementi ma anche contro-elementi" che possono far parlare di terrorismo per la strage di Liegi, "ma dobbiamo aspettare i risultati dell'inchiesta", dice. "Ci sono inoltre segnali che dicono che" l'autore Benjamin Herman "si fosse radicalizzato in carcere, ma ci dobbiamo porre molte domande" su questo, ha aggiunto il ministro, così come sui "segnali che indicano che fosse drogato".

Terrore per le strade di Liegi

Herman, nella giornata del 29 maggio, ha seminato il terrore per le strade di Liegi. Stando alla ricostruzione delle forze dell’ordine belghe l'uomo, armato di un coltello, ha attaccato alle spalle due poliziotte e ha rubato le loro armi di ordinanza con le quali le ha uccise. In seguito ha sparato a “un giovane di 22 anni seduto in un'auto”, hanno riferito i militari, ed è entrato in un liceo dove “ha preso in ostaggio una donna”. A quel punto è intervenuta la polizia e il killer ha sparato ferendo due agenti prima di esser ucciso.

Data ultima modifica 30 maggio 2018 ore 16:23

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