Terrore a Liegi, grida “Allah Akbar” e uccide due agenti e un passante

3' di lettura

L'aggressore è un uomo di 36 anni con precedenti. Dopo avere accoltellato due poliziotte e sparato a un passante ha preso in ostaggio una donna. Poi è stato ucciso dagli agenti. Si indaga per terrorismo

Paura a Liegi, in Belgio, dove un uomo ha ucciso due poliziotte e un passante, poi ha preso in ostaggio una donna, prima di venire ucciso dalla polizia in una sparatoria. "Il caso è stato affidato ai procuratori federali, perché ci sono elementi che vanno nella direzione di un attentato terroristico", ha detto Eric Van Der Sypt, portavoce del procuratore. E' stata invece smentita dal premier belga la notizia, riferita dai media del Paese, che l'autore dell'attacco sarebbe stato schedato come possibile radicalizzato dalle forze di polizia. Il capo della polizia di Liegi ha aggiunto che l'obiettivo erano gli agenti.

L'aggressione

Come riferito dalla polizia, l'aggressore avrebbe gridato “Allah Akbar”, poi ha accoltellato alle spalle due poliziotte e ha rubato le loro armi di ordinanza, con le quali le ha uccise. In seguito ha sparato a “un giovane di 22 anni seduto in un'auto” ed è entrato in un liceo dove “ha preso in ostaggio una donna”. A quel punto è intervenuta la polizia e il killer ha sparato ferendo 2 agenti. Quindi è stato ucciso.

L'assalitore era appena uscito di prigione

Il killer era stato segnalato per aver commesso un altro reato nella notte tra lunedì e martedì nella provincia belga del Lussemburgo, in Vallonia, a due ore scarse da Liegi. Lo ha riferito l'emittente belga Rtbf, che ha identificato l'uomo come il 36enne Benjamin Herman, originario di Rochefort. Più volte entrato e uscito dal carcere - l'ultima volta lunedì - nelle perizie psicologiche Herman era considerato "instabile" con una gioventù "difficile" alle spalle e non aveva più contatti con la famiglia.

Media: schedato come sospetto radicalizzato

Il killer di Liegi sarebbe stato schedato dalla sicurezza di stato dal 2017 in quanto sospettato di radicalizzazione. E' quanto riferisce la tv belga Rtbf citando fonti proprie: secondo quanto  precisato dalla Procura, aveva un permesso di uscita dalla prigione di qualche ora per un appuntamento per il suo reinserimento, ma non è mai rientrato. Il domicilio della madre a Rochefort, riporta Rtbf, è stato perquisito.

Polizia: obiettivo erano gli agenti

"L'obiettivo dell'assassino era attaccare la polizia, perché è quello che ha fatto sin dall'inizio prendendo di mira le due poliziotte pugnalate selvaggiamente alle spalle, e il termine è moderato". Così il capo della polizia di Liegi Christian Beaupere, aggiungendo che l'intenzione non era attaccare la scuola "ma colpire la polizia, le istituzioni e lo stato belga". Il bilancio tra le forze dell'ordine è di 2 poliziotte morte e 4 feriti, di cui due alle braccia e altri due alle gambe, di cui uno in pericolo di vita.

Data ultima modifica 29 maggio 2018 ore 19:32

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