Sentenza Pamplona, dopo le polemiche i giudici respingono le accuse

Le proteste a Pamplona (Getty)
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Dopo l’ondata d’indignazione in Spagna per la decisione di riconoscere l’abuso e non la violenza sessuale per lo stupro di una 18enne da parte di un branco di 5 persone, i magistrati parlano di “critiche sproporzionate”. Governo: riforma del Codice penale è “priorità”

I giudici spagnoli non ci stanno. Dopo l’ondata d’indignazione dilagata nel Paese per la sentenza di Pamplona - che ha riconosciuto solo l’abuso e non la violenza sessuale per lo stupro di una 18enne da parte di un branco di 5 persone - arriva la reazione delle associazioni dei magistrati. I giudici respingono le accuse, parlano di “critiche sproporzionate” e sollecitano il rispetto delle sentenze. Il governo, intanto, si dice sempre dalla parte delle vittime e annuncia come priorità una riforma del Codice penale per la violenza sessuale.

Giudici spagnoli: reazione “sprezzante e priva di rigore”

Le associazioni dei magistrati di Spagna giudicano “sprezzante e priva di rigore” la reazione alla sentenza della “Manada”. In una nota l'Associazione dei pubblici ministeri (Asociacion Fiscales, Af) scrive che “anche se non la si condivide, ogni sentenza merita rispetto, in quanto costituisce uno dei capisaldi dello Stato di diritto e della democrazia”. L'Af si dice d'accordo con le associazioni di giudici nel richiamare al “buon senso” contro quelli che vengono definiti “attacchi eccessivi”. L'Af ha anche “censurato” le dichiarazioni del ministro della Giustizia Rafael Catalá, che si è detto intenzionato a riformare il Codice penale nella parte sulle violenze di genere.

Governo: riforma del Codice penale è “priorità”

A parlare di una riforma del Codice penale spagnolo sul tema della violenza sessuale è stato anche Inigo Mendez de Vigo, ministro dell'Istruzione e portavoce del governo. È una “priorità” di Madrid, ha detto. Aggiungendo che il governo “è sempre stato e sarà sempre dalla parte delle vittime” e assicurando che “la lotta contro le violenze di genere è una priorità” e va realizzata “con il consenso di tutte le forze politiche”. Il portavoce ha spiegato che il governo “non commenta le sentenze”, ma che pratica la “tolleranza zero” nei confronti della violenza di genere. Ha poi ricordato che la sentenza in questione, comunque, “non è definitiva”.

Le proteste nel Paese

Contro la sentenza, intanto, proseguono da giorni le proteste in tutta la Spagna. Oltre 30mila persone sono scese in strada ieri a Pamplona. La decisione del tribunale ha scatenato un'ondata di indignazione anche su Twitter: migliaia di donne hanno deciso di condividere le loro esperienze di abusi e violenze con l'hashtag #cuentalo, “raccontalo” in spagnolo. Al coro di proteste si sono unite anche le voci delle suore di un convento di clausura: hanno rivendicato il diritto alla libertà di chi ha scelto una vita diversa dalla loro e che per questo non deve subire intimidazione, umiliazione, violenza.

Lo stupro due anni fa

La Procura della Navarra ha annunciato che farà appello, così come anche la vittima. Lei è una ragazza madrilena che due anni fa fu avvicinata da un giovane durante la tradizionale corsa dei tori a Pamplona per la festa di San Firmin e poi violentata da lui e da altri quattro amici in un portone e lasciata a terra in mezzo alla strada. Secondo i giudici del tribunale della Navarra, non ci fu violenza perché la ragazza non reagì, paralizzata dalla paura, ai suoi aggressori. E senza violenza, secondo la sentenza, non si può configurare il reato di stupro ma solo di "abuso", per il quale, invece dei 20 anni chiesti dall'accusa, i cinque della “manada” (branco) sono stati condannati a nove anni. I cinque hanno tra i 27 e i 30 anni e diversi precedenti. Tutti, tranne uno, sarebbero accusati anche dello stupro di un'altra giovane, avvenuto nel maggio 2016 a Pozoblanco, Cordova.

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