18enne violentata da gruppo. Giudici: solo abuso. Proteste in Spagna

Un momento della manifestazione davanti al tribunale di Navarra dopo la lettura della sentenza (Ansa)
3' di lettura

La ragazza è stata aggredita nel 2016 da cinque uomini. Per il tribunale di Navarra non c'è stata un'aggressione sessuale, ma un abuso sessuale continuato, cioè un reato meno grave. Manifestazioni di dissenso in tutto il Paese. Imputati condannati a 9 anni di carcere

Non colpevoli di stupro di gruppo, ma solo di "abuso sessuale continuato", cioè di un capo d'imputazione meno grave. È questa la decisione presa dai giudici di Navarra nei confronti di cinque uomini accusati di aver violentato una 18enne durante la tradizionale festa di San Firmino a Pamplona, nel 2016. Oggi, nell’attesissima sentenza sul caso, trasmessa anche in diretta tv, gli imputati sono stati condannati a 9 anni di reclusione, 5 anni di libertà vigilata e 10 mila euro di danni ciascuno da risarcire alla vittima. Ma il fatto che, secondo i giudici, gli aggressori non avrebbero commesso uno stupro, ha scatenato le proteste in tutta la Spagna. Davanti al tribunale dove è stata emessa la sentenza si sono radunate decine di militanti femministe. Mentre da Twitter è arrivata la contestazione di Pablo Iglesias (Podemos): “Se non lotti contro 5 bruti grossi il doppio di te rischiando la vita non ti stanno violentando. Vergogna e schifo!”. Altre proteste sono attese davanti al ministero della Giustizia a Madrid, in serata.

L'aggressione della 18enne nel 2016

Secondo quanto stabilito dai giudici, per uno degli aggressori, che è un poliziotto della Guardia Civil, è stata prevista anche una multa di 900 euro, per aver rubato il telefono alla ragazza dopo l'aggressione. Stando alla ricostruzione dei fatti, gli imputati si erano offerti di accompagnare la ragazza all'auto, nella notte del 7 luglio 2016. Invece l’avevano portata nell'androne di un palazzo, dove l’avevano aggredita e dove avevano avuto rapporti sessuali con lei, filmando alcune delle scene con i cellulari. Ritrovata in lacrime da una pattuglia di polizia, la giovane aveva descritto i suoi aguzzini, che erano stati individuati e arrestati il giorno dopo. I cinque, che in un gruppo di WhatsApp si facevano chiamare 'la manada' (tradotto: il branco), si sono difesi sostenendo che la ragazza fosse consenziente. Per l'accusa, invece, la giovane era troppo terrorizzata per muoversi. 

La decisione dei giudici: abuso non coinvolge violenza o intimidazione

La decisione dei giudici deriva dal fatto che secondo la legge spagnola l'abuso sessuale è diverso dallo stupro perché non coinvolge violenza o intimidazione. Ma le proteste non si sono scatenate solo per il fatto che l'aggressione sia stata ritenuta solo "un abuso". Le critiche si basano anche sul fatto che i giudici abbiano accettato come prova un rapporto di un investigatore privato assunto dalla difesa nel quale si sottolineava come la ragazza non avesse subito nessun trauma dal momento che - fotografie alla mano - la si vedeva in alcune immagini sorridere con gli amici. Uno dei giudici ha anche sostenuto che gli imputati dovessero essere prosciolti da tutte le accuse e condannati solo per il furto del telefonino. La procura, invece, aveva chiesto 22 anni di reclusione per ciascuno. Contro il verdetto, intanto, si è schierato il governo regionale della Navarra, che farà ricorso. Anche la polizia nazionale ha espresso disappunto, ricordando che "no significa no" e segnalando i numeri di emergenza da chiamare. 

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