Caso Skripal, oltre 50 diplomatici britannici devono lasciare Russia

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“Puntiamo alla parità” della presenza diplomatica nei due Paesi, dice la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca. Il nuovo provvedimento arriva dopo giorni di tensioni per la vicenda dell’ex spia russa avvelenata con la figlia a Salisbury. Espulsi anche 2 italiani

Sono oltre 50 i diplomatici britannici che devono lasciare la Russia. L’ha fatto sapere Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca. “La Russia punta alla parità” della presenza diplomatica nei due Paesi, ha detto citata da Interfax, e “i britannici hanno oltre 50 persone in più”. La riduzione del personale era già stata comunicata ieri, venerdì 30 marzo, all’ambasciatore di Londra. Da settimane, dopo il caso dell’ex spia russa Sergei Skripal avvelenata con la figlia Yulia il 4 marzo a Salisbury, tra i due Paesi ci sono tensioni, scambi di accuse e provvedimenti.

Espulsi diplomatici di altri Paesi, tra cui l’Italia

Le misure della Russia hanno toccato anche altri Paesi che, per esprimere solidarietà alla Gran Bretagna, il 26 marzo scorso hanno espulso diplomatici russi. Ieri è toccato anche all’Italia: due funzionari dell'ambasciata a Mosca hanno una settimana di tempo per lasciare la Russia. Circa 60, invece, i diplomatici americani espulsi dal Paese. Chiuso anche il consolato Usa a San Pietroburgo. In tutto, nel mirino della Russia, ci sono oltre 150 diplomatici occidentali: tanti quanti sono stati quelli russi espulsi dagli alleati.

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