Spia russa avvelenata, Ue con Londra: "Mosca dia subito risposte"

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I ministri degli Esteri Ue, sull'avvelenamento di Serghiei Skripal e della figlia, avvertono: "Uso armi chimiche minaccia la sicurezza dei 28". Il Cremlino: Gb dovrà fornire prove per accuse o scusarsi

Anche Bruxelles si schiera con Londra sul caso dell’avvelenamento dell'ex spia russa Serghiei Skripal e della figlia con l’agente nervino novichok, avvenuto il 4 marzo a Salisbury. "L'Ue sollecita la Russia ad affrontare con urgenza le questioni sollevate dalla Gran Bretagna e dalla comunità internazionale e a fornire immediata, piena e completa informazione del suo programma sul Novichok all'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opac)", si legge nel documento dei ministri degli Esteri Ue. L'Unione, inoltre, "condanna con forza" l'attacco di Salisbury ed esprime "solidarietà incondizionata" a Londra.

"Uso armi chimiche minaccia la sicurezza dei 28"

Nel documento, i ministri hanno sottolineato anche che "l’uso di armi chimiche da parte di chiunque, in qualsiasi circostanza, è completamente inaccettabile e costituisce una minaccia alla sicurezza di noi tutti". "L'Unione - proseguono i ministri degli Esteri Ue -  è scioccata per l'uso offensivo di qualsiasi agente nervino di grado militare, del tipo sviluppato dalla Russia, per la prima volta su suolo europeo in oltre 70 anni". 

Cremlino: Londra prima o poi dovrà scusarsi

Ma sulla questione dell’avvelenamento continua il braccio di ferro tra Londra e Mosca, dopo le espulsioni dei diplomatici adottate in maniera speculare dalla Gran Bretagna e dalla Russia. Il Cremlino ha fatto sapere che prima o poi Londra dovrà fornire prove per le sue accuse contro Mosca o scusarsi. Ieri, invece, l’ambasciata russa della capitale britannica aveva twittato ironicamente: "In assenza di prove, abbiamo sicuramente bisogno di Poirot a Salisbury". La mossa arrivava a poche ore di distanza dalle dichiarazioni dell'ambasciatore russo presso la Ue, Vladimir Chizhov, che aveva ribadito ancora una volta che la Russia non aveva  "nulla a che vedere" con il tentativo di avvelenamentodei due cittadini russi con l'agente Novichok.

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