Ex spia russa avvelenata, Mosca sfida Londra: indaghiamo con voi

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Sulla vicenda Skripal la Russia respinge le accuse. Lavrov chiede accesso alle indagini. Gb riapre 14 casi di morti sospette. A Londra trovato morto il russo Glushkov, ma per ora si esclude un collegamento col caso Skripal

Sale la tensione fra Londra e Mosca sul caso dell'avvelenamento a Salisbury dell'ex spia russa Serghei Skripal e di sua figlia. La Russia ha respinto l’ultimatum lanciato dal Foreign Office per avere spiegazioni credibili entro la mezzanotte di oggi, 13 marzo, e ha chiesto anzi di avere campioni della sostanza tossica usata nel duplice tentato omicidio dal momento che la figlia di Skripol è cittadina russa.

Il ministro degli Esteri russo Lavrov ha detto: "La Russia non ha nulla a che fare con il caso dell'ex agente dei servizi russi avvelenato in Gran Bretagna insieme alla figlia e non risponderà all'ultimatum del Regno Unito sino a che Londra non le darà accesso alle analisi sulla componente tossica". Mosca ha anche convocato l’ambasciatore britannico e il presidente della Duma ha dichiarato che i responsabili dell’avvelenamento sarebbero proprio gli 007 britannici. Il ministero definisce il caso dell'ex spia russa avvelenata una "colossale provocazione internazionale" e avverte Londra che a nessun media britannico sarà più concesso di lavorare in Russia se la Gran Bretagna chiuderà "Russia Today" nel Regno. Infine ammonisce sul fatto che le agenzie governative russe stanno preparando una serie di misure ritorsive nel caso in cui il governo di Theresa May varasse nuove sanzioni anti-russe.

Intanto la Gran Bretagna ha annunciato che compirà nuovi accertamenti su 14 casi di morti sospette degli ultimi anni, in qualche modo legate o riconducibili alla Russia.

A Londra un nuovo caso sotto i riflettori della cronaca: è stato trovato morto un altro russo riparato in Gran Bretagna, l'ex uomo d'affari Nikolai Glushkov. Per il momento sono esclusi legami con il caso Skripal ma le indagini di Scotland Yard sono ancora in corso.

Mosca si difende dalle accuse

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov passa al contrattacco e invia a Londra "una richiesta ufficiale di accesso alle analisi sulla composizione tossica" della sostanza che ha ucciso le vittime per sottoporle "ai nostri esperti in conformità con la Convenzione sulle armi chimiche. Finora la richiesta è stata ignorata. Invece di lanciare ultimatum Londra dovrebbe rispettare i suoi obblighi internazionali". Secondo quanto spiegato dallo stesso ministro, le regole dell'Opac permettono alla Gran Bretagna d'inviare una richiesta alla Russia sul presunto componente chimico e aspettarsi una risposta entro 10 giorni, ha spiegato il ministro. Se la risposta non è soddisfacente, la Gran Bretagna può presentare un reclamo al consiglio esecutivo dell'organizzazione e alla conferenza degli stati membri della Convenzione.

Presidente della Duma: "I responsabili sono gli 007 britannici"

In giornata sono arrivate anche le parole di Viacheslav Volodin, il presidente della Duma, il quale ritiene che dietro all'avvelenamento dell'ex ufficiale dell'intelligence militare russa ci siano le autorità e i servizi speciali britannici: "Il Parlamento britannico dovrebbe studiare il caso e porre delle domande dure a Theresa May sulla situazione: è evidente che sono coinvolti i servizi segreti e le autorità britanniche", ha detto, aggiungendo che la Russia non solo "non ha a che fare" con il caso ma non ha nemmeno "interesse" a una cosa del genere.

Nuovi accertamenti su 14 casi, anche quello di Berezovski 

Il caso dell'avvelenamento dell'ex spia russa e della figlia riporta a galla altri casi sui quali Londra vuole vederci chiaro. La polizia e i servizi segreti dell'MI5 compiranno infatti nuovi accertamenti sulla morte negli ultimi anni nel Regno Unito di 14 persone, russe o legate in qualche modo alla Russia, sulle cui circostanze sono stati in passato sollevati dubbi. La ministra Amber Rudd ha quindi rovesciato il 'no' del governo ribadito fino a ieri. Fra i fascicoli, chiusi a suo tempo come non sospetti, quello relativo all’oligarca Boris Berezovski, morto in Inghilterra dopo essere entrato in rotta di collisione con Putin. La ministra dell'Interno solo due giorni fa aveva respinto in Parlamento le sollecitazioni a riaprire questi casi liquidando i sospetti come "voci e congetture”. Invece ora ha annunciato un cambio di rotta.

Johnson: "Incoraggiati dal sostegno dagli alleati"

Dura anche la posizione del ministro degli Esteri inglese Boris Johnson che ha ribadito la necessità che la Russia spieghi "entro mezzanotte come è capitato che un agente nervino novichok sia stato usato nel Whiltshire" e "divulghi pienamente" le informazioni su tali sostanze "all'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche". Il capo del Foreign Office ha detto di avere il sostegno degli alleati, "in particolare al presidente francese Macron", e di aver parlato con Germania e Usa. Il Segretario di Stato Tillerson, poche ore prima di essere cacciato da Trump, è stato "assolutamente chiaro nel denunciare il comportamento sempre più perturbatore della Russia".

La vicenda

L’episodio dell'avvelenamento risale alla fine di febbraio, ma soltanto successivamente è stata svelata l'identità dell'ex spia russa. Skripal, 66 anni, è un ex ufficiale dei servizi segreti militari di Mosca (Gru) che qualche anno fa era stato smascherato come doppio agente al soldo dell'MI6 britannico. È stato avvelenato, insieme alla figlia, nell'area di un centro commerciale a Salisbury, nel Wiltshire. Nel giorno dell'avvelenamento, una telecamera di sicurezza ha ripreso un uomo e una donna di mezza età che camminano fianco a fianco a pochi passi dalla panchina dove l’ex spia e la figlia sono stati trovati privi di sensi.

L'ex uomo d'affari Nikolai Glushkov

Nikolai Glushkov, il russo trovato morto a Londra, era strettamente legato in passato al defunto Boris Berezovski, chiacchierato oligarca che ebbe ruoli di primo piano al Cremlino prima di entrare in rotta di collisione con Vladimir Putin. Le cause della sua morte non sono ancora spiegate, ha riferito Scotland Yard, che ha aperto un'indagine al riguardo. Escluso tuttavia per ora un legame con il caso Skripal. Glushkov aveva avuto incarichi dirigenziali negli anni '90 in seno all'Aeroflot e nell'azienda automobilistica Avtovaz di Togliatti, quando entrambe erano di fatto sotto il controllo di Berezovski. E aveva più tardi seguito l'oligarca nel suo 'esilio' londinese, pur non avendo lo stesso profilo pubblico e d'impegno politico, dopo essere stato processato per truffa nel 2000 in patria, incarcerato e infine assolto dalle accuse più gravi nel 2004. In un successivo processo era stato poi condannato in contumacia a 8 anni per aver sottratto 123 milioni di dollari dalle casse dell'Aeroflot. Glushkov è morto nella sua residenza di New Maiden, nel sud-ovest di Londra. Nel 2013 era morto a Londra anche Berezovski, ormai quasi prosciugato delle sue immense ricchezze. 

Data ultima modifica 13 marzo 2018 ore 15:37

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