Nuove manifestazioni in Iran. Ue: "Perdite di vite inaccettabili"

Manifestanti a favore del regime e dell'ayatollah Khamenei (Foto Getty)
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Secondo la tv di Stato, in tutto il Paese ci sono state dimostrazioni a favore del governo dopo gli scontri per le proteste dei giorni scorsi che hanno provocato decine di vittime. Mogherini: "Libertà di espressione è diritto fondamentale"

Decine di migliaia di persone si sono radunate in diverse città dell'Iran, nella mattinata di mercoledì 3 gennaio, per una massiccia dimostrazione di sostegno al regime in risposta ai violenti disordini dei giorni scorsi in cui avrebbero perso la vita almeno 23 persone. Lo riferisce la televisione di Stato iraniana, che mostra immagini di folle di manifestanti ad Ahvaz, Kermanshah, Gorgan e altre città del Paese. Intanto l'Alto rappresentante per la politica estera Mogherini parla di un'"inaccettabile perdita di vite umane" e assicura che la "Ue continuerà a monitorare".

Gli slogan per l'ayatollah Khamenei

I dimostranti, aggiunge la tv, cantano "leader, siamo pronti" e scandiscono slogan come "offriamo il sangue nelle nostre vene al nostro capo", mentre sventolano le bandiere iraniane e mostrano cartelli con il volto della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, e altri con la scritta "morte ai sediziosi". Oltre alle vittime causate dagli scontri, durante le manifestazioni di protesta dei giorni scorsi contro il carovita e la corruzione del regime circa 450 persone sono state arrestate e alcune di loro rischiano la pena di morte.

Mogherini: "L'Unione Europea monitora la situazione"

Sulle vicende dell'Iran interviene anche l'Unione Europea tramite il suo Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, che esprime preoccupazione per le violenze. L'Ue, si legge nella dichiarazione, "sta seguendo da vicino le dimostrazioni in corso in Iran, l'aumento della violenza e la perdita inaccettabile di vite umane". Mogherini sottolinea che "dimostrazioni pacifiche e libertà di espressione sono diritti fondamentali che si applicano a ogni Paese, e l'Iran non fa eccezione. Ci aspettiamo che tutte le persone coinvolte si astengano dalla violenza". L'Unione Europea, avverte Mogherini, "continuerà a monitorare la situazione".

Le proteste contro carovita e corruzione

Negli ultimi giorni di dicembre sono scoppiate in tutto l'Iran manifestazioni e proteste per la difficile situazione economica in cui versa il Paese, contro il carovita e la corruzione del regime. Nel corso delle proteste sono state attaccate banche e bruciati ritratti della guida religiosa suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Alle manifestazioni contro il regime e contro l'ayatollah hanno sempre risposto, sia nella capitale che in altre località, espressioni di sostegno di migliaia di persone a favore dell'attuale governo e del presidente Hassan Rohani. Rohani ha aperto al dissenso, chiedendo di cessare il ricorso alla violenza. Un appello che però non è servito a placare le proteste, che sono proseguite nonostante il blocco dei social network imposto dal regime per evitare raduni di strada. Nel corso degli scontri avrebbero perso la vita almeno 23 persone, e ne sarebbero state arrestate circa 450, alcune delle quali rischiano la pena di morte.

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