Caso Weinstein, Tarantino: "Sapevo, avrei potuto fare di più"

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Il regista ha detto che era a conoscenza da tempo delle accuse di molestie rivolte al produttore: “Ho minimizzato gli incidenti”. La confessione di un’attrice italiana al LA Times: “Mi ha violentata nel 2013”. Lupita Nyong'o: “Io vittima di avance, ma ho rifiutato”

"Sapevo abbastanza per fare di più di quello che ho fatto". A parlare ancora dello scandalo sessuale che ha travolto il produttore americano Harvey Weinstein è il regista Premio Oscar Quentin Tarantino, che in un’intervista al New York Times si scusa per non essere intervenuto pur sapendo delle accuse di molestie avanzate da decine di donne. Intanto la lista di chi punta il dito contro Weinstein si allunga con il racconto di Lupita Nyong'o e quello di una modella e attrice italiana, ascoltata dalla polizia di Los Angeles perché presunta vittima di violenza sessuale da parte del “re di Hollywood”.

Tarantino: “Me l’aveva detto anche Mira Sorvino”

Tarantino, che ha ammesso di essere stato a conoscenza delle accuse rivolte a Weinstein prima che divenissero pubbliche, ha detto al New York Times che le informazioni "erano più di un normale rumor, di un normale gossip. Non erano di seconda mano. Se avessi fato quello che avrei dovuto fare, non avrei lavorato con lui". E racconta che anche la sua ex fidanzata Mira Sorvino gli aveva parlato di avance e palpeggiamenti da parte di Weinstein, ma che l’aveva considerato come un caso isolato: "Ho pensato si fosse infatuato di lei. Ho minimizzato gli incidenti. Mi rendo conto che qualsiasi cosa dico ora sembra una scusa" aggiunge, riferendosi al fatto che per anni ha continuato a lavorare con il produttore. "Non ho una risposta sul perché lo ha fatto", dice il regista Prmio Oscar per Django Unchained, che invita chi sapeva da tempo a uscire allo scoperto: "Non bisogna avere paura. Quello che prima era accettabile è ora indifendibile a chiunque è dotato di una coscienza".

L’attrice italiana: “Mi ha violentata nel 2013”

Intanto, riporta il Los Angeles Times, lo scandalo Weinstein è arrivato fino in California con il racconto di una modella e attrice italiana che ha detto che l’ex patron della Miramax l’avrebbe violentata nel 2013, mentre si trovava a Los Angeles per l'ottava edizione del Los Angeles, Italia Film, Fashion and Art Festival. La donna, che non vuole rivelare la sua identità, è la sesta che accusa il produttore di stupro, la seconda italiana dopo Asia Argento. La 38enne ha raccontato di aver incontrato Weinstein a Roma tramite un amico comune e di averlo poi rivisto in occasione del festival, dove avrebbe rifiutato un invito ad andare nella sua stanza d’albergo. Tuttavia, secondo quanto riferito dall’attrice, il produttore si sarebbe poi presentato nell’hotel dove alloggiava l’allora 34enne: “Ha iniziato a chiedermi di spogliarmi. Ha afferrato i miei capelli e mi ha costretto a fare qualcosa che non volevo. Poi mi ha trascinato nel bagno e mi ha violentato”.

La denuncia di Lupita Nyong'o

Ma la lista delle vittime di Weinstein continua ad allargarsi anche a Hollywood. L’ultima ad uscire allo scoperto è Lupita Nyong'o, vincitrice del premio oscar nel 2013 per 12 anni schiavo. L’attrice, in un editoriale sul New York Times, ha confessato di aver ricevuto avance indesiderate dal produttore in alcune occasioni ma di averlo rifiutato, nonostante un massaggio concessogli per guadagnare tempo e districarsi da una situazione difficile. "Ora che ne stiamo parlando, facciamo in modo che non ci sia più silenzio su cose del genere - ha detto Nyong'o - Facciamo sì che questo tipo di comportamento non meriti una seconda chance. Io parlo per contribuire alla fine della cospirazione del silenzio".

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