Usa, stragi con armi da fuoco: le più gravi dal 1966 a oggi

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Dopo le 50 vittime a Las Vegas, il bilancio peggiore è quello della strage al Pulse di Orlando, dove morirono 49 persone. Ma nella storia statunitense sono molti gli episodi in cui il fuoco viene aperto sulla folla. Ecco le sparatorie più tragiche

La sparatoria di Las Vegas del 2 ottobre, in cui hanno perso la vita oltre 50 persone, è la più sanguinosa della storia americana. Prima di oggi, la peggiore strage con armi da fuoco che l'America ricordasse era quella al Pulse, locale gay di Orlando dove il 12 giugno 2016 morirono 49 persone. Nel corso degli anni, gli episodi di questo genere si sono susseguiti: dal Texas alla Florida, passando per l’Oklahoma e la California. Ecco quali sono state le più gravi sparatorie sulla folla.

I casi di Orlando e Blacksburg

Giugno 2016, Omar Saddiqui Mateen, 29 anni, apre il fuoco al nightclub Pulse, a Orlando, in Florida. L’aggressore viene ucciso dalla polizia e la strage rivendicata dall'Isis. E' di 32 vittime, invece, il bilancio della sparatoria al campus del Virginia Tech di Blacksburg, in Virginia, del 16 aprile 2007. A sparare è Seung-Hui Cho, 23 anni; dopo la strage si toglie la vita.

 

I 27 morti della Sandy Hook Elementary school e le 23 della caffetteria di Killeen

Sono invece 27 le vittime nella sparatoria che colpisce la Sandy Hook Elementary School, di Newtown, nel Connecticut, il 14 dicembre 2012. Adam Lanza, di 20 anni, spara a 20 bambini, tra i sei e i sette anni, e a sei adulti, prima di uccidersi. Dopo quella del Connecticut, per numero di morti, c’è la strage di Killeen, in Texas. È il 16 ottobre 1991 e George Hennard, di 35 anni, lancia il suo pickup contro la Luby’s Cafeteria. Dopodiché apre il fuoco e uccide 23 persone, per poi suicidarsi.

I casi più lontani nel tempo: 1984 e 1966

Più lontane altre due stragi: il 18 luglio del 1984, a San Ysidro, California, un uomo di 41 anni - James Huberty - uccide 21 adulti in una sparatoria nel McDonald’s del posto. L’uomo viene poi ucciso da un agente di polizia. Quasi vent'anni prima, nel 1966, ad Austin, Texas, 16 persone avevano perso la vita sotto i colpi sparati dall’ex Marine Joseph Whitman, appostato sulla torre dell’University of Texas. L’uomo viene ucciso dalla polizia e si scopre che il killer quello stesso giorno ha ucciso anche sua madre e sua moglie.

14 vittime a San Bernardino e Edmond

Il 2 dicembre 2015, i coniugi Syed Rizwan Farook e Tashfeen Malik aprono il fuoco sui presenti al centro disabili Inland Regional Center, a San Bernardino. Le vittime sono 14. Lo stesso numero di morti si è registrato anche nel 1986, a Edmond, in Oklahoma, quando Patrick Henry Sherril, armato di tre pistole, uccide 14 lavoratori delle poste, e poi si suicida.

I fatti di Fort Hood, Texas

La decima sparatoria più grave degli Usa è quella del 5 novembre 2009, quando Maj Nidal Malik Hasan, uccide 13 persone e ne ferisce più di 32 a Fort Hood, una base militare in Texas. Viene poi catturato e condannato a morte.

 

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