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Día de los Muertos, la parata messicana che celebra la vita a Milano

Lombardia

L'altar de muertos è uno degli elementi caratteristici di questo festività. Viene allestito con oggetti cari al defunto e che possono essergli utili durante il cammino, come il suo cibo preferito e candele per illuminare il percorso 

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Domenica 29 ottobre Milano si è popolata di "catrinas y catrines". Sono scheltri di donne e uomini vestiti in modo elegante e sono uno dei simboli del Día de los Muertos, la celebrazione messicana in onore dei defunti. Ad accompagnare il corteo c'era musica dei Mariachi La Plaza che hanno suonato melodie tradizionali.

Una festa che celebra la vita

El Día de los Muertos è una celebrazione di lunga data che ha origini precolombiane. È vissuto come un momento di festa in cui celebrare la vita e i defunti che ritornano tra i vivi. "I morti per i messicani sono semplicementi passati a un altro piano spirituale, ma rimangono vivi. In questa giornata noi non piangiamo i morti, ma celebriamo la vita", spiega Maria De Los Angeles Arriola Aguirre, console generale del Messico a Milano. "Ricordare i defunti e avere una festa dedicata a loro è molto importante", ha aggiunto.

 

La Catrina

Durante el Día de los Muertos le persone si travestono da scheletro indossando maschere e abiti che rievocano l'immagine della Calavera Catrina. Si tratta di un'opera nata da un'idea dell'incisore José Guadalupe Posada (1851-1913) con intento di prendersi gioco della borghesia europea e criticare l'usanza delle ricche donne messicane di seguire le mode del vecchio continente. La console spiega, infatti, che il modo in cui è vestita la Catrina è "ridicolamente elegante". La Calavera Catrina è stata ripresa, tra gli altri, anche dal pittore Diego Rivera in “Sogno di una domenica pomeriggio all’Alameda”, uno tra i murales più popolari dell’artista, realizzato nel 1947.

Altar de muertos

È uno degli elementi fondamentali di questa festività e si costruisce con diversi oggetti per facilitare il ritorno dei defunti alla vita terrena. Si crede, infatti, che in questi giorni i propri cari tornino per festeggiare e reincontrarsi con i vivi. Sull'altare non può mancare il fiore del cempasúchil, conosciuto anche come Garofano d’India, dal caratteristico colore arancione e considerato per l'appunto il fiore dei morti. Sono sempre presenti anche fotografie della persona per cui si allestisce l'altare, teschi di zucchero e immagini della Catrina. Per aiutare il defunto nel suo cammino vengono lasciati anche acqua per dissetarlo, e candele per iluminare il percorso. Si è soliti lasciare sull'altare anche il cibo e la musica prediletta dei morti e la croce di Cristo. Queste ofrendas vengono disposte nella propria casa, in ufficio e nei cimiteri.