Covid, in provincia di Milano registrati 773 casi

Lombardia

La provincia più colpita della regione quest'oggi è Brescia con 901 casi. A Milano città si registrano 333 nuovi positivi

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Dopo Brescia con 901 casi, è la città metropolitana di Milano la zona della Lombardia più colpita dal Covid con 773 casi, di cui 333 a Milano città, seguita da Monza e Brianza (274), Varese (273), Como (260), Bergamo (207), Pavia (200), Mantova (104), Cremona (83), Lecco (80), Lodi (45), Sondrio (11).

"Nelle terapie intensive lombarde oggi abbiamo più di 400 ricoverati e 150 sono stati i nuovi ricoveri nell'ultima settimana. Sicuramente un dato piuttosto preoccupante", ha detto a Sky Tg24 Emanuele Catena, primario del reparto di terapia intensiva dell'ospedale Sacco di Milano. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI)

18:19 - Nella provincia di Milano 773 casi

Continuano a salire i contagiati a Brescia che sono passati dai 506 casi di ieri ai 901 di oggi facendola diventare la provincia più colpita della Lombardia con quasi un terzo dei casi della regione. Con 50.268 tamponi effettuati, sono infatti 3.310 i nuovi positivi con il rapporto di positività in calo al 6.5% (ieri 7%). Calano i ricoveri in terapia intensiva (-2, 406 in totale) mentre aumentano negli altri reparti (+29, 3.946). I decessi sono 38 per un totale di 28.184 morti in regione dall'inizio della pandemia. Dopo Brescia, è la città metropolitana di Milano la zona della Lombardia più colpita con 773 casi, di cui 333 a Milano città, seguita da Monza e Brianza (274), Varese (273), Como (260), Bergamo (207), Pavia (200), Mantova (104), Cremona (83), Lecco (80), Lodi (45), Sondrio (11).

17:23 - Nel 2021 atteso rimbalzo Pil di Milano a +5,3%

Nel 2020 il Pil di Milano ha registrato una caduta senza precedenti, sfiorando il -11% in termini di valore aggiunto, più che in Italia e in Lombardia. È quanto emerso in occasione dell'evento "Your Next Milano", promosso da Assolombarda e Milano & Partners, in live streaming sul web-magazine di Assolombarda Genio & Impresa. L'andamento economico e le previsioni dei prossimi anni, elaborate e presentate dal Centro Studi di Assolombarda e da Oxford Economics, evidenziano che il 2021 sarà un anno di rimbalzo (+5,3% a Milano) anche se il recupero dei livelli pre-pandemia si stima avverrà solo nel 2023, raggiungendo entro il 2025 una crescita di Pil del +6% rispetto al 2019. Le stime, inoltre, raccontano di impatti e tempi di recupero estremamente diversi tra settori. Nel medio periodo, da qui al 2025, si stima una crescita di valore aggiunto pari a oltre 23 miliardi di euro, con i servizi alle imprese e il commercio che saranno le principali forze trainanti in termini di crescita economica. Anche l'industria manifatturiera giocherà un ruolo importante nella crescita di Milano. 

12:25 - Vaccini, Gino Strada: “Aziende non possono produrne abbastanza”

"Oggi anche se Pfizer, Johnson & Johnson e AstraZeneca massimizzassero le loro produzioni, sarebbero in grado di fornire vaccini solo per una parte modesta della popolazione mondiale": parte da questo Gino Strada in una intervista a 'Scarp de tenis', la rivista di strada milanese, per dire che "è indispensabile che si moltiplichino i centri produttivi". Secondo il fondatore di Emergency, "basterebbe che le case farmaceutiche rinunciassero ai diritti di proprietà intellettuale mettendo a disposizione know-how e tecnologia alle aziende produttrici o che fornissero le licenze di produzione ad altri". Di certo, importante è vaccinare anche gli ultimi. A livello mondiale, ad esempio, "una maggiore circolazione del virus in Africa provocherà varianti che sapranno resistere ai vaccini che stiamo utilizzando, e queste varianti arriveranno da noi". E dunque "preoccuparsi di loro - aggiunge - è indispensabile per mettere in sicurezza noi stessi". A livello italiano, stesso discorso vale per i senzatetto. "Gli homeless - spiega Strada - andrebbero vaccinati prima di altri perché appartengono ad una delle fasce più deboli della popolazione. Ma non solo. Dovremmo farlo anche per una ragione sanitaria. Per il tipo di vita che conducono sono più esposti e quindi espongono anche gli altri ad un rischio maggiore". "Considerarli tra i gruppi prioritari - conclude - dovrebbe essere fuori discussione".

11:48 - Il primario del Sacco: “Preoccupano dati delle terapie intensive”

"Nelle terapie intensive lombarde oggi abbiamo più di 400 ricoverati e 150 sono stati i nuovi ricoveri nell'ultima settimana. Sicuramente un dato piuttosto preoccupante". Lo ha detto a Sky Tg24 Emanuele Catena, primario del reparto di terapia intensiva dell'ospedale Sacco di Milano, spiegando che "sicuramente siamo in uno stato di massima allerta". "All'ospedale Sacco - ha spiegato - abbiamo osservato un aumento del flusso dei pazienti in Pronto Soccorso, un aumento dei ricoveri e un'iniziale pressione sulla terapia intensiva. Sicuramente la situazione si caratterizza per una disomogeneità delle aree, nelle province di Brescia e Bergamo abbiamo una forte pressione, una crescita esponenziale dei ricoveri, anche in terapia intensiva, mentre in altre zone la progressione sembra andare più lentamente". "Più che di terza ondata parlerei di un ulteriore picco di una seconda ondata mai conclusa", ha proseguito Catena, aggiungendo che "come coordinamento delle terapie intensive, la Regione Lombardia si è mossa molto precocemente e rapidamente: in queste ore stiamo aumentando i posti letto di tutti gli ospedali, di Milano e lombardi, per arrivare almeno a circa 700 letti disponibili. Siamo pronti per affrontare un'eventuale emergenza".

7:38 – In provincia di Milano 532 nuovi casi

Milano nelle ultime ore si sono registrati 532 nuovi contagi, di cui 223 nel capoluogo, nella provincia di a Bergamo 126, in quella di Brescia 506, Como 313, Cremona 51, Lecco 48, Lodi 45, Mantova 95, Monza e Brianza 143, Pavia 104, Sondrio 39 e a Varese 425.

A fronte di 35.149 tamponi effettuati, sono 2.480 i nuovi positivi al coronavirus in Lombardia nelle ultime 24 ore (7%). Di questi 89 sono 'debolmente positivi'. Salgono di 17 i casi di ricoverati in terapia intensiva (408) mentre quelli ricoverati non in terapia intensiva sono 3.917 (+91). Sono stati 43 i morti (totale complessivo: 28.146).

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