Coronavirus, la Lombardia rischia la zona arancione dalla prossima settimana

Lombardia

 "I dati non sono ancora arrivati, con il Cts ci si confronta il venerdì", sottolinea il presidente di Regione Attilio Fontana. "Per me, se fosse possibile, si dovrebbe anticipare questa data"

Dopo Liguria, Abruzzo, Toscana e provincia di Trento, anche la Lombardia rischia di tornare nella zona arancione a partire dalla prossima settimana. "I dati non sono ancora arrivati, con il Cts ci si confronta il venerdì", sottolinea il presidente di Regione Attilio Fontana, intervenendo a Bergamo Tv. "Per me, se fosse possibile, si dovrebbe anticipare questa data perché i dati al Cts arrivano al martedì e quindi si potrebbe anticipare la notizia", ha detto Fontana aggiungendo "spero che non si debba ritornare in zona arancione". (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI - LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA)

Attenzione rivolta alle varianti

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Oggi in regione si sono registrati 1.764 nuovi casi a fronte di 38.296 tamponi effettuati, con un rapporto del 4,6%, in calo rispetto al 5.6% di ieri. Intanto quattro comuni lombardi, Castrezzato, Viggiù, Mede e Bollate, dalle 18 di oggi e fino a mercoledì 24 febbraio saranno zona rossa, come disposto da un'ordinanza del presidente della Regione Fontana, a causa di cluster di contagio legati alla diffusione di varianti del virus. E l'obiettivo delle misure allo studio è prevenire o limitare gli effetti di una 'terza ondata' dell'epidemia provocata dalle varianti del virus, più resistenti al vaccino. "Se non si adottano misure di contenimento, se rimaniamo tutte zone gialle, con zone bianche, possiamo arrivare a 30-40mila casi al giorno verso metà marzo. Bisogna anticipare, altrimenti poi c'è un prezzo da pagare", è l'allarme lanciato dal virologo Andrea Crisanti, direttore di Microbiologia e virologia dell'Università di Padova, ospite di Un giorno da pecora, su Rai Radio 1. "Le zone rosse funzionano, però è chiaro che se abbiamo focolai con variante brasiliana o sudafricana non basta: bisogna proprio chiudere, essendo severissimi, altrimenti neutralizziamo l'arma che abbiamo, perché il vaccino è molto meno efficace contro queste varianti".

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