Covid in Lombardia, Ordini dei medici: "No ai test rapidi in ambulatorio"

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I presidenti degli Ordini provinciali dei medici presenti in Lombardia, riuniti nella 'FROMCeO", hanno deciso di scrivere alla Regione Lombardia per dare la loro disponibilità a eseguire test veloci ma non intendono farlo nei rispettivi ambulatori

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I presidenti degli Ordini provinciali dei medici presenti in Lombardia, riuniti nella 'FROMCeO", hanno deciso di scrivere alla Regione Lombardia per dare la loro disponibilità a eseguire test veloci ma non intendono farlo nei rispettivi ambulatori.

Con 43.716 tamponi effettuati, oggi sono 7.758 i nuovi positivi al coronavirus registrati in Lombardia. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI).

19:51 - Partite Iva in piazza nel Cremonese

I lumini rossi accesi e lasciati a terra, ognuno con un piccolo tricolore accanto: così, trasformando simbolicamente la centralissima piazza Garibaldi nel loro cimitero, le partite Iva hanno protestato oggi pomeriggio a Crema, in provincia di Cremona. Erano oltre cento e hanno manifestato dalle 18 in avanti, fra striscioni e bandiere, rabbia e preoccupazione. A chiamare tutti a raccolta è stato il titolare di un esercizio pubblico, e all'iniziativa hanno aderito commercianti, ristoratori, baristi, professionisti. Tutti alleati contro un decreto "che ci uccide, nonostante tutti abbiamo investito in sicurezza adeguandoci ad ogni normativa. Noi non ci stiamo. Così saremo costretti a chiudere". Nessun negazionista, in piazza a Crema: "Abbiamo conosciuto bene l'impatto devastante della pandemia - hanno ricordato in diversi al megafono - ma ora a toglierci l'ossigeno è il governo. Chiediamo solo la libertà di lavorare". E questa sera, intorno alle 21, un'altra manifestazione di protesta è attesa a Cremona: nel capoluogo scenderanno in piazza commercianti e ristoratori.

18:05 - In Lombardia 7.758 positivi

Con 43.716 tamponi effettuati, sono 7.758 i nuovi positivi al Coronavirus registrati in Lombardia, una percentuale del 17,7%, quindi inferiore al 21% di ieri. Sono 507 i pazienti in terapia intensiva (32 più di ieri) e 5.018 quelli ricoverati negli altri reparti (+278). E' di 96 il numero dei decessi per un totale complessivo di 17.848. Per quanto riguarda le province, a Milano sono stati segnalati 3.613 positivi, di cui 1.726 in città; 898 casi a Monza, 607 a Varese, 587 a Brescia, 457 a Como, 314 a Pavia, 240 a Bergamo, 230 a Lecco, 188 a Mantova, 152 a Cremona, 135 a Sodrio e 129 a Lodi.

17:55 - Oggi in Lombardia Rt a 1,6

E' in discesa in Lombardia e a Milano l'indice Rt, quello di trasmissione del Coronavirus. Secondo gli ultimi dati disponibili, del comitato indicatori in Regione l'Rt è a 1,6 dopo che era salito oltre il 2 e a Milano è a 1,5.

17:54 – Fontana: “Inaccettabile basarsi su dati 10 giorni fa”

"Da nostre informazioni, l'ultima valutazione della Cabina di Monitoraggio del Cts con l'analisi dei 21 parametri risale a circa 10 giorni fa. Ciò è inaccettabile". Lo scrive su Facebook il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, secondo cui "le valutazioni devono essere fatte sulla base di dati aggiornati ad oggi, tenendo conto delle restrizioni già adottate in Lombardia, dei sacrifici già fatti dai lombardi in questi 10 giorni per contenere la diffusione del virus, e dai quali registriamo un primo miglioramento". "Fino a questo momento non ci è stato comunicato niente dal Governo e non sappiamo in quale 'Fascia' la Lombardia si collochi" ha aggiunto Fontana, dopo che "è entrato in vigore il nuovo DPCM che regolamenta le azioni per il contenimento del Covid, territorio per territorio, sulla base di 21 indicatori tecnici analizzati dal Comitato Tecnico Scientifico nazionale". "Ora - chiarisce il governatore - è un'ordinanza del Ministero della Salute, non dell'amministrazione regionale, che, sempre sulla base della valutazione dei dati da parte del Cts, deve stabilire in quale fascia si trovi ogni Regione: Gialla, Arancione o Rossa, con i conseguenti diversi livelli restrittivi". "Sto insistendo perché, prima che si stabilisca dove la Lombardia si collochi, i dati devono essere aggiornati", conclude.

17:52 - Escono di notte per giocare a poker, 4 denunciati

Non hanno rispettato il coprifuoco che vieta di uscire di casa, tra le 23 e le 5: un provvedimento disposto dalle autorità allo scopo di contenere i contagi di Covid-19. Quattro giovani rumeni, di età compresa tra i 20 e i 30 anni, sono stati sorpresi di notte in giro per Pavia dai carabinieri. Ai militari hanno raccontato che erano reduci da una partita a poker a casa di amici. Una giustificazione che, naturalmente, non ha evitato loro una sanzione amministrativa di 400 euro l'uno.

15:21- Preside Assago: “Era meglio sistema uniforme alle medie”

"Non è semplice organizzarsi per partire domani con un Dpcm firmato stanotte. Lo spiegheremo alle famiglie, a regime andremo da lunedì. Di certo, i ragazzi non li lasciamo soli". Andando oltre le perplessità, fa questa promessa Antonella Maria Vilella, dirigente dell'Istituto comprensivo Margherita Hack di Assago, alle porte di Milano, alla vigilia dell'entrata in vigore della didattica a distanza per gli studenti di seconda e terza media. "Gli insegnanti un po' saranno a casa e un po' a scuola, spostandosi dalle classi piene delle prime a quelle vuote di seconda e terza. Se avessero uniformato il sistema sarebbe stato più agevole anche organizzare l'orario - spiega all'ANSA la preside -. Comunque siamo abbastanza pronti. Abbiamo una rete internet efficiente e computer nelle aule. Ma non tutte le famiglie hanno gli strumenti, soprattutto chi ha più figli. Daremo i pc in comodato d'uso come in lockdown, ma serve tempo per mappare chi ne ha bisogno e consegnarli".

13:43 - Regione stanzia 6,6 milioni di indennizzi a centri disabili

Regione Lombardia ha stanziato 6,6 milioni di euro come indennizzo per le spese sostenute per la riapertura dei centri semiresidenziali per disabili. Lo comunica l'assessore regionale alle Politiche sociali, abitative e disabilità Stefano Bolognini, "Quest'importante contributo sarà erogato a fondo perduto", spiega Bolognini. "I centri diurni semiresidenziali - sottolinea l'assessore - giocano un ruolo fondamentale nell'equilibrio del quotidiano di molte famiglie con ragazzi e adulti disabili. Abbiamo raccolto la richiesta d'aiuto proveniente da parte di vari gestori, alle prese con difficoltà economiche legate all'epidemia di Coronavirus. Da parte della Giunta si tratta di un altro segnale forte di attenzione e di sostegno agli enti che svolgono un servizio fondamentale nell'inclusione sociale delle persone con disabilità". I fondi stanziati serviranno da indennizzo per l'acquisto di strumenti per la misurazione della temperatura, di mascherine e di prodotti per l'igiene delle mani. Inoltre, per interventi mirati alla sanificazione dei locali e per la spesa dovuta a tablet e dispositivi per le videochiamate, per la formazione del personale e per il trasporto aggiuntivo derivante dalla riorganizzazione delle attività. "Regione Lombardia - conclude Bolognini - sostiene, inoltre, con forza presso il Governo la richiesta di incremento dei fondi destinati a queste misure. Chiediamo anche di estendere il periodo di eleggibilità della spesa oltre il 31 luglio 2020, al fine di renderlo coerente con la durata della pandemia che si sta protraendo ben oltre le iniziali previsioni".

11:41 - Sindaco di Casalpusterlengo a Conte, basta lockdown qui

"Presidente Conte, il Lodigiano non può permettersi un nuovo lockdown": così Elia Delmiglio, sindaco di Casalpusterlengo, uno dei Comuni inseriti nella prima zona rossa, si è rivolto direttamente al premier via Facebook. "Noi casalini e lodigiani - ha spiegato - stiamo provando a ripartire con coraggio, tenacia e tanta fatica dopo la prima zona rossa d'Italia e il successivo lockdown nazionale. La situazione epidemiologica è sicuramente grave ma non allarmistica nel nostro territorio, nemmeno minimamente paragonabile a quanto vissuto a febbraio, marzo e aprile". "Il 92% delle persone positive - ha aggiunto - si trova a casa e viene curato al domicilio senza particolari problemi. Alcune persone, poche per fortuna, si trovano in ospedale e auguriamo loro di uscirne presto e bene. Certo dobbiamo evitare di ricadere in quel tunnel buio, ma possiamo farlo rispettando le regole e intensificando se serve i controlli, andando a sanzionare chi fa il furbo. Ma in tanti hanno investito per potersi regolarizzare". 

10:59 - Fontana: "Stima lombardi per sanitari non è cambiata"

"La stima dei lombardi verso il nostro personale sanitario non è cambiata in questi mesi. Sappiamo quali sforzi state compiendo contro il virus, la vostra professionalità, il cuore e il coraggio sono la più grande cura che oggi abbiamo contro questo nemico". Lo sottolinea in un post su Facebook il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana dopo che "ignoti balordi e idioti hanno imbrattato il murales dedicato ai medici e infermieri dell'ospedale Sacco di Milano, struttura che in questi giorni è tornata a reggere un forte carico di pazienti". "Il mio grazie - continua Fontana - e quello di tutti i lombardi al personale sanitario di tutta la Lombardia. Teniamo duro, insieme".

10:42 - Scuola, in Lombardia 12,2 milioni per tablet, pc e connessioni

Risorse pari a 12 milioni e 210.621,80 euro, ripartite su 1.139 Istituti: sono quelle assegnate alla Lombardia per la didattica digitale integrale dal decreto firmato il 2 novembre dalla Ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina. I fondi - spiega una nota del Ministero - serviranno per l'acquisto di dispositivi digitali e strumenti per le connessioni da fornire in comodato d'uso alle studentesse e agli studenti meno abbienti. "Come Ministero non abbiamo mai smesso, in questi mesi, di investire sul digitale. Continueremo a farlo. Abbiamo messo risorse su tablet, pc e connessioni, ma anche sulla formazione dei docenti e del personale. Stiamo guardando anche oltre l'emergenza: sono tutti investimenti che restano alla scuola", dichiara la Ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina. Gli 85 milioni stanziati per tutta Italia - spiega ancora la nota ministeriale - sono stati distribuiti tenendo conto del numero di alunni di ciascun istituto e dell'indicatore Ocse Escs che consente di individuare le scuole con un contesto di maggiore disagio socio-economico e dove sono meno diffuse le dotazioni digitali. Lo stesso parametro era stato utilizzato a marzo per la distribuzione delle risorse per la didattica digitale previste dal decreto 'Cura Italia'.

10:29 - Coldiretti Lombardia: "Stop a 51mila bar e ristoranti"

Una perdita di fatturato di almeno un miliardo di euro: è l'effetto della chiusura per un intero mese degli oltre 51mila tra ristoranti, bar e pizzerie situati in Lombardia. E' quanto stima la Coldiretti regionale sulle conseguenze del lockdown che dovrebbe scattare in Lombardia secondo le bozze del nuovo Dpcm. La Lombardia - spiega la Coldiretti - è la regione italiana con il maggior numero di locali per il consumo di cibo e bevande fuori casa. A livello provinciale, il primo territorio è quello di Milano con oltre 18mila esercizi, seguono Brescia con circa 7mila, Bergamo con più di 5mila, Varese con quasi 4.000 mila locali, Monza e Brianza oltre 3 mila, Pavia e Como con circa 3mila, Mantova con circa 2.000, Cremona con 1.700, Lecco con circa 1.400, Sondrio con 1.100 e infine Lodi con poco meno di 1.000 esercizi dedicati alla ristorazione. Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione - continua la Coldiretti - si fanno però sentire a cascata sull'intera filiera agroalimentare. Le limitazioni alle attività di impresa - conclude la Coldiretti - devono dunque prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l'economia e l'occupazione in un settore chiave del Made in Italy. 

7:57 - Covid: Ordini medici lombardi 'no test rapidi in ambulatorio'

I presidenti degli Ordini provinciali dei medici presenti in Lombardia, riuniti nella 'FROMCeO", hanno deciso di scrivere alla Regione Lombardia. Nel testo della missiva si spiega che i medici delle province di Lodi, Como, Lecco, Bergamo, Brescia, Cremona, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Sondrio e Varese hanno dato la loro disponibilità a eseguire test veloci ma non intendono farlo nei rispettivi ambulatori. "La maggior parte degli studi medici di famiglia - si legge, infatti - non ha e non può assumere caratteristiche idonee a garantire l'esecuzione in sicurezza dei tamponi,che resta una manovra ad alto rischio, che richiede protezioni complete, distanziamento, sanificazione". Si chiede, quindi: "Che Regione Lombardia metta a disposizione strutture esterne agli studi medici, ove i medici di famiglia possano collaborare con gli infermieri di comunità con personale amministrativo e con la Protezione civile, per gestire un flusso adeguato di persone, selezionando in modo chiaro quali cittadini debbano afferire al servizio". Si chiede, anche, di coinvolgere oltre ai medici di famiglia anche i medici della continuità assistenziale e tutta l'area delle cure primarie proteggendo, così, anche i colleghi a rischio per età e salute. Anticipando la mossa all'Ansa, oggi pomeriggio il presidente dell'Ordine dei medici di Lodi Massimo Vajani aveva spiegato: "La maggior parte dei nostri medici di famiglia ha l'ambulatorio in un condominio. E noi dobbiamo pensare anche a che non si infettino gli altri condomini. Chiediamo che vengano, invece, creati triage, tende, in luoghi aperti e indipendenti dove il rischio di contagio accidentale possa diventare nullo".

7:44 - Covid: Lombardia, bocciata mozione su obbligo test rapidi

Bocciata dal Consiglio regionale la mozione che chiedeva di rendere "imprescindibile e non facoltativa" per tutti i medici di base lombardi l'effettuazione ai propri pazienti dei test antigienici rapidi per la ricerca del Covid, sul modello deciso dal Veneto. Il testo promosso dal presidente del Gruppo Misto Viviana Beccalossi e sottoscritto da diversi consiglieri del centrodestra e anche del Pd è stato respinto a scrutinio segreto con 25 Sì, 42 No e 2 astenuti. A chiedere il voto segreto il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Gregorio Mammì, che ha commentato: "Si rompe la maggioranza di Regione Lombardia sulla mozione che chiedeva l'obbligo per i medici di medicina generale di fare i tamponi. È inaccettabile pensare di prevedere che i tamponi rapidi siano effettuati dai medici, che già oggi sono pochi e pieni di lavoro. È inderogabile adottare delle iniziative che permettano agli infermieri libero professionisti di effettuare tamponi a domicilio e rilasciare una documentazione che riporti l'esito del test, fermo rimanendo, in caso di esito positivo, che quest'ultimo sia comunicato al medico curante ai fini dell'attivazione del percorso Covid". 

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