Coronavirus Lombardia, ass. Rizzoli: "Fine scuola? Saputo dai media"

Lombardia

"Io, come tutti gli assessori all'Istruzione - ha detto Melania Rizzoli a Sky TG24 -, ho appreso ieri dal ministro Azzolina che l'anno scolastico è concluso, cioè non si ritorna a scuola. Lo ha detto durante delle interviste e noi lo abbiamo appreso dai giornali"

Il nuovo liveblog con gli aggiornamenti sulla Lombardia 

In Lombardia il totale dei casi positivi al coronavirus è di 65.381, con un aumento di 1245, con 11.818 tamponi effettuati. I decessi sono 12.050, con un aumento di 199, mentre ieri c'erano state 243 nuove vittime. Lo rende noto nella consueta diretta Facebook il vicepresidente della Regione Fabrizio Sala.
Intanto Alessandro Azzoni, che ha creato il "Comitato giustizia e verità per le vittime del Trivulzio", ha chiesto, dato che la situazione al Pio Albergo Trivulzio "è ancora grave e perdura", che la struttura venga sequestrata al fine di nominare un commissario per gestirla. A Milano il sindaco Giuseppe Sala ha lanciato la proposta di una 'Summer school' per aiutare i genitori che dovranno tornare al lavoro nella cura dei bambini, vista la chiusura delle scuole per l'emergenza coronavirus. (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI)

19:30 - Fontana: "Ripartenza graduata per riprenderci nostra vita"

"Pensare a una ripartenza graduata ma che ci dia la speranza di riprendere la nostra vita": è quanto ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook. Fontana ha ricordato che "la Regione Lombardia è stata la prima in Europa ad affrontare questo aggressivo virus e a confrontarsi con le conseguenze quindi - ha precisato - è chiaro che saremo estremamente cauti e rispetteremo tutte le regole che sono dettate dalla scienza". "Questo non toglie - ha concluso - che si debbano ascoltare le associazioni di categoria, le attività produttive, le università e i sindacati per pensare a una ripartenza, una ripartenza graduata ma che ci dia la speranza di riprendere la nostra vita".

19:30 - Infermiere scrive sulla tuta 'Lautaro', l'attaccante interista ringrazia

Un infermiere scrive ''Lautaro 10'', attaccante interista, sul retro della tuta di protezione e pubblica la foto su Instagram con il commento ''La miglior difesa è l'attacco'' insieme all'esultanza del giocatore. Immagine presto condivisa anche dallo stesso Lautaro Martinez sul proprio profilo social. ''Grazie di tutto'', ha scritto l'attaccante che nelle scorse settimane ha anche fatto importanti donazioni ad alcuni ospedali argentini.  

18:59 - Lombardia, Fase 2: richiesta di ripartire per filiere

Le riaperture nella Fase 2 non fatte in base ai codici Ateco (che classificano le aziende in base alla produzione) ma piuttosto per filiere: è questa una delle proposte che la Lombardia, a quanto apprende l'Ansa da fonti regionali, ha intenzione di proporre all'incontro di questa sera presieduto dal premier Giuseppe Conte sulla ripartenza dopo il lockdown per l'epidemia di Coronavirus. La richiesta di ripartire per filiere produttive a cerchi concentrici è, infatti, una di quelle avanzate ieri nel tavolo regionale del patto per lo sviluppo che si è svolto ieri. Già dopo l'incontro il governatore Attilio Fontana aveva parlato della convinzione che la riapertura dovesse partire dai cantieri edili. Si tratta non solo di quelli pubblici ma anche di quelli privati. A quanto si apprende, si sta anche valutando il via libera al tessile, alla moda e alla filiera delle automobili. Ma attenzione va anche al settore dei mobilieri e dell'artigianato non aperto al pubblico dove non c'è una concentrazione alta di lavoratori. Il tutto, è l'intenzione, nel rispetto delle disposizioni sanitarie e a tutela della salute dei cittadini.

18:45 - Assessore all'Istruzione: "Ho saputo dai media che scuola era finita"

"Io, come tutti gli assessori all'Istruzione, ho appreso ieri dal ministro Azzolina che l'anno scolastico è concluso, cioè non si ritorna a scuola. Lo ha detto durante delle interviste e noi lo abbiamo appreso dai giornali e dai media". Lo ha detto a Sky TG24 l'assessore alla Istruzione della Regione Lombardia Melania Rizzoli. "Abbiamo avuto un incontro con il ministro Azzolina due settimane fa, dopo che lei - ha raccontato Rizzoli - aveva presentato e fatto approvare il decreto Scuola senza aver consultato gli assessori all'Istruzione delle Regioni italiane, quindi in quell'incontro le abbiamo rivolto alcune domande, perché ci siamo trovati, soprattutto in Regione Lombardia, a dover gestire la chiusura delle scuole, la didattica online e le difficoltà con le scuole materne e le altre scuole senza avere un punto di riferimento nel nostro ministro dell'Istruzione. Nessuna polemica personale, ma - ha concluso - è stato adottato un rituale un po' insolito".  

17:46 - Regione Lombardia: "Non fu dato un budget per emergenza"

Prima dello scoppio dell'epidemia Coronavirus in Italia, con il caso Codogno, "non c'era stata alcuna previsione a livello nazionale di aumenti di spesa in vista dell'emergenza e dunque la Lombardia, così come tutte le altre Regioni, aveva i soliti limiti di spesa decisi a livello nazionale per beni e servizi", ossia per l'acquisto, tra l'altro, di dispositivi di protezione e per l'assunzione di personale sanitario. Lo ha spiegato all'ANSA il segretario generale della Regione Lombardia Antonio Turturiello. Nessuna Regione, "Lombardia compresa", quindi, ha precisato Turturiello, "aveva a disposizione un budget straordinario per l'emergenza, perché il range di spesa era sempre quello legato all'attività ordinaria e ai livelli essenziali di assistenza". Sforare quei limiti di spesa, previsti a livello nazionale, non sarebbe stato possibile, ha chiarito ancora, "né a livello finanziario, né a livello normativo". Tanto che il primo intervento straordinario "a livello nazionale" è arrivato dopo lo scoppio dell'emergenza con l'assunzione "di nuovo personale".

17:45 - In Lombardia continua il calo di ricoveri

In Lombardia il totale dei casi positivi al coronavirus è di 65.381, con un aumento di 1245, con 11.818 tamponi effettuati. I decessi sono 12.050, con un aumento di 199, mentre ieri c'erano state 243 nuove vittime. Calano i ricoverati in terapia intensiva (947, -24) e quelli nei reparti normali (10.042, -585). Sono i dati resi noti dal vicepresidente di Regione Lombardia Fabrizio Sala, che ha sottolineato che l'accesso agli ospedali cala sempre di più" ma "il numero dei decessi ci fa dire che siamo ancora in emergenza".

17:05 - Detenuti di Bollate donano 1400 euro a Protezione civile

"Quando abbiamo realizzato la gravità di questo virus mortale, anche noi che facciamo parte dell'ultima classe sociale ci siamo rapidamente attivati per una raccolta fondi alla quale ha partecipato la stragrande maggioranza di questo istituto": è quanto scrivono in una lettera i detenuti del carcere di Bollate, che hanno raccolto 1405 euro da donare alla Protezione Civile. Inoltre, i detenuti hanno promosso una raccolta di generi alimentari e ieri sono stati consegnati 250 chili di prodotti al Banco Alimentare della Lombardia "da portare rapidamente nelle case dei più bisognosi". ''Vorremmo veramente ringraziare - scrivono - tutti gli eroi del personale sanitario che in questo momento difficile combattono senza esitare questa durissima battaglia in prima linea rischiando la propria vita per poter aiutare il prossimo".

16:45 - Gallera: "Medici di base informati subito da Ats su linee guida Regione"

"Le ATS avevano immediatamente informato tutti i Medici di Base e i Pediatri di Libera Scelta" delle linee guida per l'allarme Coronavirus del 23 gennaio della Regione Lombardia: l'assessore al Welfare Giulio Gallera lo ha scritto in una nota smentendo quelle che definisce ricostruzioni strumentali e ricordando che "prima del caso di Codogno sono stati eseguiti 100 tamponi a cittadini con i requisiti indicati dalle prescrizioni ministeriali (provenienti dalla Cina, o loro contatti) secondo le procedure stabilite. Le analisi, fino ad allora, avevano sempre dato esito negativo". "Le carte non mentono: Regione Lombardia - ha commentato Gallera - ha dato piena e pronta attuazione alle linee guida del Ministero della Salute del 22 gennaio che avevano per oggetto le modalità di presa in carico dei cittadini al rientro dalla Cina e i loro contatti che presentavano sintomi riferibili al Covid, trasmettendole a tutti i rappresentanti del sistema socio-sanitario il 23 gennaio, con nota G.1.2020.0002677. Ogni altra ricostruzione su ritardi e omissioni è priva di fondamento, vergognosa e strumentale". "La segnalazione - ha ripercorso l'assessore - era stata diffusa ad ASST e ATS, Case di Cura accreditate, direttori di U.O. e di Dipartimento Malattie infettive e laboratori. Le ATS avevano immediatamente informato tutti i Medici di Base e i Pediatri di Libera Scelta. La circolare trasmessa indicava già le procedure di 'Diagnosi di caso sospetto', le procedure di 'Segnalazione alle autorità sanitarie", stabiliva i laboratori di analisi di riferimento e le prescrizioni per la presa in carico del paziente'. "Il 27 gennaio - ha aggiunto - ovvero quattro giorni dopo, Regione Lombardia diramava una nuova comunicazione indicando anche i 17 reparti di malattie infettive che avrebbero preso in carico i pazienti, distribuiti su tutto il territorio regionale. Tale informativa veniva trasmessa anche al Presidente degli Ordini dei Medici lombardi. Tant'è che pochi giorni dopo, il 20 febbraio, proprio l'Ordine dei Medici di Milano organizzava un convegno specifico su questo argomento, invitando come relatore un rappresentante del Dipartimento di Prevenzione dell'ATS di Milano". Il 7 febbraio poi le indicazioni sono state "approfondite" con una "nuova informativa che prevedeva anche norme comportamentali per la gestione dei controlli negli aeroporti, nelle scuole, negli esercizi pubblici e negli istituti penitenziari". 

16:42 - Trivulzio: "A marzo operatore degenti ricoverato"

Un operatore che lavorava nella sezione 'Pringe', ossia il pronto intervento geriatrico, del Pio Albergo Trivulzio di Milano, dove a marzo sono stati trasferiti una ventina di pazienti ufficialmente 'no Covid', venne ricoverato per sospetto Coronavirus sempre nello stesso periodo. E' quanto risulta da un documento dell'istituto del 22 marzo scorso. Si legge che nel reparto 'Pringe' a quella data erano in osservazione per sintomatologia febbrile "tre dei 20 pazienti giunti da setting ospedaliero tramite percorso No-Covid" e uno di questi era "in condizioni particolarmente critiche". In più, lo stesso Pat dava conto che un operatore della sezione era stato "ricoverato" con "notizia ufficiosa di tampone positivo". Anche sui trasferimenti di pazienti al 'Pringe' - non rientranti nella nota delibera regionale dell'8 marzo che riguardava, invece, lo spostamento di pazienti Covid nelle Rsa - sta facendo accertamenti la Procura di Milano sul fronte della diffusione del contagio, anche perché sarebbero emersi diversi casi di polmonite, anche già a partire da gennaio.

15:09 - San Raffaele: "Mai fatti tamponi a pagamento"

"L'IRCCS Ospedale San Raffaele precisa di non eseguire tamponi naso-faringei per COVID-19 a utenza esterna e a pagamento, bensì li esegue esclusivamente ai pazienti, al personale sanitario proprio e di strutture sanitarie e socio sanitarie regionali, come indicato dalle delibere regionali": è quanto si legge in una nota. "H San Raffaele Resnati, la società che gestisce alcuni poliambulatori in Milano legati al IRCCS Ospedale San Raffaele, ha erogato il tampone per COVID-19 all'interno delle convenzioni di medicina del lavoro instaurate con alcune aziende per gli adempimenti del D.Lgs 81/08 e, eccezionalmente, a soggetti possibilmente portatori del virus SARS-CoV-2, e quindi possibilmente infettanti, e solo su richiesta specifica del medico di medicina generale o di altri medici specialisti". "Tuttavia - conclude la nota - a seguito di un disguido amministrativo, uno dei poliambulatori della società H San Raffaele Resnati ha erogato a poche persone la prestazione, associando un codice errato. Queste persone sono già state contattate per il rimborso dovuto".

15:05 - Il sindaco Del Bono: "Quanti infermieri a Brescia da Regione?"

"Oggi sono arrivati 27 infermieri dalla Protezione civile nazionale alla Regione Lombardia. È importante sapere quanti ne arriveranno a Brescia dalla Regione". Lo scrive il sindaco di Brescia Emilio Del Bono. "Ats Brescia - aggiunge Del Bono - conferma una domanda di infermieri per il nostro territorio. E noi ci affianchiamo nella richiesta, facendo il nostro dovere".

14:55 - Ordine medici Milano: "A gennaio annuncio Regione ma nessuna indicazione"

Il 23 gennaio la Lombardia ha annunciato di aver riunito l'unità di crisi e attivato un piano di prevenzione e controlli per l'allarme Coronavirus esploso in Cina, che includeva l'emanazione di "alcune indicazioni procedurali importanti per i medici di base e per gli specialisti ospedalieri, in costante raccordo con il Ministero della Salute". Queste indicazioni però, "ai medici di base - ha spiegato al quotidiano La Stampa il presidente dell'Ordine di Milano Roberto Carlo Rossi - non sono mani arrivate. E non abbiamo mai avuto notizia dei lavori della task force". "Peccato - ha aggiunto - abbiamo perso un mese per prepararci all'emergenza".

14:18 – Gori: “Finalmente vuota la chiesa del cimitero di Bergamo"

"La chiesa del cimitero di #Bergamo vuota. Finalmente". Poche parole, accompagnate a una foto, sono quelle postate dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori. Nell'immagine si vede appunto la chiesa, dove nelle scorse settimane erano state riposte le bare perché non c'era più spazio nelle camere mortuarie, finalmente vuota.

14:09 - Negativo dopo 46 giorni e 5 test

La libertà, dopo 46 giorni di quarantena e 5 tamponi, è nella riga di un foglio scritto in burocratese: "visti i risultati favorevoli dei controlli effettuati ha terminato il periodo di isolamento". Ha pianto per la gioia, Alessandro, 37 anni, cameraman di una società di produzione che lavora con tanti programmi tv, quando ha letto l'ultimo foglio dell'Ats: gli altri quattro avevano sempre dato esito positivo o debolmente positivo al coronavirus. Covid-positivo dal 2 marzo, asintomatico, ma abbandonato a se stesso: "Non vedevo mai la fine, ero molto spaventato", racconta ora con un sorriso. Per i primi 14 giorni mai una chiamata dall'Ats o da un medico, poi ecco la telefonata di convocazione per eseguire il secondo tampone: deve andare da solo in un ambulatorio di Quarto Oggiaro, "una cosa che mi ha stupito molto", ha detto. Da quel momento tutti i tamponi successivi risulteranno positivi o debolmente positivi. La gestione, secondo il 37enne, "è stata pessima, un dramma". "Certo" che mi sono sentito abbandonato - ha aggiunto - per fortuna c'erano gli amici che si facevano ore di coda per farmi la spesa e portarmi mascherine, le videochiamate con la mia compagna e mio figlio di 5 anni che non vedo da 58 giorni" . Da ieri sera, la sua convivenza con il virus è finita e oggi, nel suo primo giorno da libero "voglio farmi una passeggiata per respirare e sbollire, stare fuori all'aperto".

13:04 - Casa di riposo abbandonata diventa discoteca: nove denunciati nel Bresciano

Una residenza per anziani abbandonata si è trasformata in una discoteca per una festa di compleanno ai tempi del Coronavirus nel Bresciano. Nel silenzio di questi giorni la musica disco a tutto volume si è sentita anche a distanza, tanto che i residenti di Prevalle hanno telefonato ai carabinieri di Nuvolento, che hanno scavalcato il cancello della Casa Albergo Villa Merici, di proprietà delle suore Orsoline, e al secondo piano, hanno trovato nove ragazzi fra i 17 e i 22 anni che stavano facendo festa a suon di musica e alcolici. I nove, che hanno per la maggior parte precedenti e fanno parte di una gang - riporta Il Giornale di Brescia - sono stati denunciati per assembramento non consentito e per violazione di domicilio.  

12:36 - Organizza truffa mascherine su web, denunciato

Ha approfittato dell'emergenza Coronavirus per aprire un e-commerce per mezzo di un sito internet creato in Germania e vendere mascherine chirurgiche on-line a prezzi esorbitanti: 77,23 euro per 10 pezzi. La merce, però, non è mai arrivata a chi l'aveva acquistata. La polizia postale di Mantova, dopo segnalazioni e denunce pervenute da numerose vittime, tre delle quali mantovane, e da altri utenti del web - anch'essi residenti nel mantovano, - è riuscita a risalire a F.M., di 34 anni, residente a Civitavecchia, denunciato per truffa aggravata. 

12:35 - Si allontana da comunità, multato minore nel Mantovano

Si era allontanato dalla comunità che lo ospita e al suo ritorno è stato multato dai carabinieri per essersi messo in movimento senza giustificato motivo. Questo è quanto successo nei giorni scorsi nella comunità "San Bartolomeo" di Ospitaletto, nel Mantovano. Il ragazzino, pare dopo un litigio, si era allontanato dalla struttura. I responsabili hanno chiamato il 112 e sono immediatamente scattate le ricerche da parte di carabinieri della Compagnia di Viadana. Il minore, però, è rientrato da solo dopo circa due ore dicendo che era andato a farsi un giro nelle campagne della zona. La breve fuga gli è costata cara: 280 euro di sanzione se pagata entro 30 giorni.

12:17 - Como, sindacati: “Pericoloso riaprire le tessiture”

I sindacati del settore tessile-moda di Como ( Femca-Cisl, Filctem-Cgil, Uiltec-Uil) definiscono "estremamente pericolosa, arbitraria ed illegittima l'apertura di alcune aziende del settore che stanno aggirando il blocco produttivo utilizzando il 'silenzio-assenso' da parte della Prefettura". Lo si legge in una nota in cui viene ricordato che il Protocollo condiviso con Confindustria Moda "non definisce i tempi della ripresa produttiva, che sarà oggetto di valutazione da parte del Governo, ma offre alle aziende del Sistema Moda uno strumento per poter ripartire in sicurezza e dovrà essere attuato in ogni impresa prima della ripresa delle attività produttive ed assumerà la veste di 'Protocollo aziendale', per essere in seguito progressivamente aggiornato in base all'evolversi della situazione organizzativa, anche in relazione all'andamento della situazione sanitaria e alla diffusione del contagio". Secondo i sindacati "non è possibile una ripartenza lavorativa, senza l'adesione delle aziende ad un Protocollo di Regolamentazione di Contrasto e Contenimento del Covid-19".

12:06 - Sala: “Ipotesi summer school per aiutare i genitori”

Una 'Summer school' per aiutare i genitori, che dovranno tornare al lavoro, nella cura dei bambini, vista la chiusura delle scuole per l'emergenza Coronavirus. Questa l'idea lanciata dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel video per i cittadini postato sulle sue pagine social. "Io all'orizzonte vedo una difficoltà più generalizzata e cioè stiamo capendo che le scuole rimarranno chiuse fino a settembre, addirittura ci sono dei dubbi su settembre. E al contempo stiamo capendo che c'è la possibilità che si torni al lavoro a maggio - ha spiegato - e questo riguarda certamente anche padri, ma impatterà in modo significativo sulle madri. Quindi si rischia di scaricare su di loro un problema della gestione dei bambini". "Ho chiesto agli uffici tecnici e all'assessorato di preparami una proposta per cercare di metter in piedi una sorta di summer school - ha spiegato Sala - non sto parlando di scuola ma di una modalità per dare una mano alle famiglie nella cura dei loro bambini. Spero a breve di spiegarvi cosa operativamente riusciremo a fare".

11:55 - Trivulzio scrisse: “Tamponi solo agli ospedali”

Ci sono "difficoltà di approvvigionamento" dei dispositivi di protezione "ed è pertanto necessario tutelare in via prioritaria gli operatori che si stanno occupando dei pazienti Covid positivi", così scriveva, stando a quanto riportato in un documento del Pio Albergo Trivulzio, la Direzione Welfare di Regione Lombardia il 14 marzo in una "raccomandazione" inviata anche al Pat. Allo stesso tempo, però, si legge sempre nei bollettini della 'Baggina', fino al 3 aprile la struttura spiegava che i tamponi erano previsti solo "per le strutture ospedaliere". Da un lato, dunque, si raccomandava di dotare prima di tutto di mascherine gli operatori in contatto con contagiati, dall'altro il Trivulzio scriveva che non poteva sapere chi fosse positivo: "le disposizioni pervenute sia dai Decreti promulgati, sia dalle successive Delibere e Ordinanze Regionali stabiliscono che i tamponi per Covid-19 siano da destinare alle strutture ospedaliere e non alle Strutture sociosanitarie".

11:25 - Caritas ambrosiana raddoppia fondo per bisognosi

Per far fronte al lockdown, la Caritas ambrosiana ha raddoppiato il fondo Diocesano di Assistenza, nato per aiutare chi non riesce ad arrivare a fine mese e ha delle spese urgenti e non rimandabili, che quindi per i prossimi tre mesi avrà a disposizione 700mila euro. Chi ha bisogno, si deve rivolgere al centro di ascolto della propria parrocchia. La domanda sarà valutata dai volontari e poi girata al Siloe (Servizio di integrazione lavorativa) che erogherà i contributi fino a un massimo di 2.500 euro a famiglia a fondo perduto.

11:03 - Milano 2mila firme per usare le biciclette nella fase 2

I milanesi sembrano apprezzare l'idea della mobilità su due ruote nella fase 2 di cui ha parlato anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Ha infatti raccolto quasi 2mila firme in tre giorni la petizione "Emergenza COVID19 - Più spazio ai pedoni e alle biciclette a Milano per la Fase 2!", indirizzata proprio al sindaco di Milano. "Dato il possibile rischio di contagio, il trasporto pubblico non tornerà nel breve termine ai livelli di utilizzo precedenti alla crisi Covid-19", scrive Federico Paralotto che ha lanciato la petizione sulla piattaforma change.org pochi giorni fa, ma "la città deve continuare a funzionare e deve garantire a tutti di spostarsi" ecco perché "occorre fare spazio a pedoni e biciclette, che costituiscono il modo ideale per spostarsi in città". "Chiediamo al sindaco Sala di attivare nelle prossime settimane un'operazione di allargamento dei marciapiedi e l'introduzione di una rete di piste ciclabili temporanee ampie e sicure che garantiscano il funzionamento di Milano e provincia nei prossimi mesi, per assicurare la mobilità a tutti i milanesi, allineando così la città ad altri casi esemplari in Europa e nel mondo".

10:57 – A Vigevano matrimonio con mascherina via social


Anche al tempo del Coronavirus ci si sposa ma indossando la mascherina e facendo assistere alla cerimonia amici e parenti grazie a una diretta Facebook e via WhatsApp. Questo almeno è quello che hanno fatto Stefano Sette e Martina Reale, due ragazzi di Vigevano (Pavia) che rischiavano di dover rimandare il matrimonio per l'epidemia. Lo riporta La Provincia Pavese. Stefano e Martina, 21 anni lui, 20 lei, si sarebbero dovuti sposare oggi in sala giunta, ma le ordinanze anticovid hanno reso impossibile la cerimonia. Il comune però ha proposto loro un matrimonio a Palazzo delle Esposizioni con mascherina e solo un testimone ciascuno. "Così - ha raccontato Martina - ci siamo sposati giovedì perché era il compleanno di mia suocera". Per permettere agli amici di vedere la cerimonia, i due ragazzi hanno creato un gruppo Facebook da cui assistere alla diretta, mentre con i genitori e i nonni hanno fatto una videochiamata via WhatsApp.

10:28 - Il sindaco di Brescia: "Risorse a Comuni o Fase 2 difficile"

"Nessuno ci ha aiutato. Regione e Protezione civile non hanno compreso il dramma che stavamo vivendo". Il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, in un'intervista a Il Giornale di Brescia racconta la tragedia della città dove in 50 giorni sono morte 1.600 persone contro le 460 dello stesso periodo dell'anno scorso e guarda alla Fase 2 che deve essere fatta "con metodo" senza "improvvisazione" o "peggio ancora anarchia", sostenendo anche il Comuni con una manovra straordinaria perché senza fondi "è davvero difficile" immaginare la ripartenza. "Chiedevamo medici, mascherine, letti di rianimazione e nessuno ci aiutava. L'ospedale di Darmstadt, città gemellata con Brescia, ci ha offerto posti di Rianimazione che la vicina città di Verona ci negava". Ma adesso appunto bisogna guardare alla Fase 2 chiarendo bene come gestire malati, guariti, sintomatici che sono a casa, sospetti Covid che non hanno fatto il tampone. "Si deve ripartire, ma in sicurezza" e questo implica l'adozione di "strumenti nuovi, non bastano guanti e mascherine". 

10:03 - Coontrolli Nas sulle Rsa bergamasche

I nas di Brescia stanno "compiendo ispezioni" nelle rsa Bergamasche, lo riporta L'Eco di Bergamo spiegando che l'obiettivo è "creare una lista di strutture da sottoporre eventualmente alla Procura" che ha già aperto un'inchiesta sull'ospedale di Alzano Lombardo e creato un pool di magistrati che si occupa dei reati legati all'epidemia di Coronavirus. Sul tema delle Rsa in Procura stanno arrivando esposti come quello già presentato dal Codacons.

10 - Ispezione Nas in casa di riposo nel Pavese

I carabinieri del Nas hanno effettuato un'ispezione alla residenza per anziani "La Certosa di Pavia", nella frazione Samperone del comune di Certosa, dove dall'inizio dell'epidemia di Coronavirus si sono registrati 33 morti. Per alcuni di questi decessi si ha la certezza che si tratti di ospiti che avevano contratto il Covid-19; per altri casi c'è solo il sospetto del contagio, che però non ha avuto conferma perchè non sono stati eseguiti i tamponi. A darne notizia è oggi il quotidiano La Provincia pavese.

9:46 - Oltre 21mila controlli a Milano, 596 multe

Sono stati oltre 21mila i controlli effettuati a Milano sul rispetto delle direttive anticoronavirus. Sono state 16.928 le persone controllate, di cui 596 multate e quattro denunciate per essere uscite nonostante dovessero restare in quarantena. Le verifiche nelle attività commerciali sono invece state 4.368, 12 i titolari denunciati.

9:45 - Oltre 500 morti in Rsa bresciane, 168 per Covid

Sono 168 gli anziani morti positivi al Coronavirus, mentre sono più di 500 complessivamente gli ospiti delle case di riposo bresciane deceduti in poco più di un mese. Lo scrive Il Giornale di Brescia che riferisce di un incontro avvenuto tra il direttore di Ats Brescia, i Nas e i vertici della Procura che hanno aperto nove inchieste e che vogliono fare luce sui decessi nelle Rsa. I dati sono stati forniti alla Procura da Ats che ha ricostruito i 500 decessi sugli oltre 9.400 ospiti del centinaio di Rsa del territorio bresciano. "Sarà un'indagine lunga", ha spiegato il procuratore aggiunto, Carlo Nocerino.

8:46 - Walter Ricciardi: "Massima attenzione"

"La fretta non si concilia con la saggezza. Dobbiamo avere un'attenzione massima per non far ripartire la malattia. Invito tutti a non correre". Lo afferma in un'intervista a La Repubblica Walter Ricciardi, consulente del ministero alla Salute e membro del consiglio esecutivo dell'Oms. "La Lombardia non è ancora pronta per la riapertura. Non tutti hanno capito che quello che ci aspetta fino a quando non avremo trovato il vaccino è una continua lotta contro questo agente patogeno. Ci saranno tanti piccoli focolai e anche il rischio che scoppi un'altra epidemia dopo l'estate". Riguardo agli spostamenti da una regione all'altra, "l'idea giusta è fare una sorta di passaporto digitale. Le persone devono potersi muovere a seconda del loro stato infettivologico. Se dalla app sul telefonino risulta che sei immune, perché hai avuto la malattia o comunque hai gli anticorpi, puoi girare. Le persone che sono ancora esposte devono avere una mobilità condizionata, dalle aree ancora a rischio non devono entrare o uscire.

8:06 - Parenti dei pazienti del Trivulzio ai pm: "Commissariare la struttura"

Dato che la situazione al Pio Albergo Trivulzio "è ancora grave e perdura" la struttura deve essere sequestrata al fine di nominare un commissario per gestirla. Questa è la richiesta avanzata ai pm di Milano in una denuncia da Alessandro Azzoni, che ha creato il "Comitato giustizia e verità per le vittime del Trivulzio". 

8:02 - Oggi arriva all'aeroporto di Orio un contingente di infermieri

Alle 16 di oggi atterrerà all'aeroporto di Orio al Serio un aeromobile B767 dell'Aeronautica Militare Italiana con a bordo un contingente nazionale di Infermieri reclutato dal Dipartimento nazionale di Protezione civile. 

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