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Coronavirus in Lombardia, in arrivo dalla Puglia 590 infermieri volontari

Lombardia

Sono 590 gli infermieri pronti a partire volontariamente dalla Puglia per raggiungere la Lombardia e aiutare i loro colleghi impegnati negli ospedali per l'emergenza Coronavirus 

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Il nuovo LIVE con tutti gli aggiornamenti di oggi in Lombardia

Sono 590 gli infermieri volontari pronti a lasciare la Puglia e raggiungere la Lombardia per aiutare i loro colleghi impegnati negli ospedali per l'emergenza Coronavirus. Da tutta Italia hanno risposto al bando 'Infermieri per Covid' 9.448 professionisti. Intanto Fimmg Lombardia mostra le sue preoccupazioni sui numeri di questi giorni: “Non vorremmo che la confusione sui dati servisse a nascondere la responsabilità dei generali nella Caporetto della sanità pubblica italiana”. Nel pomeriggio, durante la consueta diretta Facebook,  l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera, ha riportato i nuovi dati sul contagio: sono in totale 41007 i positivi in Lombardia, con un aumento di 1592 rispetto a ieri. Il dato sui decessi è in lieve calo, con un incremento di 416 morti, numero leggermente inferiore rispetto agli ultimi due giorni (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - L'ALLARME DELL'ORDINE DEGLI INFERMIERI).

19:34 - Gallera a Sky TG24: "In Lombardia dovremmo aver superato il picco"

Gallera, dopo l’odierna conferenza stampa in diretta Facebook, è intervenuto ai microfoni di Sky TG24. Rispondendo a una domanda sulla situazione nel territorio regionale e sul picco dei contagi, Gallera ha dichiarato: “I dati che abbiamo ci dicono che oggi si è stabilizzata e non è più in crescita, quindi il picco dovremmo averlo sorpassato, se manteniamo questo atteggiamento di responsabilità”.

19:29 -  Fontana sull'ospedale in Fiera: "Ghe sem!"

"Ghe sem! Qualcosa di davvero grande - ha scritto sulla sua pagina Facebook il governatore della Lombardia, Attilio  Fontana, riferendosi all'ospedale in Fiera a Milano -. È la prova che volere è potere e che la Lombardia non si ferma davanti a niente. Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto e stanno lavorando per raggiungere un risultato straordinario". Fontana nel tardo pomeriggio ha effettuato un sopralluogo presso il nuovo ospedale.

17:54 - Gallera: "41007 positivi, ma dato 'reale' è più alto"

Sono in totale 41007 i contagiati in Lombardia, con un aumento di 1592 rispetto a ieri. Il dato sui decessi è in lieve calo, con un incremento di 416 morti, numero leggermente inferiore rispetto agli ultimi due giorni. Lo riporta l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera. Il dato sui positivi al test riguarda "il numero dei tamponati, ma il dato reale è nettamente superiore", ha spiegato l'assessore. Il numero dei decessi sarà "l'ultimo" a ridursi, ha sottolineato, aggiungendo poi che questo dato è "ogni giorno una pugnalata".
Secondo quanto riportato da Gallera, in totale i decessi sono arrivati a 6360. I ricoverati non in terapia intensiva sono 11.613, con un aumento di 461 (ieri erano stati 15) mentre quelli in terapia intensiva salgono a 1328, nove in più rispetto a ieri. Sono in tutto 107.398 i tamponi compiuti e 9255 i pazienti dimessi.

17:25 - Lodi, 20mila mascherine donate da parco tecnologico cinese

Sono ventimila le mascherine chirurgiche donate dal Parco Tecnologico di Jinan, in Cina, attese per domani a Lodi e provincia. A renderlo noto è Francesco Passerini, sindaco di Codogno e presidente della Provincia di Lodi, che distribuirà i presidi di protezione tra i comuni in modo proporzionale a seconda degli personale in servizio per fronteggiare l'emergenza. La donazione, come ha riferito Andrea Di Lemma, Ceo del parco Tecnologico Padano, nasce dai "rapporti bilaterali per alcuni progetti che abbiamo con il parco di Jinan che ora, tramite noi, ha voluto donare le mascherine per manifestare la vicinanza" a Lodi e al suo territorio. Intanto il Parco Tecnologico Padano proprio ieri ha ottenuto il via libera dalla Regione per partire nei prossimi giorni con il test molecolare per individuare i pazienti affetti da Covid-19 in affiancamento ai laboratori regionale e degli ospedali di riferimento.

16:49 - Medici e infermieri albanesi: "È il minimo essere qui"

"Sono 30 anni che ci aiutate e supportate ed è il minimo che potevamo fare per questa nazione", ha affermato un infermiere di Pronto soccorso di 35 anni di Tirana che fa parte della delegazione di 30 persone di medici e infermieri arrivati a Brescia dove prenderanno servizio nel principale ospedale della città. "Sono consapevole di quanto sta accadendo negli ospedali bresciani, ma non mi spavento".
"Da quando ho sentito che i numeri dei contagiati continuavano a crescere in Italia mi sono informata in ogni modo per poter aiutare l'Italia e ho risposto all'appello" ha aggiunto una dottoressa. "Mia madre nel 2011 è stata operata a Pisa. Quei medici l'hanno salvata e ora io voglio restituire quanto è stato fatto". Un'altra infermiera ha sottolineato: "Per noi è una possibilitá importante e sono sicura che vinceremo questa battaglia. Mio papà che è medico è stato contagiato e io voglio aiutare i bresciani".

16:13 - Fontana a sindaco Sala: "Polemiche? basta non innescarle"

"Se non è il momento di alzare i toni, evitiamo di farlo". Con queste parole il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, ha replicato alle parole del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. "Lanciare il sasso e togliere la mano non è mai bello. In questo momento, poi - ha precisato -, risulta inopportuno e pericoloso perché potrebbe ingenerare tensioni anche sociali di cui nessuno ha bisogno. Per evitare le polemiche, insomma, basta non innescarle ogni mattina".
"Il sindaco di Milano sa benissimo tutto quello che Regione Lombardia ha fatto in passato, fuori dall'emergenza, per rendere Milano e il nostro territorio un'eccellenza sanitaria internazionale, che anche lui ha sempre decantato e portato come modello di vanto. E sa bene - ha aggiunto il governatore - anche tutto quello che, spesso, troppo spesso, da soli, stiamo facendo per combattere questa guerra".
"Nel merito gli rammento che consultori si occupano di tutt'altro e non certo di Coronavirus. Quanto ai medici di base forse non ha compreso bene ciò che dicono. Non avevano i presidi (mascherine, gel igienizzante) per proteggere se stessi e i malati, per questo non potevano effettuare le visite a domicilio. E non avevano i presidi perché il Governo non è stato finora in grado di fornirci la quantità sufficiente per assicurarli anche a loro. Ma da oggi, produciamo da soli 900.000 pezzi e la mancanza verrà risolta dalla Regione".
Poi ha concluso: "Al sindaco Sala - chiedo dunque di riporre nell'astuccio dei pennarelli (necessarissimi, beninteso) a lui tanto cari in queste ore, le tinte forti o addirittura fosche, per usare colori più tenui e caldi. Il verde della speranza e il rosa del nuovo giorno".

15:44 - Ordine dei medici di Bergamo, predisposta indagine su numeri 'reali'

Una "breve" e rapida "indagine" per "stimare la reale frequenza della patologia da Covid-19 in ambito territoriale", dato che "la prevalenza e l'incidenza della patologia" sono "largamente sottostimate per i noti motivi, in primis la mancanza di esecuzione di test a tappeto". Lo ha deciso l'Ordine dei medici della provincia di Bergamo, il quale proverà a calcolare i numeri 'reali' dell'emergenza. Si tratta di un'indagine, si legge nella "proposta" allegata alla newsletter dei medici di Bergamo, "che deve avere il dono della rapidità, dunque un rapido sondaggio; anche a scapito di una leggera imprecisione delle stime (d'altra parte le stime attuali sono largamente insufficienti!)".
Viene richiesto, si spiega ancora, "a un gruppo di Medici di Medicina Generale (ben assortiti per distribuzione geografica) di fornire il numero di soggetti affetti da Covid-19 sulla base del riscontro clinico" per avere "un dato di prevalenza, dunque 'quanti pazienti hanno in corso o hanno superato l'infezione Covid' (compresi i deceduti)". Per la diagnosi "è richiesto un criterio clinico, come la presenza di almeno tre" dei sintomi tipici del Coronavirus, "con o senza riscontri di diagnostica per immagini, anche senza l'esito di eventuale tampone eseguito".

13:08 - Atterrati a Verona medici albanesi per ospedale di Brescia

Hanno voluto essere presenti sia il presidente della Lombardia Attilio Fontana che il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia all'arrivo all'aeroporto Catullo di Verona del contingente di 10 medici e 20 infermieri provenienti dall'Albania per aiutare l'ospedale di Brescia ad affrontare l'emergenza Coronavirus. Con loro anche il vicepresidente della Lombardia, Fabrizio Sala, il viceministro dell'Interno, Vito Crimi, e il parlamentare del Pd, Alfredo Bazoli.

12:17 - Cerotti per controllare parametri vitali a casa

Un cerotto da applicare sul torace con un sensore che consente di controllare da remoto i parametri vitali degli ammalati: anche questo è uno dei modi per assistere i malati di Covid-19 a domicilio. I primi 50 kit, come riporta La provincia di Cremona, sono stati distribuiti due giorni fa a due medici di Cremona e a colleghi di Treviso, Varese e Milano. Il chip - ha spiegato Antonio Di Malta, referente cremonese della Federazione dei medici di medicina generale -serve a rilevare "la frequenza cardiaca, quella respiratoria, la saturazione dell'ossigeno e la traccia elettrocardiografica", ha aggiunto. Tutti dati che il medico può controllare dal suo computer attraverso un portale.

11:48 – Trasportate fuori dalla Bergamasca oltre 350 salme

In due settimane sono state oltre 350 le salme trasportate fuori dalla Bergamasca per essere cremate. L'Eco di Bergamo riferisce il dato spiegando che il Comune capoluogo ha messo a disposizione un numero di telefono per i parenti che chiedono informazioni. "Ogni passaggio, ogni trasferimento - ha assicurato l'assessore ai Servizi Cimiteriali Giacomo Angeloni - è seguito e documentato con appositi registri e atti. Nessuno sarà lasciato solo". Dovrebbero essere le pompe funebri a informare i parenti dei defunti ma la situazione è eccezionale: sono passati da cinque, sei funerali al giorno a oltre 30 e il Centro funerario bergamasco che normalmente si occupa di 1300 defunti all'anno ne ha seguiti più di mille in un mese. Da qui la decisione di mettere a disposizione un filo diretto dal lunedì al venerdì.

11:36 - Medico pianista suona i Queen

Suscita emozione sul web l'esibizione di un medico della Medicina ad alta intensità dell'Ospedale di Circolo di Varese che, alla fine del suo turno nel reparto Covid, si è esibito al pianoforte nella hall, suonando un paio di canzoni dei Queen, fra cui Don't Stop Me Now. E 'non fermiamoci' è diventato il messaggio della Asst dei Sette Laghi che ha pubblicato il video sulla propria pagina Facebook. Il medico pianista, in divisa e mascherina, è Christian Mongiardi, giovane ecografista che l'altro pomeriggio, sceso con due colleghi per mangiare un panino, ha trovato lo spaccio chiuso e si è seduto al pianoforte, donato pochi mesi fa da una onlus. Quando il video si è diffuso Mongiardi era contrariato. Ma il suo primario, il prof. Francesco Dentali, lo ha convinto: "Gli ho detto che era una cosa bella e avrebbe dato morale a tutti noi e a tutte le persone che hanno parenti e amici ricoverati per il Covid in questo periodo difficile". Così è stato, a leggere i commenti su Fb e, fra migliaia di visualizzazioni e tanti complimenti, c'è chi ha fatto un appunto al medico: "Bravissimo ma... i guanti?"

11:28 – Morto il giornalista Raffaele Masto

È morto il giornalista e scrittore Raffaele Masto, risultato positivo al coronavirus. Era nato nel 1952, lascia la moglie Gisele. Nel 1989 aveva iniziato a lavorare come giornalista alla Redazione Esteri di Radio Popolare. Ha lavorato come inviato in Medio Oriente, America Latina e soprattutto in Africa, luogo dove ha preso ispirazione per scrivere molti dei suoi saggi. Oltre che con Radio Popolare collaborava con la rivista Africa che lo ricorda come "cronista militante, ma onesto e scrupoloso". Masto era anche autore del blog Buongiorno Africa ed è in pubblicazione nei prossimi mesi per Rosemberg & Seller il volume 'Mal d'Africa', scritto a due mani con il giornalista Angelo Ferrari.

10:45 – Deceduti 15 ospiti e un'infermiera in una Rsa nel Pavese

Sedici vittime in tre settimane, questo il tragico bilancio registrato alla casa di riposo "Sassi" di Gropello Cairoli (Pavia), in Lomellina. A perdere la vita sono stati 15 ospiti della struttura e un'infermiera di 64 anni. A riportare la notizia è oggi il quotidiano "La Provincia pavese". L'infermiera è risultata positiva al coronavirus: le sue condizioni sono apparse subito critiche e purtroppo gli sforzi dei medici non hanno potuto salvarla. Gli altri decessi riguardano gli anziani ospiti della Rsa, i sintomi sono riconducibili al Covid-19. La direzione della struttura ha spiegato che, su disposizione dell'Ats e della Regione, "non vengono effettuati tamponi 'post-mortem' su pazienti anziani già affetti da patologie croniche". Rimane il lutto per la scomparsa di 16 persone, che ha profondamente scosso la comunità di Gropello Cairoli (Pavia). Nei giorni scorsi si erano registrati anche 12 morti alla casa di riposo "Cortellona" di Mortara (Pavia) e 3 a quella di Varzi (Pavia).

8:21 – In arrivo dalla Puglia 590 infermieri volontari

Sono 590 gli infermieri pronti a partire volontariamente dalla Puglia per raggiungere la Lombardia e aiutare i loro colleghi impegnati negli ospedali per l'emergenza Coronavirus. Complessivamente da tutta Italia hanno risposto al bando 'Infermieri per Covid' 9.448 professionisti, dei quali 590 dalla Puglia.

8:14 – Fimmg Lombardia: “Caporetto della sanità pubblica italiana.”

"Non vorremmo che la confusione sui dati servisse a nascondere la responsabilità dei generali nella Caporetto della sanità pubblica italiana”, ha affermato Paola Pedrini, segretario della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) della Lombardia che ammette: "È vero, le richieste dei pazienti ai medici di famiglia, almeno in Lombardia, sembra si stia riducendo, ma siamo molto preoccupati che questa notizia tragga in inganno l'opinione pubblica. Sta passando un messaggio sbagliato, veicolato anche da alcuni dirigenti delle aziende sanitarie: diminuiscono gli accessi al PS quindi la gente ha paura di andarci o i medici di famiglia li mandano troppo tardi"."È assolutamente chiaro - sostiene Pedrini - che la gente ci andrebbe al volo in ospedale quando sta male, ma i servizi di emergenza urgenza non ce la fanno a garantire tutti i ricoveri perché posti comunque non ce ne sono: i letti non si liberano. Il ragionamento è un altro: prima si facevano i tamponi solo ai ricoverati, da qualche giorno si fanno ai ricoverati e agli operatori sanitari sintomatici, che sono quasi tutti ovviamente positivi anche se con pochi sintomi. Questo ha creato un dato di positivi non ricoverati sul territorio che prima non esisteva, numeri falsi perché riferiti ai soli operatori sanitari e non alla popolazione intera. A questi numeri possiamo eventualmente aggiungere qualche tampone di controllo ancora positivo fatto ai dimessi convalescenti. Ci chiediamo - conclude -se chi gestisce i numeri è solo incompetente, se vive in un universo parallelo o se ci sta marciando".