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Coronavirus, dimesso il Paziente 1: “Io fortunato, state a casa”. VIDEO

Coronavirus, la testimonianza di Mattia, il paziente 1

3' di lettura

Mattia, 38enne di Codogno, è stato ricoverato la sera del 19 febbraio nel presidio ospedaliero della cittadina e poi trasferito nel reparto rianimazione del San Matteo di Pavia. Lo scorso 9 marzo ha cominciato a respirare autonomamente

Il paziente 1 è stato dimesso dall’ospedale San Matteo di Pavia e ha voluto mandare un messaggio tramite un video diffuso sulla pagina Facebook di Lombardia Notizie: "Io sono stato fortunato, state a casa". Mattia, il 38enne di Codogno (Lodi) ritenuto il primo caso accertato di Coronavirus in Italia (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - LO SPECIALE - LA SITUAZIONE IN LOMBARDIA - L'EMERGENZA A MILANO), è stato ricoverato la sera del 19 febbraio nel presidio ospedaliero della cittadina e poi trasferito in gravi condizioni, tra il 21 e il 22 febbraio, nel reparto rianimazione del nosocomio pavese. Lo scorso 9 marzo ha cominciato a respirare autonomamente.

Il messaggio del paziente 1

"È difficile dopo questa esperienza fare un racconto di quello che mi è successo - spiega il 38enne -. Ricordo il ricovero in ospedale a Codogno. Mi hanno raccontato che per 18 giorni sono stato in terapia intensiva, poi sono stato trasferito nel reparto di malattie infettive dove ho ricominciato ad avere un contatto con il mondo reale e a fare la cosa più semplice e bella che è respirare. Da questa mia esperienza le persone devono capire che è fondamentale stare in casa". Il paziente 1 ha sottolineato che "la prevenzione è indispensabile per non diffondere l'infezione" e che "questo può significare anche allontanarsi dai propri cari e dagli amici perché non sappiamo chi può essere contagioso".

"Sono stato fortunato, grazie a chi mi ha curato"

Io sono stato molto fortunato perché ho potuto essere curato. Ora potrebbero non esserci medici, personale e mezzi per salvare delle vite. Da questa malattia si può guarire. Io devo dire grazie al professor Bruno, agli animatori e a tutto il personale dell'ospedale di Pavia e Codogno, che con grande professionalità mi hanno permesso di tornare a vivere. Ora chiedo per favore a tutti i media di rispettare la privacy mia e della mia famiglia, perché vorremmo piano piano dimenticare questa brutta esperienza e tornare alla nostra normalità.

Il commento del direttore del reparto Malattie infettive

Il 38enne, ha spiegato il professor Raffaele Bruno, direttore del reparto Malattie infettive del San Matteo di Pavia, sta bene e potrà tornare a condurre una vita normale. Le sue condizioni, all'arrivo al San Matteo, "erano gravissime" come ha sottolineato spesso Francesco Mojoli, responsabile della Terapia Intensiva, che lo ha seguito nei 18 giorni di ricovero presso il reparto: "Lo abbiamo stabilizzato ed è rimasto per diverso tempo in condizioni critiche. Fortunatamente, come ci si aspettava da una persona giovane, che non aveva comorbidità e anche in forma, a un certo punto ha iniziato a migliorare". Il 9 marzo scorso Mattia è stato "de-connesso" dal ventilatore e trasferito in terapia sub intensiva dove ha ricominciato, poco alla volta, a respirare autonomamente. "Ora sta bene - dichiara Bruno, che lo ha seguito nella seconda parte del ricovero -: lo conferma l'esito negativo dei tamponi a cui è stato sottoposto in questi giorni. A casa potrà condurre una vita normale, come quella di tutti noi, perché è da considerarsi guarito a tutti gli effetti". "Guarire lui, dal punto di vista umano, in un mese mi ha insegnato che la normalità è un privilegio", ha concluso Bruno.  

Data ultima modifica 23 marzo 2020 ore 19:43

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