Treno deragliato a Lodi, pm: “Indagine su operai è atto necessario”

Lombardia

Si tratta di un atto dovuto per consentire "lo svolgimento, in forma garantita, degli accertamenti tecnici irripetibili". Secondo il pubblico ministero, i 5 tecnici indagati avrebbero svolto "l'attività in modo non adeguato". Eseguita l'autopsia sul corpo delle vittime

L'iscrizione nel registro degli indagati dei cinque operai Rfi intervenuti all'alba di giovedì sul luogo dove è deragliato il Frecciarossa 9595 è "un atto necessario per lo svolgimento, in forma garantita, degli accertamenti tecnici irripetibili", scrive la Procura di Lodi in una nota. Inoltre, come si evince dall'avviso di garanzia, secondo il pm i tecnici avrebbero svolto "l'attività in modo non adeguato", che avrebbe portato il convoglio a prendere binari di servizio, non destinati al traffico ordinario, né in grado di sostenere l'Alta velocità. L'incidente, avvenuto nel Lodigiano, ha causato due morti e 31 feriti (FOTO - VIDEO). 
Questo pomeriggio, alle 15:30, i cinque dipendenti di Rfi al lavoro al posto movimento di Livraga la notte prima del deragliamento, indagati per disastro colposo, si sono presentati negli uffici Polfer di Piacenza per essere ascoltati dagli inquirenti. Hanno tra i 30 e i 40 anni e per loro l'azienda ha disposto un supporto psicologico oltre ad averli destinati provvisoriamente ad altre mansioni, nominando per loro dei legali di fiducia.

Effettuata l'autopsia

Oggi "è stata, inoltre, effettuata l'autopsia sui corpi dei macchinisti deceduti (CHI SONO), di modo da liberare, anche in questo caso al più presto, le salme per lo svolgimento delle esequie", prosegue la nota della Procura di Lodi.

Sequestrati tre hard disk con filmati

Tre hard disk contenenti filmati del deragliamento del Frecciarossa sono stati sequestrati dagli agenti della Polizia ferroviaria. Uno si trovava sulla carrozza 3 del convoglio, mentre gli altri due nell'edificio del posto manutenzione "Livraga", dove si trova il posto di sezionamento automatico. Sotto sequestro anche tutte le carrozze del treno, così come la scatola del sistema informativo di condotta (Dis) recuperato nella carrozza di testa, proiettata in aria dall'impatto. Sequestrati anche il libretto statistico della manutenzione del Posto Movimento contenente annotazioni a partire dal 14 giugno 2018, il modello della corrispondenza telefonica dello stesso Posto Movimento dal 10 marzo del 2014 alle prime ore di giovedì scorso, i binari Alta Velocità e quelli di servizio adiacenti. Ai sequestri erano presenti il direttore territoriale Produzione Emilia Romagna di Rfi e il dirigente responsabile della Manutenzione impianti Av Trenitalia di Milano.

"Accertamenti svolti con la massima celerità"

"Le ulteriori indagini - si legge ancora nella nota della Procura di Lodi - continuano con grande impegno da parte di tutte le forze di polizia coinvolte nelle complesse attività investigative coordinate da questa Procura e si auspica che esse portino in tempi ragionevolmente brevi all'accertamento delle eventuali responsabilità". I consulenti della Procura di Lodi, che riceveranno il formale incarico lunedì, dovranno svolgere, "al più presto, le attività irripetibili volte a accertare la funzionalità dello scambio e di tutti i dispositivi a esso collegati", prosegue la nota. Gli accertamenti "verranno svolti con la massima celerità per consentire il più celere sgombero dei vagoni coinvolti nell'incidente e il ripristino del tratto di linea interessato dal deragliamento". 

Giunto il primo camion gru

Nel frattempo, sul luogo dell’incidente è giunto nel primo pomeriggio un camion gru, il primo di una lunga serie di mezzi che verranno utilizzati per la rimozione del convoglio dai binari. Le operazioni potrebbero iniziare la prossima settimana, mentre per il ripristino della circolazione dei treni Alta velocità potrebbero volerci ancora diverse settimane.

Sul luogo dell'incidente il ministro della Difesa

Sul luogo del deragliamento è arrivato stamattina anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che è stato sindaco di Lodi. "Essendo la mia vita a pochi chilometri dal luogo in cui ci troviamo in questo momento - ha spiegato il ministro - chiaramente c'è anche una partecipazione ancora più forte a quanto è avvenuto. Innanzitutto di vicinanza alle famiglie delle vittime, i due macchinisti che hanno perso la vita in questo incidente e di vicinanza ai feriti".  

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