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Treno Frecciarossa deragliato a Lodi, cosa sappiamo finora

La ricostruzione grafica dell'incidente

5' di lettura

L'incidente è avvenuto alle 5.34 della mattina del 6 febbraio, all'altezza di Ospedaletto Lodigiano. Il convoglio era partito da Milano ed era diretto a Salerno. Due macchinisti sono morti, altre 31 persone sono rimaste ferite. La procura di Lodi ha aperto un'inchiesta

Sono le 5.34 di giovedì mattina 6 febbraio, quando il treno ad alta velocità Frecciarossa Av 9595, partito da Milano e diretto a Salerno, deraglia all’altezza di Ospedaletto Lodigiano. Il bilancio è di due macchinisti morti e 31 persone ferite. Nella zona erano in corso dei lavori di manutenzione della linea e proprio su questo punto si concentrano le indagini. La procura di Lodi ha aperto un'inchiesta e l’ad di Fs, Gianfranco Battisti, ha fatto sapere che anche “le società coinvolte hanno avviato una commissione d’inchiesta” (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - FOTO). Ecco tutto quello che sappiamo in questo momento sul primo incidente avvenuto sulla linea dell'alta velocità in 15 anni.

Come è avvenuto il deragliamento

Secondo una prima ricostruzione, la motrice del treno, che al momento del deragliamento viaggiava alla massima velocità consentita (circa 290 Km/h), e che aveva a bordo 28 passeggeri, sarebbe uscita dai binari finendo prima contro un carrello che si trovava su un binario parallelo, e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa. Il resto del convoglio ha invece proseguito, rimanendo sui binari ancora per circa un chilometro, fino a quando la seconda carrozza si è ribaltata fermando il treno (LE IMMAGINI DALL'ALTO: VIDEO E FOTO). "La motrice si è staccata grazie al sistema di sicurezza", ha spiegato il governatore della Lombardia Attilio Fontana. "Poteva essere una carneficina", ha detto il prefetto di Lodi Marcello Cardona. A evitare un bilancio molto più grave è stato il fatto che il convoglio fosse praticamente vuoto (I VIGILI SALGONO A BORDO - GLI ACCERTAMENTI DELLA POLIZIA).

Le cause dell'incidente, ipotesi di uno scambio fuori posto

Ad innescare l'incidente potrebbe essere stato un problema a uno scambio. Secondo quanto risulta all'Ansa, infatti, alcune ore prima del passaggio del treno sarebbe stato sostituito un 'deviatoio', cioè un pezzo dello scambio stesso. Proprio su questo punto, il procuratore di Lodi, Domenico Chiaro, ha spiegato che il treno è "deragliato all'altezza di uno scambio che doveva essere posto in una certa posizione e così non era". "I lavori di manutenzione vengon fatti perché qualcosa si è rotto, se no non c'è motivo per essere lì alle 4 e mezza del mattino", ha chiarito. "Ci sono state attività di manutenzione in quel tratto", ha poi confermato escludendo, in ogni caso, l'ipotesi che si sia trattato di un attentato.

Chi erano le due vittime

Ad aver subito i danni peggiori è stata la carrozza numero 1, dove si trovava la cabina di manovra. Al momento del deragliamento era completamente vuota, a parte i due macchinisti che sono deceduti. Si tratta di Giuseppe Cicciù, di 51 anni, di Reggio Calabria, e Mario Dicuonzo, di 59, originario di Capua (Caserta). Cicciù, come racconta il segretario lombardo della Fit Cisl, "lavorava da tanti anni come macchinista, è stato uno dei primi sui nuovi treni dell'Alta velocità. Era una persona con grande esperienza, non certo un ragazzino, non era certo uno appena arrivato". Originario di Reggio Calabria, si era trasferito al Nord da molti anni. Aveva una moglie e un figlio. Anche Dicuonzo aveva lasciato il Sud per trasferirsi nel Milanese, a Pioltello, dove dopo la sua scomparsa è stato dichiarato il lutto cittadino. I due macchinisti sono morti sul colpo e, al momento dell'arrivo dei soccorsi, "erano già fuori dal treno, deceduti", ha fatto sapere il comandante dei Vigili del fuoco di Lodi, Giuseppe Di Maria. I feriti, invece, sono usciti dal treno "con le proprie gambe".

Il racconto dei testimoni: "Il treno andava velocissimo, poi il boato"

Tra le persone rimaste ferite, c'è chi ha ricordato: "Credevo di essere morto. Il treno andava velocissimo. All'improvviso ho sentito una botta violenta. Un boato fortissimo". Mentre un altro ha riferito: "È saltata la luce e abbiamo intuito che c'era un'emergenza. La carrozza ha iniziato a ondeggiare. Sarà durato un minuto". "Un passeggero ha sbattuto la testa contro il finestrino quando la carrozza si è piegata", è il racconto di un altro testimone. "Siamo stati fortunati, miracolati, sembrava di stare sulle montagne russe", ha spiegato ancora una viaggiatrice (CONTE AL SENATO: SICUREZZA TRASPORTI DIRITTO E PRIORITA').

Le ripercussioni sulla rete ferroviaria

Dopo l'incidente, è stata sospesa la circolazione sulla linea ad alta velocità Milano-Bologna: tutti i convogli sono stati instradati sulla linea convenzionale Milano-Piacenza, con ritardi fino a 60 minuti. Per il giorno dopo il deragliamento, cioè per il 7 febbraio, inoltre, i sindacati hanno indetto due ore di sciopero, a partire dalle 12, "di tutti i ferrovieri dipendenti da tutte le aziende di settore" che operano sulla rete nazionale e locale (LE MODIFICHE ALLA CIRCOLAZIONE PER IL 7 FEBBRAIO).

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