ArcelorMittal, trovate basi trattativa per evitare stop dell'ex Ilva: udienza rinviata

Lombardia
Foto di archivio (ANSA)

Si torna in aula il 20 dicembre, data fino alla quale è garantita la produttività dello stabilimento, come ha riferito l'ad del gruppo franco-indiano, Lucia Morselli

Il giudice Claudio Marangoni ha rinviato al 20 dicembre l’udienza del processo civile che si sta svolgendo a Milano sul ricorso cautelare d'urgenza presentato dai legali dei commissari dell’ex Ilva contro l'addio di ArcelorMittal. Fino a quel giorno, ha riferito l’amministratore delegato del gruppo franco-indiano, Lucia Morselli, il funzionamento degli impianti del polo siderurgico di Taranto sarà garantito.

Il rinvio dell'udienza

Come anticipato nei giorni scorsi, sono state dunque trovate, alla luce anche di quanto emerso dall'incontro tra il Governo e il gruppo franco indiano di venerdì scorso, le basi per una trattativa che possa arrivare a un accordo per mantenere la produttività ordinaria del polo siderurgico dopo che, il 4 novembre scorso, ArcelorMittal aveva comunicato il recesso dal contratto d'affitto degli stabilimenti.
Il rinvio dell'udienza è stato disposto "in funzione della trattativa da svolgersi sulla base delle intese e degli impegni assunti", si legge in una nota firmata dal presidente del Tribunale di Milano Roberto Bichi. Trattativa che "è già in corso", ha spiegato prima di lasciare l'aula l'avvocato penalista di ArcelorMittal, Daniele Ripamonti.
Il gruppo avrà tempo, ora, fino al 16 dicembre per depositare una propria memoria. Se già il 20 dicembre sarà stato raggiunto un accordo, la causa finirà con un 'non luogo a procedere', altrimenti si continuerà coi procedimenti civili, quello cautelare e quello nel merito della risoluzione del contratto. 

Le dichiarazioni di Morselli in aula

Secondo quanto si è appreso da fonti qualificate, Morselli ha spiegato davanti al giudice che l'azienda, pur non essendo obbligata, ha ottemperato all'invito del Tribunale dei giorni scorsi a non bloccare la produzione nella pendenza del procedimento civile, ossia a non assumere "iniziative irreversibili" per il funzionamento degli stabilimenti. Inoltre, l’ad ha formalizzato la propria accettazione alla disponibilità manifestata dal premier Giuseppe Conte a instaurare un dialogo sulla controversia. Ed è proprio per rispetto nei confronti del Presidente del Consiglio che Morselli ha assunto l’impegno di garantire fino al 20 dicembre il "normale funzionamento degli impianti e la continuità produttiva" dopo le intese raggiunte nell'incontro del 22 novembre.

Garantita produzione fino a 12 kiloton

Durante l’udienza, il gruppo ha inoltre preso l'impegno di garantire la produzione fino ad un certo numero di kiloton per le prossime quattro settimane e, in particolare, di 10 kiloton per la prima settimana, aumentando poi fino a 12 con una crescita progressiva di produzione.  

I pm attendono l’evoluzione della trattativa

La Procura di Milano, intervenuta nella causa civile "ravvisando un preminente interesse pubblico”, attende di vedere e di valutare come si evolveranno le trattative che potrebbero portare ad un accordo. È quanto riferito in aula dal procuratore aggiunto Maurizio Romanelli, in virtù del fatto che il breve termine fissato dal Tribunale consentirà di capire come procederà il confronto tra le parti.
In un atto depositato il 22 novembre, i pm avevano fatto presente che "evidentemente lo stato di crisi di ArcelorMittal Italia, essendovi pericolo di diminuzione delle garanzie patrimoniali per il risarcimento di eventuali danni, rende ancor più necessaria ed urgente una pronuncia giudiziale", che "imponga" al gruppo franco-indiano "di astenersi dalla fermata degli impianti e di adempiere fedelmente e in buona fede alle obbligazioni assunte", ossia al contratto d'affitto dell'ex Ilva.

I presenti in aula

In aula, oltre all’ad Morselli, erano presenti anche i tre commissari straordinari dell'ex Ilva, Alessandro Danovi, Franco Ardito e Antonio Lupo, il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e i pm Mauro Clerici e Stefano Civardi, i quali stanno indagando sul fronte penale per i reati di distrazione di beni del fallimento Ilva, aggiotaggio informativo e omessa dichiarazione dei redditi, Codacons e i pool di legali della Regione Puglia e del Comune di Taranto.
ArcelorMittal “ha assunto gli impegni previsti”, ha riferito Giorgio De Nova, legale dei commissari dell'ex Ilva. "C'è un clima positivo quando le udienze sono così corte...Comunque c'è sempre da lavorare”, ha aggiunto.

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