Milano, botte a bambina disabile: a processo padre, madre e zia

Lombardia
Immagine di archivio (ANSA)

I tre sono accusati di aver picchiato e maltrattato la loro piccola di 3 anni e mezzo affetta da disabilità cognitiva. L’uomo punta al patteggiamento, la compagna ha chiesto di essere giudicata in rito abbreviato 

Sono stati mandati a processo con rito immediato due 29enni egiziani, marito e moglie, finiti in carcere a fine maggio con l’accusa di aver picchiato e maltrattato la loro bimba di 3 anni e mezzo, affetta da una disabilità cognitiva. L’uomo ha intenzione di patteggiare davanti al gup, mentre la donna ha chiesto di essere giudicata con rito abbreviato. A luglio era stata anche arrestata una zia della piccola, accusata di violenze sulla nipotina, e aveva scelto la strada del processo ordinario.

Le intercettazioni della madre

A carico dei genitori, nelle indagini della polizia locale di Milano, coordinate dal pm Danilo Ceccarelli, erano state raccolte una serie di intercettazioni in cui la madre sosteneva di voler uccidere la bimba. La donna si era riferita così al marito: "Odio mia figlia, ho un rifiuto per lei. Mi conosci, annegherò lei e la picchierò di continuo. Non sopporto la sua voce… brutta scimmia".

La vicenda

Il 15 maggio il padre 29enne si era presentato all'ospedale milanese Fatebenefratelli con la bimba e aveva detto ai medici che la figlia lamentava un dolore al braccio per una caduta accidentale. La piccola era in pessime condizioni igieniche e la radiografia aveva evidenziato una frattura scomposta e anche altre 15 lesioni risalenti alle settimane prima. La bambina era così stata tenuta sotto osservazione. I dottori avevano nel frattempo avvertito gli agenti dell’unità "tutela donne e minori", che avevano chiesto alla procura di Milano di avviare le intercettazioni. Nel tempo si è così arrivati a due fermi nei confronti dei genitori, bloccati lo scorso 31 maggio su un autobus in Stazione Centrale diretto a Malpensa. Si erano portati dietro quattro figli di età compresa tra un anno e mezzo e otto anni. In tasca avevano un biglietto di sola andata per l’Egitto. 

L’arresto della zia

Meno di due mesi dopo, a seguito di altre intercettazioni, era stata arrestata anche la zia. Al telefono, in sostanza, aveva detto che anche lei aveva partecipato alle violenze fisiche sulla piccola mentre era ospite della coppia. La madre e il padre avevano provato a difendersi durante l’interrogatorio davanti al gip Stefania Pepe, dichiarando che non l’avevano picchiata: "È caduta in casa, ha sbattuto e si è fatta male da sola". Il Riesame aveva poi confermato le misure cautelari e tutti e tre gli ammanettati risultano ancora in carcere.

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