Brescia, omicidio Bugna: rigettata la richiesta di revisione del processo

Lombardia
Bruno Lorandi (ANSA)

La donna è stata trovata strangolata in casa il 10 febbraio del 2007. Per il delitto è stato condannato all'ergastolo il marito

La richiesta di revisione del processo nei confronti di Bruno Lorandi, marmista di Nuvolera (Brescia) condannato all'ergastolo per aver ucciso la moglie, Clara Bugna, è stata rigettata dalla Corte d'Appello di Venezia. La donna era stata trovata strangolata in casa il 10 febbraio del 2007, il giorno del 60esimo compleanno dell'uomo e il suo ultimo di lavoro prima della pensione. Il 3 novembre Lorandi ha avuto avuto un infarto ed è stato ricoverato in gravi condizioni all'ospedale.

La richiesta di revisione e le parole dell'avvocato difensore

La richiesta di revisione si basava sui consumi elettrici dell'abitazione, luogo del delitto in cui è morta la donna. Una consulenza della difesa avrebbe fatto emergere un picco di consumi elettrici registrato quattro giorni dopo l'omicidio, quando la casa era sotto sequestro. Per la difesa il dato renderebbe inattendibile la ricostruzione degli inquirenti sui movimenti e i consumi in casa Lorandi la mattina del delitto di Clara Bugna. "Questa ordinanza legittima un errore giudiziario", ha commentato l'avvocato Alberto Scapaticci, il quale ha annunciato il ricorso in Cassazione. "Considera marginale una questione che riteniamo fondamentale perché i consumi elettrici determinano l'alibi di Lorandi, uscito di casa alle sette del mattino per andare al lavoro".

La decisione della Corte d'Appello

"L'accertamento peritale proposto non è astrattamente idoneo a pervenire a risultati certi e non è idoneo a scagionare Lorandi dall'accusa di omicidio", scrive la prima sezione penale della Corte d'Appello di Venezia. "I potenziali esiti degli accertamenti proposti - si legge - non sono in grado di scardinare il poderoso complesso degli ulteriori elementi probatori che dimostrano in modo incontrovertibile la colpevolezza di Bruno Lorandi. Le argomentazioni svolte dalla difesa si rivolgono in larga parte a una richiesta di valutazione di un mezzo di prova già esperito e non si fondano su metodologie scientifiche nuove, ma si sviluppano in censure su questioni già ampiamente dibattute nel corso del processo ordinario", hanno stabilito i giudici di Venezia.

Lorandi si è sempre proclamato innocente

Lorandi si è sempre proclamato innocente, sostenendo di non essere stato lui a uccidere la moglie, dalla quale aveva avuto anche un figlio, Christian, a sua volta trovato ucciso per strangolamento nel 1986. Per questo delitto l'uomo era stato arrestato, scarcerato e infine prosciolto dall'accusa di concorso in omicidio.

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