Bergamo, uccide moglie a coltellate: "È stato il mostro della gelosia"

Lombardia
Zinaida Solonari e Maurizio Quattrocchi

Maurizio Quattrocchi è stato ascoltato questa mattina dal gip Federica Gaudino a cui ha confessato in lacrime l’omicidio di Zinaida Solonari. L’uomo è rimasto vago sul coltello che ha utilizzato per ucciderla 

Maurizio Quattrocchi ha ammesso questa mattina davanti al gip Federica Gaudino l'assassinio della moglie Zinaida Solonari, 36 anni, uccisa a coltellate fuori casa della sorella sabato notte a Cologno al Serio (Bergamo). "Non se lo meritava, è stato il mostro della gelosia che mi ha trasformato in una bestia", ha dichiarato l’uomo in lacrime. "Non volevo ucciderla - ha poi aggiunto durante l’interrogatorio durato 15 minuti -. Ora ho perso lei e le mie figlie. Mi aveva amato tantissimo, non se lo meritava". Quattrocchi non ha invece fornito indicazioni precise per quanto riguarda il coltello con cui ha ucciso la moglie: "Non era mio, devo averlo trovato nel sottoscala", ha detto.

L’omicidio

Sabato notte, Zinaida Solonari era appena rientrata a casa dal lavoro, quando, dopo aver parcheggiato la propria auto di fronte a casa della sorella e aperto il cancello pedonale, è stata aggredita dal marito, che le ha sferrato almeno due coltellate prima di fuggire in auto. La donna è morta subito dopo l'arrivo dei sanitari, chiamati dai vicini di casa. L’uomo è stato bloccato domenica nel tardo pomeriggio, mentre si stava stava per entrare nella caserma di Martinengo (Bergamo) per costituirsi. Solo tre giorni prima del delitto, la donna si era recata dai carabinieri per denunciare i comportamenti violenti che l’uomo aveva manifestato ultimamente.

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