Milano, madre precipita con figlia dall'ottavo piano: bimba in terapia intensiva

Lombardia
Lo stabile di viale Regina Margherita (ANSA)

Arrivata in ospedale con frattura al bacino, lesioni alla milza e contusioni polmonari, la bambina ha subito ieri alcuni interventi e la prognosi resta riservata. L'avvocato del padre: "La responsabilità è dei servizi sociali del Comune di Milano"

La bambina di due anni, precipitata per otto piani nella tromba delle scale di un palazzo del centro di Milano, in viale Regina Margherita, con la madre che è morta sul colpo, è intubata e ricoverata in terapia intensiva all'ospedale Niguarda. Arrivata al nosocomio con frattura al bacino, lesioni alla milza e contusioni polmonari, ha subito ieri alcuni interventi e la prognosi resta riservata.

Il legale del padre: "Colpa dei servizi sociali"

"La responsabilità è dei servizi sociali perché la piccola era affidata a loro da sempre e collocata presso la madre". Lo ha detto all'ANSA l'avvocato Daniela Missaglia, legale che assiste sul fronte civilistico il papà della bambina, insieme con l'avvocato Giuseppe Principato (sul fronte penalistico). "Dunque - ha aggiunto - avrebbero dovuto vigilare sulle prescrizioni disattese dalla donna, che doveva rimanere in una casa comunità ma non lo faceva. C'erano violazioni importanti da parte sua, tutte spie di un allarme che è stato sottovalutato". L'avvocato Missaglia ha anche spiegato di avere inoltrato diverse richieste al Tribunale per i minorenni di Milano affinché "venisse emesso un provvedimento di protezione immediata" per la bambina, per toglierla, in sostanza, dalla collocazione presso la madre. I giudici, però, ha chiarito il legale, "non hanno emesso alcun provvedimento, ma hanno soltanto anticipato un'udienza per l'audizione delle parti, inizialmente fissata per ottobre, a dopodomani", ossia al 26 settembre. L'avvocato ha aggiunto che la donna, con problemi anche di tossicodipendenza nel suo passato, "aveva già manifestato istinti suicidari". Il padre, ha proseguito, "ha metaforicamente urlato nei confronti di chiunque, perché l'epilogo di questa vicenda era annunciato". Ora, ha concluso il legale, "c'è il miracolo di questa bambina e poi le responsabilità le andremo a vedere, perseguiremo tutte le strade". 

La replica del Comune

"Da quando la situazione è stata segnalata, sono stati messi in atto tutti gli interventi ritenuti necessari, aggiornando continuamente il Tribunale sulle azioni intraprese". Lo rende noto il Comune di Milano dopo le dichiarazioni dell'avvocato Daniela Missaglia, che assiste in sede civile il padre della piccola. "Pur comprendendo il momento drammatico che il suo assistito sta attraversando, il Comune precisa che il nucleo familiare, su disposizione del Tribunale, era già da tempo in carico ai servizi sociali, senza che la magistratura avesse fatto decadere completamente la responsabilità dei genitori della bimba - commenta il Comune di Milano -. Da quando la situazione è stata segnalata, sono stati messi in atto tutti gli interventi ritenuti necessari, aggiornando continuamente in Tribunale sulle azioni intraprese". Il Comune di Milano sottolinea anche, "per completezza dell'informazione, che le decisioni sulla responsabilità genitoriale e l'eventuale allontanamento dei minori dai genitori è una competenza esclusiva del Tribunale per i minorenni a cui i servizi sociali hanno il compito di relazionare periodicamente, cosa che è stata fatta puntualmente, l'ultima volta alcuni giorni fa". "I servizi sociali sono a disposizione delle forze dell'ordine che stanno svolgendo le indagini e hanno già fornito tutte le informazioni in loro possesso agli organi competenti".  

La vicenda

Nel pomeriggio di ieri una donna di 43 anni era arrivata davanti all'edificio in viale Regina Margherita, si era rivolta alla portinaia chiedendo indicazioni per un ufficio legale che si trova al piano terra. Una volta entrata, però, la 43enne non si era diretta verso lo studio, ma era salita all'ottavo piano da dove si era gettata con la bambina. La donna temeva le portassero via la bambina per affidarla ad altri: in passato le avevano già tolto due figli per, sembra, problemi di tossicodipendenza.

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