Fondi russi alla Lega, il Riesame: "Sequestri e perquisizioni a Savoini sono legittimi"

Lombardia

Il tribunale milanese ha respinto il ricorso presentato dal legale di Savoini, che ritiene inutilizzabile l’audio della riunione al Metropol di Mosca al centro delle indagini sui presunti finanziamenti al Carroccio. Possibile incidente probatorio nei prossimi giorni 

Nella mattinata di oggi, mercoledì 11 settembre, è stata notificata all’avvocato Lara Pellegrini, legale di Gianluca Savoini (I SUOI VIAGGI IN RUSSIA), la decisione depositata ieri pomeriggio con cui il Tribunale del Riesame di Milano ha ritenuto legittime le perquisizioni e i sequestri di cellulari e documenti a carico del presidente dell'associazione LombardiaRussia, indagato per corruzione internazionale nell'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega. Le motivazioni del provvedimento verranno rese note nei prossimi giorni.

La difesa di Savoini valuterà il ricorso in Cassazione

Dopo la lettura delle motivazioni, la difesa dell’esponente della Lega valuteranno il ricorso in Cassazione contro la decisione del Riesame che ha confermato il provvedimento dei pm Gaetano Ruta e Sergio Spadaro, atto istruttorio di cui la difesa di Savoini aveva chiesto l'annullamento, proposto sostenendo l'inutilizzabilità sotto il profilo processuale dell'audio della riunione all'hotel Metropol di Mosca posto alla base del decreto consegnato all'ex portavoce di Matteo Salvini quando, a metà luglio, i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria si sono presentati nella sua abitazione. Per i pm quella registrazione è una notizia di reato e quindi il loro decreto è stato ritenuto legittimo.

Ancora al vaglio degli inquirenti le chat di Savoini

Gli investigatori non hanno potuto ancora completare la copia forense di parte del contenuto di un cellulare e in particolare di una chat di Savoini. Nei prossimi giorni dovrebbe, dunque, essere fissato una sorta di incidente probatorio per procedere nel contraddittorio tra le parti per aprire la chat e copiarne il contenuto.
Dalle analisi effettuate finora sarebbero venuti a galla una serie di messaggi preparatori all'incontro al Metropol, almeno dall'estate 2018, fra Savoini, gli altri due italiani coinvolti e persone legate ai tre russi presenti al tavolo per una trattativa con al centro una compravendita di petrolio che avrebbe avuto lo scopo di far finire 65 milioni di dollari nelle casse della Lega.

Bocciata richiesta ricusazione Belsito

È inammissibile la richiesta di ricusazione del collegio della seconda sezione penale della Cassazione, avanzata in aula il 17 luglio dall'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito nell'ambito del filone milanese del processo sui fondi del Carroccio. Il procedimento è per appropriazione indebita su querela avanzata dal segretario della Lega Matteo Salvini nei confronti di Belsito, che è stato condannato a un anno e otto mesi, con pena sospesa, dalla Corte d'Appello di Milano, che il 23 gennaio scorso ha invece pronunciato sentenza di non luogo a procedere per Umberto Bossi e il figlio Renzo. Nei confronti dei due Bossi ha fatto ricorso in Cassazione la procura di Milano, mentre Belsito ha impugnato la sua condanna e, nell'udienza di luglio, ricusato i giudici della Suprema corte. Oggi, la presidente della seconda sezione Mirella Cervadoro ha comunicato ai legali di parte la bocciatura dell'istanza di ricusazione fatta da Belsito.

L'altro filone

L'altro filone, che riguarda il procedimento per la truffa sui rimborsi elettorali istruito a Genova, si è concluso con una sentenza della Cassazione dello scorso 6 agosto, che aveva giudicato prescritti i reati per Umberto Bossi e Francesco Belsito. In quel caso la Suprema Corte aveva annullato senza rinvio le condanne e le confische personali per l'ex leader della Lega e l'ex tesoriere del partito. Belsito resta però responsabile di appropriazione indebita: per lui è attesa in questo caso la rideterminazione della pena in Appello. La confisca dei 49 milioni alla Lega è invece definitiva.

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