Tangenti in Lombardia, pm pronti a chiedere processo per Tatarella e altri imputati

Lombardia
Pietro Tatarella (Agenzia Fotogramma)

Il procuratore aggiunto Alessandra Dolci e i pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri dovrebbero inoltrare al gip Raffaella Mascarino la richiesta del rito immediato nel giro di una decina di giorni

La Procura di Milano potrebbe chiedere di svolgere il processo con rito immediatoper per Pietro Tatarella e altri indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla tangenti in Lombardia, per saltare la fase dell'udienza preliminare. Oltre a Tatarella, ex consigliere comunale milanese ed ex vicecoordinatore lombardo di Forza Italia, la richiesta riguarda una decina di persone, tra cui anche l'ex esponente di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, ribattezzato il "burattinaio". Sono tutti indagati nell'inchiesta 'mensa dei poveri', indagine su un vasto giro di tangenti, appalti truccati, nomine pilotate e finanziamenti illeciti alla politica. (IL VIDEO)

La richiesta della procura

A quanto si apprende, il procuratore aggiunto Alessandra Dolci e i pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri dovrebbero inoltrare al gip Raffaella Mascarino la richiesta di immediato nel giro di una decina di giorni. Richiesta che riguarderà soltanto gli indagati ancora in stato di custodia cautelare, ossia in carcere o ai domiciliari (le misure del blitz del 7 maggio, compresi obblighi di firma, furono 43 in tutto), tra cui anche l'imprenditore della Ecol-Service Daniele D'Alfonso e l'ex manager di Amsa, l'azienda milanese dei rifiuti, Mauro De Cillis e non invece, ad esempio, il consigliere lombardo di Forza Italia, Fabio Altitonante, tornato libero ai primi di agosto.

Lo stralcio di indagine su Attilio Fontana

Gli inquirenti, poi, in uno stralcio dell'indagine che non riguarda accuse di corruzione, dovranno anche decidere se chiudere o meno le indagini, in vista di una richiesta di processo, a carico del governatore lombardo Attilio Fontana, accusato di abuso d'ufficio per un posto assegnato al suo ex socio di studio legale, Luca Marsico, al Nucleo valutazione degli investimenti in Regione. Il suo legale, l'avvocato Jacopo Pensa, già a luglio ha depositato una memoria difensiva in Procura per contrastare le tesi dei pm su presunte violazioni del principio di imparzialità nella pubblica amministrazione e del dovere di astensione per conflitto di interessi.

I primi di settembre Caianiello sarà risentito dagli inquirenti

I primi di settembre gli inquirenti sentiranno nuovamente nel carcere milanese di Opera Caianiello, che a inizio agosto avrebbe reso prima parziali ammissioni su soldi incassati, senza però mai parlare in modo esplicito di mazzette. Tanti indagati, invece, già subito dopo gli arresti e prima della pausa estiva hanno riempito pagine e pagine di verbali collaborando con i pm e, dunque, gli inquirenti nei prossimi giorni inoltreranno a un altro gip le richieste di patteggiamento per una decina di loro, tra cui Alberto Bilardo, ex segretario di Forza Italia a Gallarate e uno degli uomini più vicini a Caianiello.

Il filone d'inchiesta su Lara Comi

Proseguono gli accertamenti in un altro filone dell'inchiesta che vede indagata per finanziamento illecito, corruzione e truffa aggravata l'ormai ex eurodeputata 'azzurra' Lara Comi, e tra gli altri anche Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia. Stando a un verbale agli atti dell'inchiesta, reso da Laura Bordonaro, ex manager di una società partecipata (anche lei ha chiesto di patteggiare), nel corso di un pranzo Caianiello, Comi e Carmine Gorrasi, ex responsabile di Forza Italia a Varese, avrebbero discusso della necessità di costituire società per far transitare soldi al fine sia di realizzare finanziamenti elettorali che di far rientrare parte dei soldi a Caianiello.

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