Milano, uomo trovato morto in un appartamento di viale Monza: un fermo

Lombardia
L'appartamento di viale Monza (Fotogramma)

Gli inquirenti hanno fermato un 47enne perché indiziato dell'omicidio di Milad Gerges, trovato senza vita nella note tra lunedì 5 e martedì 6 agosto. Indagato anche il nipote

Attia Henns, cittadino egiziano di 47 anni senza precedenti, proprietario dell'appartamento di viale Monza, a Milano, dove è avvenuto l'omicidio del connazionale Milad Gerges, è stato fermato intorno alla mezzanotte di martedì 6 agosto con l'accusa di avere ucciso a coltellate il coinquilino. L'uomo avrebbe detto di non ricordare nulla dell'omicidio. Il pm Francesco Ciardi, titolare dell'inchiesta ha chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere per il presunto omicida. Il sospetto è che abbia problemi relazionali, tant'è che inquirenti e investigatori stanno facendo accertamenti per capire il suo stato di salute mentale. Henns, assistito dall'avvocato Pietro Gilberto Pennisi, sarà sentito domani mattina, 8 agosto, a San Vittore dal Gip di Milano Valerio Natale. Al termine dell'udienza, il giudice dovrà decidere sulla richiesta di convalida del fermo e di misura cautelare in carcere.
Indagato per concorso in omicidio anche il nipote del 47enne, che viveva nella casa (erano in sei in tutto), il quale ha chiamato i soccorsi dopo l'accaduto. Interrogato dagli agenti della Squadra Mobile, sarebbe stato prima reticente ma poi ha raccontato quel che ha visto, spiegando, inoltre, che lo zio, ora in cella, lo ha minacciato intimandogli di non chiamare nessuno dopo l'accaduto.

La ricostruzione

Secondo la ricostruzione degli investigatori, Henns condivideva la stanza con il 30enne che ha poi accoltellato da circa un anno e mezzo. Nell'altra camera dell'appartamento invece vivevano due nipoti e altri due connazionali, uno dei quali, essendo irregolare, si è dileguato subito dopo il delitto, facendo perdere le sue tracce. Prima dell'altra notte non c'erano mai state segnalazioni di litigi o urla provenire da quell'appartamento da parte dei vicini di casa. Al momento, l'ipotesi degli investigatori è che l'accoltellamento, tre fendenti alla gola, sia avvenuto nella camera da letto occupata dai due e che i nipoti, che con gli altri due coinquilini dormivano nella camera vicina, si sarebbero svegliati solo dopo aver sentito il trambusto. La vittima si sarebbe trascinata fino al ballatoio dove è poi crollato. Non è ancora chiaro il motivo del gesto, probabilmente dovuto a uno screzio per motivi personali, ma sono stati esclusi sia il movente religioso sia quello legato alla droga.

Le immagini riprese da una telecamera

Avrebbe voluto finirlo sul ballatoio ma quando stava per sferrare il fendente, la lama del coltello che brandiva si è staccata. È quel che si vede dalle immagini della telecamera installata nei pressi dell'appartamento. Da quanto è stato riferito, dal video si può osservare l'uomo agitare una sedia con la chiara intenzione di colpire la vittima, che nel frattempo era fuggita sul ballatoio dove poi si è accasciata. Ma poiché la sedia non passava dalla porta, il 47enne ha impugnato il coltello da cui poi si è staccata la lama. Le riprese della telecamera e le tracce di sangue fanno ritenere che l'accoltellamento sia avvenuto nella camera a due letti che assassino e vittima condividevano. 

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