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Milano: aggrediti da militanti di Casapound, rifiutano risarcimento

Lombardia

Secondo l’accusa, le due vittime sono state picchiate all’interno di Palazzo Marino da alcuni esponenti del gruppo di estrema destra, tra cui l'editore di 'Altaforte' Francesco Polacchi 

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Hanno rifiutato un risarcimento extragiudiziale da 1.800 euro Filippo Santino Masi e Jorge Castro Carasaz, vittime, secondo l’accusa, di un’aggressione avvenuta a Milano all’interno di Palazzo Marino da parte di alcuni militanti di Casapound, tra cui l'editore di 'Altaforte' Francesco Polacchi, la cui casa editrice è stata esclusa dal Salone del Libro di Torino dopo giorni di polemiche. Polacchi, inoltre, è indagato a Torino per apologia del fascismo a causa di alcune sue dichiarazioni. Protagonisti della vicenda Masi, esponente dell'Anpi, e Carasaz, rappresentante di un'associazione in difesa dei migranti. 

L'aggressione

Per i fatti del giugno 2017 Polacchi è a processo a Milano con l'accusa di lesioni personali aggravate. Con lui sono imputati altri sette esponenti di Casapound, accusati, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale e getto pericoloso di cose. Secondo quanto ricostruito, il 29 giugno 2017 alcuni rappresentanti del movimento di estrema destra hanno fatto irruzione nella sala del consiglio comunale di Milano per contestare il sindaco Giuseppe Sala, indagato nella vicenda dell'appalto sulla Piastra di Expo. Il gruppo poi, uscendo dalla sala del consiglio, ha incrociato dentro Palazzo Marino una delegazione di circa dieci persone, tra cui appunto Masi e Carasaz, che stava aspettando di incontrare il capo del gabinetto del sindaco per presentare una richiesta di residenza per migranti richiedenti asilo. La delegazione faceva parte di un gruppo più numeroso, circa 500 persone, che stava facendo un presidio davanti al Comune.

Il racconto delle vittime

Secondo il racconto delle due vittime, prima un militante di estrema destra avrebbe insultato un ragazzo di colore, parte della delegazione in attesa del capo di gabinetto del sindaco, dicendo: "N...o di m...a! Che cosa ci fai tu qui?". Poi Polacchi e un altro imputato, il torinese Maurizio Zatelli, avrebbero iniziato a picchiare Masi e Carasaz. "Mi hanno dato tre cazzotti in testa - ha detto il primo dopo l'udienza di oggi - e sono andato in ospedale, dove mi hanno dato una prognosi di una settimana". "Io faccio parte dell'Anpi, quella gente lì l'ho sempre contestata, ho sempre combattuto i fascisti, non li posso vedere", ha aggiunto Masi spiegando perché non avrebbe accettato il risarcimento.