Milano, striscione fascista a Piazzale Loreto: denunciati nove ultras

Lombardia
Foto (ANSA)

Un capo ultrà laziale, Carlo Corbolotti, l'uomo che avrebbe chiamato il "presente" al drappello, è stato identificato da un video. Gli altri tifosi sono stati individuati tra piazzale Lotto e corso Como

Sono 29 gli ultras identificati e nove i denunciati per aver preso parte al blitz neofascista di ieri, mercoledì 24 aprile, vicino a Piazzale Loreto, a Milano. La Digos ha portato finora in Questura per l'identificazione 28 tifosi, tanti giovanissimi, mentre uno dei capi degli 'Irriducibili' della curva laziale, Claudio Corbolotti, 53 anni, già arrestato nel 2004 per degli scontri fuori dall'Olimpico e con un passato anche nella segreteria dell'allora sindaco di Roma Gianni Alemanno, è stato riconosciuto grazie ad un video. Sarebbe lui l'uomo, che di fronte allo striscione con su scritto 'Onore a Benito Mussolini', ha chiamato il "presente" al drappello di ultrà.

Gli altri tifosi individuati

Oltre a Corbolotti, sono stati denunciati dalla Digos altri sette tifosi laziali per 'manifestazione fascista', mentre un ultrà interista (ne sono stati identificati altri due) è stato denunciato per il possesso di un manganello telescopico. Alcuni passanti hanno aiutato gli investigatori fornendo i numeri di targa di alcune macchine con cui i neofascisti si sono dileguati.

Si sta valutando l'ipotesi di associazione per delinquere

La Digos sta continuando a vagliare le immagini e a raccogliere testimonianze. L'inchiesta, coordinata dal capo del pool antiterrorismo milanese Alberto Nobili della Procura guidata da Francesco Greco, terrà conto, secondo quanto si apprende, di altri episodi di violenza ultrà, anche fisica, tra i quali la 'guerriglia' con un morto prima di Inter-Napoli del 26 dicembre scorso. Gli inquirenti, infatti, stanno valutando anche l'ipotesi di associazione per delinquere per indagare a fondo sulle 'bande' di ultrà. Gli inquirenti hanno intenzione anche di valutare in un quadro complessivo diversi episodi, accaduti nell'ultimo periodo, di commistione tra tifo da stadio, messaggi pseudo-politici e violenza. La Digos in questi mesi ha già raccolto gli esiti di alcuni accertamenti su gruppi organizzati di tifosi violenti, utili per il filone sull'associazione a delinquere, ma gli inquirenti monitorano con attenzione anche l'attività di proselitismo che i capi curva spesso fanno su ultras giovanissimi per spingerli anche ad azioni violente.

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