Processo Expo, Sala: “Non sapevo della retrodatazione dei verbali”

Lombardia

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha risposto alle domande dei magistrati in merito ai verbali relativi alla commissione di gara per la Piastra di Expo 

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, non aveva la consapevolezza della retrodatazione dei verbali relativi alla commissione di gara per la Piastra di Expo. Lo ha detto lo stesso primo cittadino presente in aula per rispondere alle domande alle domande dei magistrati ai quali ha spiegato che "della data non me ne sono preoccupato" e di non ricordare il momento esatto della firma.

I verbali per la Piastra

Sala, imputato per falso in relazione alla retrodatazione di due verbali per sostituire in corso d'opera due componenti della commissione di gara per la Piastra, ha ricordato che la questione della incompatibilità dei due commissari, posta da Ilspa (Infrastrutture Lombarde spa, società partecipata da Regione Lombardia), per lui "era uno dei tanti problemi sorti in Expo e che era stato risolto in modo abbastanza veloce", in quanto ha ribadito in aula, "c'era sempre il tema dell'urgenza. Ogni giorno, nonostante fossimo a tre anni dalla chiusura, era chiarissimo che eravamo in ritardo. Ogni giorno perso era un giorno in meno. È stata una lotta contro il tempo".

Le parole di Sala in aula

Rispondendo alle domande di uno dei suoi difensori, l'avvocato Salvatore Scuto, Sala ha spiegato di non ricordarsi esattamente quando ha posto la firma ai due verbali (avvenne il 31 maggio 2012 ma i due atti avevano la data del 17 maggio), perché durante gli anni in cui fu Ad e commissario della società che gestiva l'Esposizione Universale ne ha firmati "migliaia. Questo non l'ho sentito come uno dei passaggi più rilevanti della storia di Expo. Per me la procedura era standard. La mia spesso era una verifica sommaria basata sulla fiducia che i tecnici e gli esperti avessero guardato tutto". E ancora: "ricordo che si era ricomposta la commissione e non si era perso molto tempo" e che dopo la vicenda in Expo era stata "messa in atto una mappatura del personale per evitare questi incidenti" e per individuare eventuali incompatibilità. In relazione al fatto di aver firmato due verbali retrodatati, ha spiegato che "della data non me ne sono preoccupato. Il mio scrupolo era che" venissero individuate "le professionalità migliori" per coprire l'incarico di commissario.

“Spero di essere assolto”

Inoltre ha detto di essere "sicuro di non aver mai parlato" con l'ingegnere Carlo Chiesa, uno dei manager che lavorava con lui "della retrodatazione". Sala dopo essere stato sentito come testimone sul capo di imputazione - che non lo riguarda - sulla presunta turbativa d'asta relativo al maxi appalto per la Piastra dei servizi vinto dalla Mantovani, ha lasciato l'aula. Rispondendo alle varie domande dei cronisti, a chi gli ha chiesto se spera di essere assolto ha replicato: "Spero fortemente di sì".  

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