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Milano, autobus incendiato: Procura vuole processo con rito immediato

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2' di lettura

I giudici vogliono saltare la fase dell'udienza preliminare nel procedimento nei confronti di Ousseynou Sy, l'autista che il 20 marzo ha sequestrato 51 bambini su un bus e ha poi dato fuoco al veicolo

La Procura di Milano punta a chiedere il processo con rito immediato, saltando la fase dell'udienza preliminare, per Ousseynou Sy, l'autista che il 20 marzo ha tenuto in ostaggio 51 bambini, due insegnanti e una bidella e poi ha dato fuoco al bus a San Donato Milanese. Inquirenti e investigatori stanno lavorando per definire le indagini in tempi rapidi e per arrivare a una richiesta di giudizio immediato nelle prossime settimane, dopo che avranno raccolto tutte le testimonianze necessarie, comprese quelle dei bambini, e dopo approfondimenti con consulenze tecniche. Poi, al termine di una serie di analisi tecniche, nelle prossime settimane, dovrebbe essere inoltrata al Gip, Tommaso Perna, la richiesta di processo immediato. 

L'interrogatorio a Sy

Nell'interrogatorio davanti al giudice, l'uomo, difeso dal legale Davide Lacchini, si era giustificato con le "voci" di "bambini morti in mare" che l'avrebbero spinto ad agire, ma il Gip non ha creduto a quella "posticcia e maldestra opera di rivisitazione della realtà" e ha deciso, come chiesto dal capo del pool antiterrorismo milanese, Alberto Nobili, e dal PM, Luca Poniz, che debba rimanere in carcere anche per l'accusa principale di strage aggravata dalla finalità terroristica.

Gip: "Voleva colpire una popolazione uccidendone i figli"

Sy, come aveva spiegato il Gip nell'ordinanza, ha voluto intimidire una "popolazione, colpita nella sua primaria essenza vitale, ovvero i suoi figli". Ha "reagito - aveva scritto il giudice - a un male che egli ritiene ingiusto per il suo popolo", ossia le politiche italiane ed europee nei confronti dei migranti, "con una sorta di rappresaglia verso un altro popolo". Lo scopo "era quello di costringere, o comunque condizionare, le politiche migratorie attualmente adottate dal Governo".

Il video

L'uomo, al momento dell'attentato, aveva un coltello, un accendino ma anche una pistola, che non è stata trovata, come ha raccontato un insegnante: "Ha alzato la sua maglietta mostrando una pistola inserita all'interno dei pantaloni". Prima di entrare in azione ha anche realizzato un video-manifesto. Gli inquirenti hanno cercato di recuperare il video, inoltrato da Sy nel suo canale privato YouTube ai suoi contatti, i quali, però, non l'hanno ricevuto. Hanno chiesto anche un aiuto a Google per recuperarlo. 

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