Imane Fadil, legale della famiglia: Enea ha escluso radioattività

Lombardia
Imane Fadil (ANSA)

Secondo quanto dichiarato dall’avvocato dei familiari della donna, il centro specializzato romano ha escluso la presenza di radioattività dal corpo della giovane

Il centro specializzato romano che si è occupato di analizzare i campioni di organi di Imane Fadil (CHI ERA), l’Enea, ha escluso la presenza di radioattività dal corpo della giovane, testimone chiave nel caso Ruby. Lo ha dichiarato ai giornalisti Mirko Mazzali, avvocato dei familiari della 34enne marocchina morta l'1 marzo scorso all'Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano. Mazzali lo ha affermato fuori dall'istituto di medicina legale di Milano dove sarà svolta l'autopsia.

L'avvocato: "I parenti di Imane sono molto arrabbiati"

"I familiari sono molto provati, molto arrabbiati, perché non riescono a capire come sia possibile che una persona sia morta così giovane", ha spiegato ai giornalisti Mazzali. "Nessuno della famiglia si capacita della morte. Stanno un po' riflettendo sul fatto che è stata ricoverata per tanto tempo", senza che si sia arrivati a una diagnosi. In merito a eventuali tesi complottistiche, Mazzali ha risposto: "Non seguo linee complottistiche. Abbiamo nominato un nostro consulente, aspettiamo il suo parere". L'avvocato ha poi sottolineato che "i risultati dovrebbero arrivare entro un mese, perché anche la Procura ha fretta di capire". Secondo Mazzoli, entro qualche giorno i pm che si occupano dell'indagine, che è ancora "a trecentosessanta gradi", potranno dare il nulla osta per la sepoltura e quindi il funerale della ragazza. "Non vedo motivo per rimandare", ha concluso l'avvocato.  

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