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Tifoso morto, capo ultrà interista ammette: "Presente agli scontri"

I titoli di SkyTg24 delle 10 del 22/01

3' di lettura

Il capo dei Viking nerazzurri, Nino Ciccarelli, ha ammesso la propria presenza agli scontri del 26 dicembre scorso, prima della partita Inter-Napoli, ma non ha parlato dell'organizzazione dell'agguato

Nino Ciccarelli, capo dei Viking nerazzurri, ha voluto rispondere ad alcune domande dei giudici, rilasciando dichiarazioni spontanee, ammettendo davanti al Gip, Guido Salvini, la propria partecipazione agli scontri del 26 dicembre scorso, prima della partita Inter-Napoli. L'interrogatorio, che si è svolto nel carcere di San Vittore, a Milano, è durato circa un'ora. Durante la deposizione Ciccarelli, arrestato il 17 gennaio scorso, non ha voluto parlare di presunti ruoli organizzativi dell'agguato contro i supporter napoletani, costato la vita a Daniele Belardinelli (CHI ERA), travolto da una o due auto (VIDEO - FOTO).

Piovella resta in carcere

Marco Piovella, detto 'il Rosso', ritenuto il capo del gruppo Boys della curva interista, resta in carcere. A stabilirlo è stato il Tribunale del Riesame, che ha confermato la misura cautelare anche nei confronti di Francesco Baj e Simone Tira, i primi arrestati insieme con il 21enne Luca Da Ros, che ha ottenuto i domiciliari facendo, tra gli altri, i nomi proprio di Piovella e Ciccarelli.

Le dichiarazioni di Ciccarelli

In via Novara, a meno di due chilometri da San Siro, dove ci fu l'assalto alla carovana di auto dei napoletani, "ci sono arrivato per caso", ha ribadito Ciccarelli, difeso dal legale Mirko Perlino. "Ho visto da lontano gli scontri - aveva già messo a verbale in Questura il 49enne, con 12 anni di carcere alle spalle, lo scorso 30 dicembre - e mi sono unito ai miei amici per partecipare ai tafferugli". Ciccarelli aveva già ammesso anche di essersi ferito al naso e ad una guancia durante la guerriglia, colpito al volto "con un'asta" da un napoletano, mentre per alcune ferite da arma da taglio, come quella ad una coscia, aveva sostenuto di essere caduto su "dei cocci". Una versione che non ha convinto il Gip, così come la sua presenza casuale sul luogo degli scontri.

La pianificazione degli scontri

Da Ros ha indicato il capo dei Viking tra i presenti al pub Cartoons dove si sarebbero radunati gli ultras prima della 'azione militare', Ciccarelli ha negato o non ha risposto alle domande sul blitz, che per i Pm sarebbe stato "pianificato", e ha raccontato di non aver visto il momento dell'investimento del "mio amico 'Dede'". Ciccarelli ha spiegato di aver solo sentito delle urla, di aver visto un "corpo a terra" e poco dopo "due macchine" allontanarsi. Alessandro Martinoli, intanto, ultrà del Varese che era con altri a un incontro "preparatorio" a casa di Belardinelli a Natale, ha chiesto, tramite l'avvocato Laura Cerri, i domiciliari, dopo le ammissioni davanti al Gip. Un'istanza sarà presentata anche dalla difesa di Ciccarelli.

Proseguono le indagini

E se tutti gli identificati sono anche indagati per omicidio volontario, sono quattro le auto sequestrate a Napoli su cui si stanno facendo verifiche, mentre a diversi ultras partenopei, nel frattempo, sono stati comminati Daspo. Non sono ancora conclusi, infine, gli accertamenti autoptici sul corpo di Belardinelli (30 giorni per la relazione) e la vedova ha nominato un legale, Paolo Bossi, per costituirsi parte civile nel futuro processo.

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