Terra Madre Salone del Gusto 2026: 40 anni di Slow Food Italia

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Nato nel 1986 come risposta alla cultura della velocità, Slow Food ha trasformato negli anni la difesa del piacere del cibo in una battaglia per biodiversità, sostenibilità e comunità. L'appuntamento di quest'anno si tiene per la prima volta, senza il suo fondatore Carlo Petrini, scomparso lo scorso maggio a Bra all'età di 76 anni

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Torna nel cuore di Torino Terra Madre - Salone del Gusto 2026, la quattro giorni (24-27 settembre) dedicata a degustazioni, laboratori, incontri e dibattiti all'insegna dello slow food e del motto di quest'anno: "Biodiversity. Be diversity". L'iniziativa compie 40 anni ed è alla sua 46esima edizione. Si tiene quest'anno, per la prima volta, senza il suo fondatore Carlo Petrini, scomparso lo scorso maggio a Bra all'età di 76 anni.

La storia

Nel 1986, a Bra, nel cuore delle Langhe, nasceva un movimento destinato a cambiare il modo di parlare di cibo, agricoltura e ambiente. L'idea iniziale era una critica alla cultura della velocità che stava trasformando anche il rapporto con il cibo. Tre anni più tardi, nel 1989, il movimento sarebbe diventato internazionale con il nome Slow Food e con un manifesto che si proponeva esplicitamente come alternativa alla “fast life”. Slow Food festeggia quest'anno i suoi 40 anni proprio a Torino, durante Terra Madre Salone del Gusto, in programma dal 24 al 27 settembre. Quattro decenni nei quali quella che era nata come Arcigola è diventata un’organizzazione internazionale presente in oltre 120 Paesi. Era il 26 luglio 1986 quando si chiudeva il congresso fondativo dell’associazione e veniva eletto presidente Carlo Petrini. 

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Ma negli anni il cibo diventa soltanto il punto di partenza di una riflessione più ampia. Alla difesa del buon cibo sano e delle tradizioni locali si affiancano la tutela della biodiversità, la sostenibilità ambientale e sociale e la valorizzazione delle comunità agricole. È la visione riassunta nella formula del “buono, pulito e giusto”.

 

Gli anni Novanta segnano poi alcune tappe decisive: nel 1990 nasce Slow Food Editore e viene pubblicata la prima edizione di Osterie d’Italia. Nel 1994 arrivano i Laboratori del Gusto e nel 1996, a Torino, la prima edizione del Salone Internazionale del Gusto, dove viene presentata anche l’Arca del Gusto, il catalogo dei prodotti tradizionali a rischio di scomparsa.

 

Nel 2004 nasce Terra Madre: a Torino si incontrano per la prima volta cinquemila delegati da 130 Paesi, tra contadini, pescatori, artigiani, cuoche e cuochi, ricercatori e rappresentanti delle comunità locali. Il cibo diventa così una lente per parlare anche delle condizioni sociali, economiche e ambientali della sua produzione. Nel 2012 Salone del Gusto e Terra Madre si uniscono, portando al centro della manifestazione torinese la rete internazionale delle comunità del cibo e una riflessione su agricoltura, territori, biodiversità e relazioni economiche.

40esimo anniversario

Quarant’anni dopo, Slow Food torna dunque a Torino per raccontare la propria storia, ma anche per interrogarsi sul futuro. Per l’edizione 2026 Terra Madre propone infatti “Quaranta voci per quarant’anni”: quattro giornate e 40 protagonisti chiamati a ripercorrere, ciascuno da un punto di vista diverso, i cambiamenti attraversati dal movimento e dal sistema alimentare. Non soltanto una celebrazione, ma una riflessione su ciò che è stato salvato, trasformato o perso in questi quattro decenni.

 

Inoltre, il compleanno si festeggia proprio durante i giorni di Terra Madre. Ma in realtà è solo una delle tappe diffuse in tutto l'anno, in cui Slow Food ha trovato il modo di celebrare la sua lunga storia. Quest'anno, al centro dell’evento c’è la biodiversità – di flora e fauna, ma anche dei cibi, dei saperi e delle culture. Si pensa a questa risorsa preziosa come un tesoro da custodire e uno strumento fondamentale per garantire un futuro alle nuove generazioni. "La diversità per Slow Food è incontro, dialogo e cultura di pace - si legge sul sito - l’unica ricchezza in grado di salvarci".

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