Roma, inaugurato il murales da "vedere" con le mani per gli ipovedenti
LifestyleChiudete gli occhi. Provate a toccare una parete, sfioratela con le dita e immaginate quello che c'è davanti a voi. Nel quartiere Testaccio, a Roma, c'è un muro che anche a occhi chiusi può raccontare una storia
Nel quartiere Testaccio, a Roma, c'è un muro che anche a occhi chiusi può raccontare una storia.
Un murale in rilievo per permetterne la visione anche a ciechi e ipovedenti. L’iniziativa è di IAPB Italia (l’agenzia italiana per la prevenzione della cecità) in collaborazione con il Comune di Roma.
“Questo murales mi fa percepire bene la forma dell'occhio. In particolare questa parte liscia che sento, che scaturisce da quella perla che viene dalla prima immagine e qui si focalizza al centro, con la pupilla che è il fulcro dell'occhio. E nella pupilla io posso riconoscere bene questo punto. Che è lo specchio dell'anima, quello che mi fa vedere dentro le persone. Quando dico vedere io, come voi che vedete, tocco. Ma dico vedere”, racconta una signora non vedente mentre sfiora con i polpastrelli il muro di cinta dell’Istituto Superiore De Amicis Cattaneo di Roma.
Le dita seguono le forme, riconoscono i volumi. Quella che per chi vede è un'immagine, qui diventa un'esperienza da leggere con le mani.
Il murale si intitola “La vista è una perla preziosa, proteggila con la prevenzione”. È stato realizzato dall'artista Jerico Cabrera Carandang.
Si parte da una perla, simbolo di qualcosa di prezioso e fragile. Poi le forme cambiano, si avvicinano sempre di più a un occhio. Fino alla pupilla, il punto in cui la storia prende forma.
“Penso davvero, forse per la prima volta al mondo, di poter fruire e godere della bellezza di un murale e poterlo fare in un modo alternativo, cioè con il tatto che sostituisce la vista della quale purtroppo non posso disporre”, dice il presidente dell’IAPB, Mario Barbuto.
Un'opera pensata per chi vede, ma anche per chi vede poco o non vede affatto. Le superfici sono state lavorate con texture, rilievi e volumi. E accanto al murale ci sono targhe esplicative anche in Braille.
“Attraverso la cultura e l'arte noi rendiamo accessibile a tutti e quindi superiamo anche dei gap che ci sono. È un'opera d'arte, un murales visitabile, vedibile anche dai non vedenti e dagli ipovedenti”, commenta Pino Battaglia, assessore alle Periferie del Comune di Roma.
Ma dietro la bellezza c'è un messaggio preciso. Quello della prevenzione. Perché la vista è un bene prezioso e fragile, e proteggerla significa anche fare controlli e diagnosi precoci.
“Questo dono a disposizione del genere umano noi dobbiamo proteggerlo con la prevenzione, con le visite periodiche, con l'attenzione ai propri occhi”, dice ancora il presidente dell’IAPB.
A Testaccio, però, oggi la prevenzione passa anche attraverso un muro. Un muro che normalmente si guarda. E che, per una volta, invita soprattutto a essere sfiorato.
Perché ci sono immagini che si possono incontrare con gli occhi. E altre che, semplicemente, si possono vedere con le mani.