Prende il via domani, giovedì 21 maggio, la quinta edizione della Settimana della Cucina turca che coinvolge ambasciate e consolati turchi in tutto il mondo con eventi dedicati e collaborazioni tra chef provenienti da diverse tradizioni culinarie. A Roma esemplare l'incontro tra Ozan Kumbasar (due stelle Michelin e una Stella Verde) e Francesco Apreda. Il tema scelto per il 2026 è “Bir Sofrada Miras” – “Un patrimonio in una sola tavola”
Celebrare la tavola come patrimonio condiviso. Onorare la cucina come spazio di dialogo tra epoche, geografie e stili di vita diversi. Prende il via domani, giovedì 21 maggio, la Settimana della cucina turca, giunta quest’anno alla sua quinta edizione. L’iniziativa, che coinvolge ambasciate e consolati turchi in tutto il mondo con eventi dedicati, è un’ottima opportunità per conoscere la ricca biodiversità della cucina di questo Paese (che, con il suo rispetto per la tradizione, sa essere contemporanea e all’avanguardia) e fare un vero viaggio tra i suoi sapori più autentici. Il tema scelto per il 2026 è “Bir Sofrada Miras” – “Un patrimonio in una sola tavola” che ben interpreta quel concetto di gastronomia come opera collettiva fatta di storia, territori condivisi e tecniche antiche.
Patrimonio stratificato
La cucina turca è un patrimonio stratificato formatosi nel corso dei secoli attraverso l’intreccio di modelli di vita, sistemi produttivi, migrazioni e rituali. Le tracce di queste contaminazioni sono ancora oggi riconoscibili nelle tecniche di cottura, nell’utilizzo degli ingredienti, nelle tavole rituali e nelle abitudini alimentari quotidiane e configurano un sistema in cui elementi come il forno, il tandır e il sac convivono con la trasformazione di prodotti fondamentali (cereali e olio d’oliva) e con pratiche come la fermentazione e la preparazione di piatti rituali che danno forma a una cultura gastronomica basata su apprendimento condiviso, adattamento e continuità.
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Cross-Table Collaborations: a Roma Kumbasar-Apreda
Elemento centrale della Settimana della Cucina turca è il format delle Cross-Table Collaborations, che prevede la creazione congiunta di piatti da parte di chef provenienti da diverse tradizioni culinarie, con l’obiettivo di rendere visibile l’interazione tra cucine attraverso linguaggi contemporanei, sia in contesti nazionali che internazionali. In Italia, a Roma, questo dialogo prende forma nella collaborazione tra lo chef turco Ozan Kumbasar e lo chef italiano Francesco Apreda. Cofondatore e chef del ristorante Vino Locale, situato a Urla (nella provincia di Smirne, lungo la celebre Urla Wine Route) chef Kumbasar arriva a Roma proponendo una cucina contemporanea dell’Egeo basata su stagionalità, filiera locale e sostenibilità. Affiancato dalla moglie, la sommelier Seray Kumbasar, nel 2026 ha ottenuto due stelle Michelin e una Stella Verde Michelin, diventando uno dei ristoranti simbolo della nuova gastronomia turca.