La Valtellina si conferma una meta ideale per chi desidera vivere un'esperienza di viaggio autentica e immersiva, capace di andare oltre la vacanza tradizionale. In questo contesto si inserisce il concetto di "whycation", un approccio al turismo più consapevole e profondo, basato sulla scoperta del territorio, delle comunità locali e delle loro tradizioni, tra cui i cinque ecomusei che vi proponiamo oggi.
Ecomuseo Valle Spluga: lungo l’antica via delle Alpi
- Ne fanno parte i comuni di Campodolcino, Madesimo e San Giacomo Filippo.. Tra gli elementi più caratteristici della Valle Spluga, spiccano i carden, antiche costruzioni rurali che rappresentano un tratto distintivo del paesaggio locale: si tratta di piccoli edifici in legno, spesso rialzati su pali o basamenti in pietra, progettati per conservare prodotti agricoli come fieno, cereali o altri alimenti destinati all’inverno, proteggendoli dall’umidità e dagli animali.
Ecomuseo Valgerola: saperi, leggende e cultura locale
- Simbolo dell’Ecomuseo Valgerola è la figura dell’Homo Selvadego, rappresentata in un affresco conservato in località Sacco, nella cosiddetta “camera picta”. L’opera è un rarissimo esempio in ambito rurale di pittura profana del Quattrocento e raffigura una creatura leggendaria legata ai racconti popolari dei montanari, un uomo dal corpo peloso e dalla barba fluente che si presenta attraverso una sorta di fumetto: “Ego sonto un homo salvadego per natura, chi me ofende ge fo pagura”.
Ecomuseo Valli del Bitto di Albaredo: la montagna come luogo di produzione artigianale
- L’itinerario consente di scoprire le tracce della vita tradizionale di montagna, tra vecchie segherie, carbonaie, caselli del latte e antichi forni fusori del ferro risalenti al XIV secolo. Un paesaggio culturale e naturale ancora vivo, con la produzione del formaggio Matusc, e degli alpeggi, pascoli d’alta quota sfruttati in estate, da cui nasce il rinomato Bitto. Grazie a visori dedicati, i visitatori possono immergersi nella vita del borgo com’era un tempo.
Ecomuseo della Valmalenco: la ricchezza delle pietre locali
- La storia di questi luoghi, così come la sua economia e conformazione geologica, è fortemente segnata dalla ricchezza di risorse minerarie, soprattutto talco, pietra ollare e serpentini, che hanno influenzato profondamente lo sviluppo del territorio. Accanto a questa dimensione, emerge anche una storia quotidiana fatta di lavoro agricolo nei piccoli campi e sugli alpeggi, oltre che di allevamento e lavorazione del latte. I percorsi di visita proposti dall’ecomuseo sono al tempo stesso fisici e culturali.
Ecomuseo delle Terrazze Retiche di Bianzone: il paesaggio dei vigneti storici
- Tra Tirano e la Val Poschiavo in Svizzera, si estende il territorio dell’Ecomuseo delle Terrazze Retiche di Bianzone, comune della media Valtellina in provincia di Sondrio; qui, il paesaggio è caratterizzato da antichi terrazzamenti vitati, che si sviluppano dal monte verso il piano, creando un equilibrio tra natura e intervento umano. Accanto a queste tracce del passato si inseriscono gli edifici religiosi, tra cui la Parrocchiale di San Siro (XI secolo).