L'inseparabile amico e socio di Topolino festeggia il compleanno con una serie di iniziative editoriali di Panini, per ripercorrerne le origini e l'evoluzione
Novanta anni fa, nel maggio del 1932, un nuovo personaggio faceva capolino in un cortometraggio Disney con Mickey Mouse protagonista, La rivista di Topolino. Tra il pubblico di un concerto diretto dal già famosissimo topo in calzoncini, un cane arruffato sgranocchia patatine prima di lasciarsi andare a una buffa risata e prendere le botte degli altri spettatori indisposti dalla confusione che sta creando. Non ha un nome, è poco più che un figurante, una comparsa che fa da contorno, ma ha potenziale. Di lì a poco diventerà Dippy Dawg, cane pazzo, poi Goofy, debutterà anche sui fumetti disegnato da Floyd Gottfredson e in Italia sarà conosciuto come Pippo.
Una storia speciale su Topolino
Sì, Pippo compie 90 anni e Panini Comics lo celebra con una serie di uscite tra fumetteria ed edicola. I festeggiamenti si sono aperti a inizio mese con Pippo e i bracciali di Maciste, storia inserita nel Topolino numero 3467 e firmata da Francesco Artibani (ai testi) e Lorenzo Pastrovicchio (ai disegni). Un’avventura dal sapore vintage, con i personaggi principali (accanto a Pippo compaiono Topolino e Paperino, compagni di tante avventure animate) disegnati negli abiti della tradizione originale, in cui emerge una delle qualità principali di Pippo: la generosità.
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Due raccolte di storie
Sempre a maggio sono usciti due libri da fumetteria: Io, Pippo (304 pagine, 25 euro), una antologia di storie tra le quali spicca il primo incontro con la strega Nocciola, e I pensieri di Pippo (160 pagine, 29,90 euro) riedizione dell’Oscar Mondadori pubblicato negli anni ’70 che al suo interno raccoglie, per la prima volta nel formato originale, quattro avventure a strisce pubblicate sui quotidiani americani a cavallo tra gli anni ’40 e ’50, con testi di Merryl De Maris e Bill Walsh e gli splendidi disegni di Floyd Gottfredson.
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Le metamorfosi di Pippo
Un’occasione per recuperare le origini e l’evoluzione di un personaggio che, come abbiamo già detto, era nato per fare da spalla ma ha finito per acquisire una propria personalità distinta e unica, guadagnandosi avventure in solitaria. Un personaggio cresciuto e maturato soprattutto in Italia, sulle pagine di Topolino. Se infatti il suo nome americano, Goofy, letteralmente “sciocchino”, è la chiara spia di quali fossero le intenzioni di caratterizzazione iniziali, Pippo ha saputo affrancarsi dallo stereotipo di personaggio stupido.
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Una logica personale
Pippo è semplice, credulone e creativo ma estremamente razionale quando si tratta di opporsi all’esistenza delle streghe, disordinato, confusionario, originale ed eclettico. Pippo non è vuoto, non è privo di logica, piuttosto ne segue una tutta sua. È un campione del pensiero indipendente e laterale e spesso e volentieri si rivela una risorsa importante per risolvere i casi più spinosi davanti ai quali si trova Topolino. Ma è anche capace di trasformarsi in supereroe mangiando speciali arachidi ed è stato un romanziere prolifico con I Mercoledì di Pippo (Panini pubblicherà prossimamente una selezione delle storie migliori del filone).
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La famiglia di Pippo
Intorno a Pippo, poi, si è creato un mondo variegato eppure coerente di personaggi. Se nei cartoni animati viene spesso affiancato dal figlio Max, nei fumetti italiani a fargli compagnia è il nipote Gilberto, studente modello e piccolo genio. Particolarmente fortunato, come personaggio, anche il cugino archeologo Indiana Pipps, che gira il mondo alla caccia di nuove avventure sulla sua Gippippa ingoiando una negrita dopo l’altra. Per tacere del lunghissimo albero genealogico di antenati che affonda le sue radici praticamente nella preistoria.
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Le origini del successo
Il mix tra caratteristiche facilmente riconoscibili e capacità di sorprendere ogni volta il lettore è probabilmente la ragione del successo di un personaggio unico nel panorama disneiano. Uno di quelli che si prestano a più livelli di lettura, capace di far ridere e riflettere al tempo stesso, evolvendosi senza perdere mai lo spirito delle origini. Da novanta anni a questa parte.