Caravaggio e la ragazza, Messina e l'arte della rivoluzione

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Vittorio Eboli

Anche il diritto alla creatività è stato calpestato per secoli. Specie quello delle donne. Chi meglio di un iracondo e geniale ubriacone come Caravaggio poteva rompere certe regole della società del suo tempo? Nasce da questa idea un graphic novel omaggio a tutte le giovani anticonformiste che hanno cambiato i nostri costumi. E alla città di Messina

Messina, 1608. Esattamente 300 anni prima del famoso terremoto. Sullo Stretto, dalla lontana Caravaggio, arriva Michelangelo Merisi: ingaggiato da un ricco commerciante che gli commissiona un ritratto della figlia, Isabella. Caravaggio e la ragazza (Feltrinelli Comics, 96 pagine, 16 euro) è un omaggio alla città di Messina, alla Messina che fu, rasa al suolo dal sisma e ricostruita idealmente dal racconto di Nadia Terranova e dal pennello di Lelio Bonaccorso: due messinesi doc in un atto d’amore per la propria terra.

Caravaggio e la ragazza
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“Volevano raccontare la nostra città – racconta a Sky TG24 Nadia Terranova, finalista al premio Strega 2019 con Addio Fantasmi –, ricca di storia ma con aspetti poco raccontati, la città che ha dato i natali non solo ad Antonello da Messina ma anche a Polidoro Caldara e altri grandi pittori. Con Bonaccorso ci ‘corteggiavamo’ da tempo”. E come nasce la scintilla? “Una sera a cena, a Roma, Tito Faraci, curatore della collana Feltrinelli, ci chiese di collaborare per un progetto legato a Messina – racconta Lelio Bonaccorso, tra gli autori di Dylan Dog –. Siamo stati subito felicissimi dell’idea. Abbiamo deciso di fare di Caravaggio il protagonista: uno dei nostri artisti preferiti, a Messina fece un passaggio forse poco noto della sua vita, era perfetto perché univa le nostre passioni”.

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La realtà si fonde con la finzione

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Il graphic novel (“meglio romanzo a fumetti” ci tiene a precisare Nadia Terranova) non è solo un documentario storico: realtà e finzione si fondono perfettamente nelle figure del maturo genio lombardo e della sbocciante giovane siciliana. “La storia di Isabella è totalmente inventata – spiega Terranova –, è una ragazza giovanissima e ribelle affascinata dall’arte della pittura; la Storia è piena di pittrici ostacolate dalla mentalità e dalla società dominata dai maschi. Quale personaggio migliore di Caravaggio, rivoluzionario e anticonformista, poteva essere a sorpresa un femminista ante litteram! Lui amava e comprendeva le donne, molto più di quanto facesse la società dell’epoca, lui poteva essere davvero così: volevo ribaltare l’immagine del maestro modello di virtù”.

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“Caravaggio è il mio artista preferito – racconta Bonaccorso – e nel suo soggiorno messinese ha realizzato due tele: La resurrezione di Lazzaro e L’adorazione dei pastori”. Disegnare Caravaggio assieme ai paesaggi di una Messina che non esiste più è stato quindi un doppio impegno ma anche un doppio piacere. “Mi sono rivolto a uno storico, un amico messinese, per documentarmi al meglio con le illustrazioni d’epoca: le ho studiate e disegnate. Ho fatto ricerche anche sull’abbigliamento dell’epoca, il look, come acconciature di capelli o barbe: insomma ho cercato di rendere l’anima della città, per mostrarla a tutti e anche ai miei concittadini, perché Messina è un luogo pazzesco e ricco di storia che i messinesi stessi troppo spesso non conoscono”. Quella Messina non esiste più, rasa al suolo dal terribile sisma del 1908. “Messina non ha mai fatto pace col passato, cerca di sanare una ferita che è nell'inconscio collettivo – conclude Bonaccorso –, mi auguro che questo libro metta un piccolo tassello”. Per rendere le atmosfere caravaggesche di inizio ‘600, ai colori ha collaborato Alessandro Oliveri, giovane messinese: la prevalenza di beige e marrone scuro, tinte molto presenti nei dipinti di Caravaggio, restituiscono la suggestione dei suoi chiaro-scuri, in forte contrasto con la luce e l’azzurro quasi verdognolo del sole e del mare dello Stretto.

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Un tuffo nel passato e progetti futuri

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Quali progetti futuri per l’insolita coppia di autori? Nadia Terranova, scrittrice di successo, non esclude altre incursioni nel mondo della narrativa disegnata: “È stato il mio primo fumetto, da appassionata del genere mi sono lanciata. Mi sento sempre a mio agio quando scrivo, anche un fumetto: lo rifarò, certo. Per ora sto chiudendo le bozze di un romanzo illustrato per ragazzi, uscirà a maggio”. Progetti futuri con Marco Rizzo, invece, per Bonaccorso: “Abbiamo pubblicato in Francia, per Feltrinelli, poi sto lavorando a un racconto sui vespri siciliani, con due eroine, uscirà per Tunuè l’anno prossimo”.

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