Riscaldamento, come usarlo al massimo risparmiando in bolletta: le regole da seguire
EconomiaIntroduzione
Con l’arrivo dell’inverno e i termosifoni che si riaccendono, torna alta l’attenzione sulle accortezze da usare per risparmiare sulle bollette. Secondo l'Enea (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile), basta abbassare la temperatura di un solo grado per ridurre fino al 10% il consumo di combustibile destinato al riscaldamento. Il risparmio in bolletta sarà consistente: può superare i 100 euro. Ma ci sono anche altri accorgimenti da valutare.
Quello che devi sapere
Prima regola: riscaldare con la regola dei 19 gradi
Nello specifico, l'Enea ha pubblicato quattro linee guida per aiutare le famiglie a ridurre i consumi energetici e contenere i costi in bolletta. "Bastano 19 gradi per avere in casa il comfort necessario. Per ogni grado in meno si risparmia fino al 10% sui consumi di combustibile", ha spiegato Nicolandrea Calabrese, responsabile del laboratorio Enea di Efficienza energetica negli edifici e sviluppo urbano.
Ma questo come si traduce in cifre? Se si guarda all'ultimo prezzo pubblicato da Arera, cioè 0,882638 euro per metro cubo standard (Smc), per la quota variabile di vendita del gas nel Servizio di tutela della vulnerabilità, e se si ipotizza che un'abitazione consumi 1.000 metri cubi (standard) di gas per il solo riscaldamento durante la stagione invernale, la riduzione massima del 10% indicata dall'Enea corrisponderebbe a 100 Smc risparmiati. Moltiplicando questa quantità per il prezzo Arera si ottiene il risparmio in bolletta: circa 88 euro a stagione sulla componente di vendita del gas.
Per approfondire:
Energia: riscaldamento a rischio per 50 milioni di europei. L'allarme del Commissario Ue
Seconda regola: combattere la dispersione termica
Ad ogni modo, va ricordato che il risparmio effettivo dipende dalle caratteristiche dell'abitazione, dall'isolamento termico, dall'efficienza dell'impianto, dal contratto di fornitura e dalle condizioni climatiche. In questo senso, la seconda regola di Enea riguarda la dispersione termica: anche un impianto efficiente può consumare inutilmente energia se il calore prodotto viene disperso o non riesce a diffondersi correttamente negli ambienti.
L'Enea quindi raccomanda di non coprire i radiatori con tende o mobili, che possono ostacolare la diffusione del calore, e di schermare le finestre durante le ore notturne abbassando le tapparelle o utilizzando tende pesanti. Anche il ricambio d’aria deve essere gestito correttamente: aprire le finestre rimane indispensabile per garantire la qualità dell’aria interna, ma durante l’inverno è preferibile effettuare ricambi brevi, possibilmente nelle ore centrali della giornata, evitando di lasciare gli ambienti aperti più del necessario.
Terza regola: adottare tecnologie ad alta efficienza
La terza regola è invece sugli impianti di riscaldamento. Adottare tecnologie ad alta efficienza può ridurre i consumi complessivi fino al 25%, attraverso l'installazione di caldaie a condensazione o pompe di calore di ultima generazione, abbinate a valvole termostatiche e sistemi avanzati di regolazione. Un ruolo importante viene attribuito anche alla digitalizzazione dei consumi energetici: cronotermostati, sensori di presenza, regolatori elettronici e contatori intelligenti permettono di adattare automaticamente il funzionamento degli impianti alle effettive esigenze degli occupanti, individuando eventuali anomalie e limitando gli sprechi.
Quarta regola: manutenzione periodica degli impianti
La quarta e ultima regola riguarda la manutenzione periodica degli impianti. Secondo Enea, un impianto perfettamente efficiente può consentire di ridurre i consumi energetici fino al 40%. La manutenzione è importante anche per la sicurezza ed è regolata dalla legge: il Dpr 74/2013 prevede che i controlli e gli eventuali interventi siano effettuati da imprese abilitate, secondo le prescrizioni e le periodicità stabilite dalla documentazione tecnica dell'impianto e dei suoi componenti. Per il mancato rispetto degli obblighi di controllo e manutenzione sono previste sanzioni amministrative da 500 a 3.000 euro.
Il risparmio complessivo
Applicando tutte e quattro le regole appena descritte, l'Italia intera potrebbe consumare 800 milioni di metri cubi standard di gas in meno rispetto al 2025, una quantità uguale al fabbisogno necessario per riscaldare quasi 700.000 abitazioni.
Le tempistiche per l'accensione dei termosifoni in Italia
Il momento preciso in cui si può accendere il riscaldamento in Italia varia in base alla zona climatica in cui si trova il Comune di residenza. A variare sono anche il periodo di utilizzo degli impianti e il numero massimo di ore giornaliere consentite.
Per conoscere le regole previste nella propria città bisogna quindi verificare la relativa fascia climatica. Nelle aree più calde del Paese il riscaldamento può essere acceso più tardi, mentre nei comuni montani appartenenti alla fascia più fredda non sono previsti limiti stagionali (TUTTE LE ZONE E LE DATE PER L'ACCENSIONE).
Per approfondire:
Clima, gas serra a livelli record: l'allarme dell'Onu nel rapporto Omm