Ecofin, confronto su extraprofitti energia. Giorgetti: “Choc prezzi finirà nelle bollette”

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Il ministro italiano dell'Economia è a Dublino per la seconda giornata del vertice informale. Uno dei temi più urgenti riguarda la crisi energetica: mentre il nuovo choc dei prezzi legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz minaccia la crescita, diversi Paesi chiedono un confronto europeo sulla tassazione degli extraprofitti energetici. Giorgetti, a margine della riunione, ha lanciato l’allarme riguardo alle prossime ripercussioni su famiglie e imprese

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Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è a Dublino per la seconda giornata dell'Ecofin informale. Anche se i temi sul tavolo sono diversi, uno degli argomenti più urgenti riguarda la crisi energetica: mentre il nuovo choc dei prezzi legato alla chiusura dello Stretto di Hormuz minaccia la crescita, la tassazione degli extraprofitti energetici sale nell'agenda europea. Ieri Giorgetti, a margine dell’Ecofin, ha parlato di "choc energetico che sta diventando un'emergenza economica" e ha lanciato l’allarme riguardo alle ripercussioni sulle bollette.

La discussione sugli extraprofitti energetici

I ministri dell’Economia e delle Finanze dell’Unione europea, riuniti al Castello di Dublino per l'Ecofin informale sotto la presidenza irlandese, hanno avuto un primo confronto sulla tassa ieri durante il pranzo. Il ministro di casa Simon Harris ha annunciato di voler chiedere alla Commissione di "tornare sulla questione" con ulteriori riflessioni all'Ecofin del 9 ottobre a Lussemburgo.

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Giorgetti: “Autentica emergenza”

Giorgetti, riguardo alla discussione durante il pranzo di ieri all’Ecofin, ha detto di essere intervenuto nel confronto "in modo molto schietto", ribandendo che occorre prima di tutto valutare chi realizza profitti in una situazione tanto eccezionale. Lo choc energetico legato alle crisi in Ucraina e Medio Oriente, ha dichiarato a margine della riunione, è diventato "un'autentica emergenza". Il prezzo dell'energia, ha aggiunto, è oggi "il problema numero uno" non solo per le famiglie ma anche per l'economia e l'industria italiana e incide direttamente sulla competitività europea e sulla crescita. Alcune imprese, ha detto ancora, raffinano in Europa ed esportano fuori dall'Unione "a prezzi incredibili". "Questi non sono profitti da un mercato normale", ha osservato Giorgetti. Poi ha lanciato l’allarme: “Lo choc energetico si è già manifestato per tutte le famiglie nell'incremento del prezzo dei carburanti, ma che in prospettiva a breve si rifletterà inesorabilmente sulle bollette delle famiglie e delle imprese”.

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La posizione dell’Italia e degli altri Paesi

Tra i Paesi che spingono per un confronto sugli extraprofitti energetici, quindi, c’è anche l’Italia, insieme ad Austria, Germania, Polonia, Portogallo e Spagna. Giorgetti ha spiegato di essere sicuro che "il consenso si allargherà" e che, se diventerà maggioritario, Bruxelles dovrà agire. A Dublino, Berlino ha sollecitato la Commissione a elaborare "opzioni concrete" per il prossimo Ecofin. "Non può ignorare la realtà quotidiana di milioni di persone", ha detto il ministro tedesco Lars Klingbeil, sottolineando come energia, carburanti, alimenti e affitti costino di più mentre le compagnie petrolifere "fanno cassa" con la crisi. Anche Madrid ha sostenuto che, se ci sono extraprofitti, vadano tassati per ottenere "una ripartizione più equa degli oneri". Parigi ha una posizione più defilata, ma si è detta aperta a un confronto. Per ora, comunque, Bruxelles frena ed esclude "una proposta a livello europeo": il commissario europeo all'Economia Valdis Dombrovskis, infatti, ha ribadito che gli Stati possono già introdurre in modo autonomo la tassa e che la Commissione è pronta ad assisterli per trovare "un percorso adeguato".

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