Introduzione
Dalle ore 12.00 di martedì 22 settembre, si potrà presentare la domanda di adesione al contributo del Mimit per l'installazione di infrastrutture di ricarica elettrica a uso privato. "Oggi facciamo un altro passo in avanti nell'attuazione del programma che stiamo realizzando per accompagnare la transizione industriale ed ecologica del settore", ha dichiarato il ministro Urso.
Quello che devi sapere
Come funziona il bonus
Il bonus colonnine domestiche è una misura prevista nel programma pluriennale per il settore dell’automotive definito con il Dpcm dello scorso giugno e prevede una dotazione di 68 milioni di euro fino al 2030.
Nel dettaglio, il contributo copre:
- l’80% delle spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera delle infrastrutture di ricarica, fino a un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente.
- Ma il limite sale a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali (ad esempio, le aree destinate al parcheggio dei veicoli di chi abita nell’immobile).
Per approfondire:
Auto elettrica, quanto si risparmia con la ricarica? Il confronto con diesel e benzina
Come e dove fare domanda
Le domande, come nelle edizioni precedenti, potranno essere presentate attraverso la piattaforma informatica https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/bonus-colonnine-domestiche, messa a disposizione da Invitalia che è il soggetto gestore della misura per conto del Mimit.
Le domande possono essere presentate dai soggetti richiedenti a partire dalle ore 12.00 del 22 settembre 2026 e fino alle ore 12.00 del 31 gennaio 2027.
L’accesso può essere effettuato tramite sistema pubblico di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS). Una volta effettuato l’accesso si può procedere alla compilazione del modulo elettronico seguendo la procedura guidata.
Urso: “Sosteniamo i consumatori”
"Con questa misura - ha spiegato il ministro Adolfo Urso - sosteniamo i consumatori e, allo stesso tempo, la filiera italiana. Il 54% delle infrastrutture di ricarica di nuova generazione installate in Italia, infatti, viene prodotto nel nostro Paese. Ogni euro investito nella rete di ricarica sostiene quindi anche la manifattura italiana, l'occupazione e le nostre filiere tecnologiche".
Le spese ammesse
Nelle spese coperte dal bonus rientrano:
- l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica, comprese - se necessario - le spese per l'installazione delle colonnine, gli impianti elettrici, le opere edili strettamente necessarie, gli impianti e i dispositivi per il monitoraggio;
- la progettazione, la direzione lavori, sicurezza e collaudi;
- i costi per la connessione alla rete elettrica, tramite attivazione di un nuovo POD (point of delivery).
Le spese devono essere sempre effettuate con pagamento tracciabile, altrimenti non è possibile chiedere il bonus. Inoltre, le infrastrutture di ricarica devono essere nuove di fabbrica.
Le tempistiche per le domande dal 2026 in avanti
Nel dettaglio, ecco le tempistiche delle spese ammesse da qui ai prossimi anni:
- per l’annualità 2026, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026;
- per le annualità dal 2027 al 2029, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre della rispettiva annualità;
- per l’annualità 2030, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2030.
La densità dei punti di ricarica in Italia
A livello generale, secondo il rapporto Benchmark Mineral Intelligence in materia di ricarica a livello globale, uscito a gennaio 2026, l’Italia è al terzo posto per densità di punti dove collegare la vettura in riferimento al terzo trimestre del 2025. Questo vuol dire che nel nostro Paese è presente un punto di ricarica per 10 auto. La prima posizione in classifica è occupata dai Paesi Bassi con cinque auto elettriche per presa di ricarica, mentre la seconda posizione è della Cina a quota nove vetture, quarta posizione per la Spagna con 11 auto e la Francia si posiziona al quinto posto con 13 auto elettriche per spina.
Per approfondire:
Auto elettriche, Italia terzo Paese al mondo per numero di colonnine di ricarica