Mercato immobiliare, quanto costa comprare casa nelle principali mete turistiche italiane?
EconomiaIntroduzione
Con agosto ormai agli sgoccioli e il rientro alla quotidianità sempre più vicino, per alcuni italiani può essere il momento giusto per guardare oltre le ferie e valutare l’acquisto di una seconda casa nella località preferita. Un’abitazione al mare, in montagna o in una città d’arte può infatti consentire di conservare tutto l’anno il legame con i luoghi delle vacanze, oltre a offrire l’opportunità di generare un’entrata nei periodi di mancato utilizzo attraverso gli affitti brevi.
Quello che devi sapere
Lo studio
A fotografare il mercato delle seconde case è un’analisi di Immobiliare.it, che ha messo a confronto i prezzi registrati nelle principali destinazioni turistiche italiane, utilizzando dati aggiornati alla fine di luglio 2026 e confrontandoli con quelli dell’anno precedente. Secondo il portale, la conclusione della stagione estiva può rappresentare una fase favorevole per chi intende cercare un immobile, grazie a una disponibilità più ampia di abitazioni e alla possibilità di valutare con maggiore attenzione le diverse opportunità.
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Mete di mare più care al Nord
La costa resta una delle destinazioni privilegiate per chi cerca una seconda abitazione. In Liguria, particolarmente apprezzata da lombardi e piemontesi, i valori rimangono elevati: la provincia di Savona raggiunge una media di 3.798 euro al metro quadrato, con un aumento annuo del 5,6%. Più contenuta la spesa a Genova, dove servono in media 1.852 euro al metro quadrato, comunque in crescita del 6,9%, il rialzo più consistente della regione. Spostandosi verso la Riviera di Levante, La Spezia offre valori più accessibili: 2.232 euro al metro quadrato nel Comune e circa 2.401 euro nella provincia. Anche la Riviera Romagnola ha registrato un forte incremento, con la provincia di Rimini salita del 7,4% oltre quota 2.000 euro al metro quadrato. Poco sopra questa soglia si colloca anche la provincia di Latina, cresciuta dell’1%.
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Le alternative più convenienti
Il primato dei prezzi spetta però alla provincia di Lucca, che comprende anche Forte dei Marmi: la media raggiunge 4.008 euro al metro quadrato, con un incremento del 4,9%. Nel solo Comune di Forte dei Marmi la cifra è invece di 2.407 euro. Per chi dispone di un budget più contenuto, le opportunità più interessanti continuano a concentrarsi soprattutto nel Mezzogiorno e nelle Isole. In provincia di Lecce il prezzo medio si ferma a 1.116 euro al metro quadrato, in calo del 2,1% rispetto a un anno prima. La costa degli Aranci, in provincia di Catanzaro, resta sotto i 1.000 euro al metro quadrato, nonostante una crescita del 3,7%. In provincia di Trapani si arriva a 1.228 euro (+4,1%), mentre Sassari supera i 3.280 euro al metro quadrato (+2,3%).
Montagna e città d’arte
Per chi cerca un rifugio lontano dall'affollamento estivo, la montagna rappresenta un'altra possibilità. Il Trentino-Alto Adige è tuttavia la regione più costosa d’Italia per l’acquisto di un’abitazione, con oltre 3.700 euro al metro quadrato. A Bolzano il Comune supera i 5.100 euro, mentre la provincia oltrepassa i 4.650. A Trento i valori sono più bassi, rispettivamente a 3.490 e 2.692 euro al metro quadrato. Ancora più contenuti quelli di Aosta città, sotto i 2.300 euro, mentre nella provincia la media è di 2.590 euro. Anche le città d’arte possono essere una scelta interessante per chi vuole sfruttare l’abitazione durante tutto l’anno. Milano resta la più costosa, con 5.661 euro al metro quadrato (+2,2%), seguita da Firenze a 4.751 euro (+3%) e Roma a 3.848 euro (+6%). Bologna raggiunge 3.835 euro (+5,3%), Venezia 3.368 (+3%) e Verona 2.900 (+5,2%).
La casa come investimento nel benessere
L’acquisto di una casa non riguarda più soltanto il suo valore economico. Con il ritorno alla quotidianità, abitazione e quartiere assumono un ruolo centrale nel benessere, incidendo su relazioni, tempo libero e qualità della vita. A confermarlo è la crescita del Wellness Real Estate: secondo il Global Wellness Institute, il settore vale oggi 548 miliardi di dollari nel mondo e potrebbe superare i 1.000 miliardi entro il 2029. La casa viene così considerata sempre più anche come uno spazio capace di favorire salute ed equilibrio psicofisico.
Conta anche il quartiere
A incidere sul benessere non sono soltanto gli ambienti domestici, ma anche il contesto in cui si vive. Una ricerca di Humans&Data sottolinea il peso delle relazioni di vicinato, insieme a verde, sicurezza, servizi e mobilità sostenibile. Nei quartieri caratterizzati da buoni rapporti tra vicini, la felicità legata al quartiere risulta superiore del 55% e quella generale del 30%. La presenza di parchi e aree verdi è invece associata a un aumento del 18% della felicità complessiva e del 38% della soddisfazione per il quartiere.
I nuovi criteri dell’immobiliare
Questa evoluzione sta cambiando anche i criteri con cui vengono progettate e valutate le abitazioni. Oltre a efficienza energetica, architettura e tecnologia, acquistano importanza luce naturale, qualità dell’aria, comfort acustico, verde, servizi e spazi per la socialità. La casa diventa quindi un luogo per vivere, ma anche per recuperare energie e favorire l’equilibrio personale. Parallelamente, la smart home si estende alla smart community, attraverso strumenti digitali e intelligenza artificiale per ottimizzare servizi e spazi comuni. Il wellness, inoltre, non è più prerogativa del lusso: verde pubblico, sicurezza, mobilità sostenibile e luoghi d’incontro possono migliorare la qualità della vita anche nell’edilizia ordinaria. Il valore di una casa, dunque, si misura sempre più anche nel benessere che è in grado di offrire.
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